weblogart@yahoo.com


 

Crowdsourcing

immagine di Marjetica Potrc

"Crowdsourcing" is a term coined by Wired magazine writer Jeff Howe and editor Mark Robinson in June 2006. It describes a business model akin to outsourcing, but relying upon unpaid or low-paid amateurs who use their spare time to create content, solve problems, or even do corporate R&D. Crowds targeted for crowdsourcing include garage scientists, amateur videographers, freelancers, photo enthusiasts, data companies, writers, smart mobs and the electronic herd.

via wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing
top 10 crowdsourcing companies
- crowdsourcing: When Amateurs Co-Create Professional Products and Experiences - iplot
- crowdsourcing via tags for youtube - tagman
- crowdsourcing - Milk the masses for inspiration businessweek magazine

esempi
- Current.TV's VCAM - Created Ad Message Viewer Created Ad Message
- concorso per designer per trailer di un film - ilas.com
- veryweb - creativity wanted
- myspace Yaris

- The Sheep Market, proving the crowdsourcing exploitation - neural.it

on this blog prosumer-cultures

3 commenti:

Anonymous said...

Buongiorno WeBlogArt, sono Luca Giorcelli, direttore creativo di Veryweb, agenzia pubblicitaria sopra citata tra gli esempi di crowdsourcing.

Desidero segnalarvi che potete trovare alcuni aspetti interessanti della nostra esperienza di crowdsourcing al seguente indirizzo: http://www.veryweb.it/?p=519

Anonymous said...

E' interessante come un termine anglofono possa apparire subito fico e di tendenza... Crowdsourcing... uao!... Crowdsourcing, ovvero l'arte di sputtanare il mercato di chi fa comunicazione per mestiere... o l'arte di procurarsi idee senza assumere nessuno... spendendo poco... eticamente valevole allo zero. Zero.

Anonymous said...

La parola crowdsourcing descrive intelligentemente una tendenza socio-economico reale, altrimenti senza nome. Inoltre suggerisce analogie appropriate con altri concetti di uso comune come l'outsourcing e l'open sourcing... Insomma, una parola efficace ancora in attesa di una traduzione neutrale (non etica) in lingua italiana.

Per quanto riguarda gli aspetti etici, il commento anonimo sopra coglie una sola faccia della medaglia.

Per una visione più dialettica consiglio il seguente articolo, http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/creativi-low-cost/creativi-low-cost/creativi-low-cost.html
di cui cito alcuni estratti:

"Una win-win situation (...) dove entrambe le parti hanno solo da guadagnare. Il vero, ipercompetitivo, iperprecario volto del lavoro che verrà, secondo altri."

"Niente stipendi fissi. Ma i più bravi diventano ricchi"

A queste valutazioni aggiungo la possibilità concreta per i partecipanti, soprattutto i giovani creativi ancora senza portfolio, di passare dal crowdsourcing ad un rapporto di collaborazione più "convenzionale", compreso tra il freelancing e l'assunzione.

Luca Giorcelli