weblogart@yahoo.com


 

Perfectly Normal, Video Therapy Dispenser

Perfectly Normal, Video Therapy Dispenser

(http://www.perfectlynormal.ca)

PerfectlyNormal is an interactive web based video project that presents a working model for a virtual therapist using the visual and written language of both the pharmaceutical industry and alternative medicine. Based on the users description of their current mental state a "diagnostic video therapy dispenser" offers one of fourteen short video therapies. The therapies were created modeled on actual current and past healing techniques pulled from a number of different practices.

PerfectlyNormal toys with the conventions of both the western healthcare industry and it's rival the alternative medicine industry. By presenting video art in the ironic guise as therapy, it demonstrates some similarities between art and therapy. Both affect physical and mental states in unintended or unforeseen ways.

PerfectlyNormal is a web-based project commissioned by Soil Digital Media Suite, Neutral Ground Gallery, Regina, Saskatchewan, Canada.
http://www.soilmedia.org

Michael Stecky is a composer and new media artist whose videos have screened nationally and internationally, most recently at the Microwave Media Arts Festival in Hong Kong. His video work will next be seen at the "Supernovas" exhibition at the Winnipeg Art Gallery, and at the MAI, in Montreal during "Mini-Projo", Festival of Projection.

Pixel Pops!

Pixel Pops!, the artist curated exhibiton, is looking for curators/artists/organizers for the next edition. Domain name and web space included. We launched it, now it's time to pass it on! http://www.poppingpixels.org

Interested persons should email info@cbrubin.net and colleen.tully@recol.com

Portable Gallery

Portable Gallery (www.portable-gallery.com) is open. The online gallery is quickly establishing itself as a leading digital arts arena within the young Nordic creative community. The new exhibition honours this commitment by showcasing cutting-edge talent.

We are now offering support for artists and creators joining the OPEN ZONE.
Fame and fortune provided by PlayStation Portable

Join us at www.portable-gallery.com

"Perché non parli? Fatti d'arte"

"Perché non parli? Fatti d'arte":

Si tiene, dal 28 febbraio al 23 maggio allo Spazio Oberdan, il ciclo di sei incontri divulgativi sull'arte contemporanea dal titolo "Perché non parli? Fatti d'arte". L'iniziativa, realizzata in collaborazione con Unicredit, rientra nel progetto "InContemporanea. La rete per l'arte" con cui la Provincia di Milano intende promuovere l'arte del presente intesa come risorsa indispensabile per la riqualificazione urbana, sia dal punto di vista culturale che da quello sociale ed economico.

Da più parti arrivano domande all'arte e sull'arte, richieste di comprensibilità e fattibilità, naturalmente queste sono rivolte per la maggior parte all'arte contemporanea oggetto di un doppio ciclo di conferenze intitolate a loro volta "Fatti d'arte" e "Conversazioni d'arte".

Il titolo generale dei due cicli di conferenze ("Perché non parli?"), tra verità e leggenda, allude alla celebre frase che Michelangelo rivolse alla sua ancor più celebre opera, Mosè, mettendola in relazione con gli interrogativi posti non a una sola opera, ma all'arte in generale che di tante opere è fatta. Per questo è stata programmata una serie di conferenze che agiscono su un doppio binario quello della teoria e quello della pratica, quello del pensiero e quello della tecnica.

Da una parte la prima serie: "Fatti d'arte" da febbraio a maggio ospita di volta in volta curatori, critici, storici dell'arte che in solitaria spiegano l'a-b-c dell'arte attraverso le loro categorie "tecniche" quindi Guido Curto per la Pittura, Francesco Tedeschi per la Scultura, Francesca Comisso per l'Installazione, Sandra Lischi per la Videoarte, Gigliola Foschi per la Fotografia, Lorenza Perelli per l'Arte Pubblica.

Nella seconda, "Conversazioni d'arte", a partire da ottobre fino a dicembre si terranno, sulle stesse tematiche, una serie di dialoghi a due (un artista e un teorico) come Jean Clair e Chia per la Pittura, Luciano Fabro e Daniel Soutif per la Scultura, Massimiliano Gioni e Maja Bajevich per l'Installazione, Jean-Paul Fargier e Gary Hill per la Videoarte, Hripsimé Visser e Reineke Dijkstra per la Fotografia, James Lingwood e Antoni Muntadas per l'Arte Pubblica. In questo modo, si cercherà di rispondere alle pressanti domande sullo stato e il significato dell'arte a seguito del mutamenti legati alla globalizzazione.

Si tratta di cambiamenti che, prodotti dalla grande migrazione proveniente da mezzo mondo dell'Est e del Sud verso l'altro mezzo mondo dell'Ovest e del Nord, sta riscrivendo le mappe non solo geografiche, ma storiche, antropologiche, artistiche, ed esistenziali dell'umanità.

LA PITTURA
28 febbraio 2006
Guido Curto
Introduce Giacinto Di Pietrantonio

LA SCULTURA
14 marzo 2006
Francesco Tedeschi
Introduce Gabi Scardi

UN'INSTALLAZIONE
27 marzo 2006
Francesca Comisso
Introduce Gabi Scardi

LA VIDEOARTE
11 aprile 2006
Sandra Lischi
Introduce Vittorio Fagone

LA FOTOGRAFIA
9 maggio 2006
Gigliola Foschi
Introduce Roberta Valtorta

L'ARTE PUBBLICA
23 maggio 2006
Lorenza. Perelli
Introduce Gabi Scardi

PITTURA
10 ottobre 2006
Jean Clair e Sandro Chia
Introduce Vittorio Fagone

SCULTURA
24 ottobre 2006
Daniel Soutif e Luciano Fabro
Introduce Giacinto Di Pietrantonio

INSTALLAZIONE
7 novembre 2006
Massimiliano Gioni e Maya Bayevich
Introduce Gabi Scardi

ARTE PUBBLICA
21 novembre 2006
James Lingwood e Antoni Muntadas
Introduce Gabi Scardi

VIDEOARTE
5 dicembre 2006
Jean Paul Fargier e Gary Hill
Introduce Vittorio Fagone

FOTOGRAFIA
12 dicembre 2006 (da confermare)
Hripsimè Visser e Rineke Djikstra
Introduce Roberta Valtorta

Tutti gli incontri si svolgeranno allo Spazio Oberdan dalle 18,00 alle 20,00.
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Per informazioni 02.77406381/41

link

False narrative

"False Narratives is a collection of 13 tone-poems. Initially the 13 narratives were designed by Ruark Lewis as concrete reflections of dreamings and the voice in the imaginary landscape. Secondly, they were conceived as a suite of 13 scores for vocal recital. Each of the 13 texts has systematically been constructed as a single graphic concrete-poem extending over 152 separate pages and, operating as a hand-held performance score.

A studio note recalling - FN
The page design system castes the poem-cycle within an overlaying grid. This is an architectural action that places six letters alongside each other along the line. Thus the narratives are forced to fracture into very short line-lengths, and in this way FN never comfortably returns to it’s original sense of story-telling. The fiction remains embedded in the structure. This kind of chance procedure produces instead an indeterminate relationship with this linear narrative structure, the sequencing of the phrases with the actual pages themselves. The purpose of this distortion is to create an atmosphere that lends itself to a more primary vocal performance."

Rainer Linz http://www.rainerlinz.net/
Ruark Lewis http://www.ruarklewis.com

galley link http://www.die-schachtel.com

Zone sensibili

Zone sensibiliSperequazione (part 3)

Simone Cesarini, Stefano Mandracchia
A cura di Daniela Lotta

Sperequazione e' una trilogia di mostre, affidate rispettivamente alla cura di Guido Molinari, Michela Arfiero e Daniela Lotta, che si succederanno nel nuovo spazio espositivo di neon>fdv di Milano che si affianca a neon>campobase di Bologna, con una programmazione autonoma e tuttavia coordinata, mirando a stabilire una connessione e ad agevolare la circolazione di nuove energie dinamiche fra le due citta'. Sperequazione, in quanto mancanza di un equo criterio distributivo, ci suggerisce come la ricerca artistica contemporanea abbia scelto la discontinuita' estetica come punto di forza del proprio essere. Oggi ci troviamo in una situazione lontana dalla definizione di regole condivise, da canoni di equilibrio e di omogeneita'. Naturalmente permane in risalto la capacita' dell'artista di organizzare i fattori di discontinuita' secondo proprie architetture. La sperequazione, la mancanza di un equo criterio distributivo, e' amministrata con grande attenzione e gestita attraverso un controllo concettuale differente da artista ad artista.

Zone Sensibili
Le ricerche ottico-cinetiche degli anni sessanta, sostenitrici di un rigore formale di derivazione scientifica e di un approccio sistematico all’opera d’arte, sembrano oggi definitivamente assorbite in favore di una differente consapevolezza estetica, libera da condizionamenti imposti. L’ordine puntuale di certi dispositivi visivi rivolti a produrre un movimento simulato, e quindi a costruire l’illusione percettiva dello scorrere del tempo, risultano a distanza di anni poco efficaci. Seppur spinta da una volonta' di rinnovamento, di superamento della stagione precedente governata dall’Informale, quella tensione al cambiamento porto' la ricerca artistica verso un azzeramento totale e ad una successiva riconsiderazione della grammatica visiva scegliendo di ripartire dalle forme concrete appartenenti alla geometria semplice.
Ma, al di la' di quelli che possono essere stati i limiti generati dall’immaturita' dei tempi, quello che adesso interessa considerare e' come questi artisti intuissero i segni di un vivere contemporaneo sempre piu' caratterizzato dalla onnicomprensiva presenza dei media: percepivano cioe' l’invadenza crescente della tecnologia nella quotidianita' di ognuno e l’impossibilita' di evitarla. Stefano Mandracchia e Simone Cesarini sembrano muovere da questo presupposto.
Senza ovviamente patire l’utopia pionieristica dei predecessori dimostrano, al contrario, una disinvoltura che e' di fatto generazionale. Avviene dunque ora una personalizzazione dei codici e degli schemi propri del linguaggio tecnologico che attingere direttamente alle forme chiuse di matrice Optical ma riconsiderandole secondo una appropriazione del tutto individuale.
La scansione geometrica che regola Wall - la videoinstallazione allestita da Stefano Mandracchia su una delle pareti della galleria - sviluppa a partire da un rapporto autonomo con i mezzi di comunicazione; nel caso specifico con le onnipresenti immagini televisive. Il dinamismo ipnotico delle gradazioni cromatiche che si susseguono secondo un ritmicita' fluida e' infatti il risultato della scomposizione delle immagini prodotte dalla televisione di casa sua. L’artista non ha fatto altro che sistemare davanti allo schermo una struttura realizzata assemblando a mano delle fasce di cartoncino bianco dando forma cosi' ad un reticolo di celle a sezione regolare i cui piani assorbono il riverbero della luce colorata amplificando l’effetto dei pixel.
In maniera omologa Simone Cesarini realizza due tele monocrome di dimensioni quasi cinematografiche sulle quali delimita due forme geometriche complementari.
L’ascendenza gestaltica del disegno e' in questo progetto diretta conseguenza di un processo, il risultato di una attenta operazione manuale condotta dall’artista in prima persona. Quelle che sembrano essere figure impersonali, nate da una rigorosa applicazione tecnologica, sono invece la traccia di un gesto, l’accurata sottrazione di parti di tessuto effettuata separando la trama in segni orizzontali e verticali.
In definitiva, le soluzioni formali applicate dagli artisti manifestano si' una sofisticata introiezione degli schemi del Minimal ma appaiono adesso come zone sensibili individuali in sintonia con le possibilita' offerte dalle contemporanee strategie mass-mediali di personalizzazione della comunicazione.

Immagine: Simone Cesarini, Scala, 2003. Legno, gomma, misura ambiente. Galleria d'Arte Moderna, Bologna

Opening martedi' 21 febbraio 2006 ore 18

neon>fdv
la Fabbrica del Vapore
via Procaccini 4 20154 Milano

Arte in borsa

Arte in borsa
Mostra collettiva

a cura di Stefania Carrozzini

Opere di: Valentina Cantoni, Gabriella Ceccherini, Carmen Corazzi, Isa Di Battisti Gorini, Alessandra Ghirardelli, Flavia Girardi, Grazia Lavia, Laura Matteoli, Maria Teresa Mazzola, Laura Olivero, Anna Santinello, Manrico Stiffi, Giuliana Verzeroli.

Il titolo di questa mostra "Arte in borsa" porta con se' una molteplicita' di significati: il primo e' l'idea dell'arte collegata con il mercato, con la "borsa" intesa come Piazza degli Affari, come rapporto con il denaro, .la seconda e' l'arte e i modi con cui la si rapporta ad un contenitore (in questo caso la borsa). La borsa e', tra gli accessori femminili, quello che rivela i piu' reconditi significati simbolici, contiene spesso il "caos" esistenziale della proprietaria, ma e' anche un oggetto caro agli stilisti e ai designer che ne hanno fatto dei veri capolavori spesso ispirandosi all'arte.

Arte in borsa si inserisce nell'iniziativa MilanodiModa cura del Comune di Milano .

La mostra, a cura di Stefania Carrozzini avra' luogo presso lo Studio D'Ars, in via Sant'Agnese 12/8 a Milano e avra' la seguente durata dal 21 Febbraio al 6 Marzo con inaugurazione martedi' 21 Febbraio ore 18 - 23

La mostra e' composta da una trentina di opere e ospita varie interpretazioni artistiche dell'oggetto borsa, dalla borsa della spesa alla borsa da sera.

Le borse, realizzate in diversi materiali, sono state pensate come "sculture o quadri da passeggio" mantenendo una loro specificita' funzionale. Possono essere appese, indossate, ambientate nello spazio.

La borsa non e' solo un contenitore privo di identita', spesso diviene portatrice di loghi commerciali fino a diventare, forse senza il nostro consenso e a nostra insaputa, perfetto veicolo di informazione pubblicitaria.

Con il patrocinio di: Comune di Milano in MilanoDiModa

Organizzazione: Fondazione D'Ars - Oscar Signorini Onlus - Milano

Inaugurazione: Martedi' 21 Febbraio dalle ore 18 alle ore 23

Studio D'Ars
via S. Agnese 12/8 - Milano
Orari: 17 - 19 Martedi'-Venerdi' no stop 10-20. Su appuntamento Sabato e Festivi

Open History Timeline v1.1

Open History Timeline v1.1
About this project
The Open History Timeline (OHT) is an open-source content-management system designed to support online community-based history writing.
OHT is a system that can be used to work collaboratively on defining and writing history about any subject you would like. You could for example develop a history of your footballclub, family or school and decide together which facts and figures need to be collected, or choose larger issues such as the conflict in the Balkans or the history of copyright: which questions need to be asked, and which answers are valid? The OHT is designed with the idea in mind that history is a practice - not fixed but alive, and invites users to contribute with experiences, anecdotes and personal perspectives. The system was tested with a large groups of authors, but could work equally well with only a few contributors.
The OHT was developed in the context of the Decade of Webdesign conference, and was the backend of the accompanying Webdesign timeline. Using this system, web visitors could define their take on the first ten years of webdesign by answering questions such as "What is your relation to webdesign?", and "How did you learn to make websites?". In addition, visitors were able to submit new questions. In this way, the community of participating site visitors play an editorial role, and are able to expand the scope of what webdesign means.
OHT in a nutshell
The basic building blocks of the OHT system are: years, questions, answers, and comments. You can get a site going by defining a range years and a set of starting questions (and possibly answers). Visitors to the site are invited to submit additional questions. While browsing, they can choose to answer a particular question. After typing in their response, they then select a year (and optionally month) to place his or her answer. The answer consists of text -- URLs are automatically converted into links -- and optionally an uploaded image. Visitors may also respond to another visitor's answer by posting a (text) comment. More on how to add answers and questions to the timeline, you can find in the OHT User Guide

link http://www.designtimeline.org/oht.html
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