La donna oggetto
La donna oggetto
Miti e metamorfosi al femminile 1900-2005
a cura di Luca Beatrice
Vigevano, Castello Sforzesco - 20 maggio – 30 luglio 2006
La donna oggetto
Tu guardi una donna e l’accetti così com’è. Le donne sono davvero oggetti bellissimi. Quale modo migliore ci può essere per mostrare la mia arte se non avvolgere e impacchettare una bella donna?
Christo
Prima che venisse scoperto il genderism, prima che anche l’estetica divenisse territorio di rivendicazioni sessuali, la storia dell’arte ha attraversato secoli e secoli in cui la donna era semplicemente un oggetto di rappresentazione, senza per questo intendere il termine “oggetto” con una connotazione negativa. Se maschi erano soprattutto gli artisti, donne sono state (e sono) ciò che occupa lo spazio centrale della rappresentazione, dunque del significato dell’opera. Per centinaia di anni, e decine di migliaia di dipinti, disegni, sculture ecc.., la donna è stata (ed è) l’elemento primario in cui si riflette una visione del mondo universale. Simbolo aulico, le sue nudità sono state protette e accettate dalla trasmissione di un sentimento religioso ed edificante, qualcosa che appartiene alla sfera ideale e dunque si discosta dal realismo più crudo –quello che sconvolge, quello che fa male, e infatti proprio per l’eccesso di realtà le madonne del Caravaggio hanno sempre creato scandalo, proprio perché veritiera all’infinitesimo L’origine du monde di Gustave Courbet è rimasta, per lungo tempo, l’ultima opera censurata in occidente.
Questa mostra, che porta come sottotitolo “miti e metamorfosi al femminile”, propone un viaggio in oltre un secolo di storia attraverso immagini di donne declinate in diverse, possibili variazioni. L’ambito di osservazione è quello del moderno e del contemporaneo, per tentare di rispondere ad alcune domande attraverso lo sforzo dialettico ma semplicemente osservando le opere, accostando cose anche lontane nel tempo ma simili tra loro per carattere e sensibilità. Ad esempio, la tela di tela di Giovanni Boldini, il ritratto di Miss Rita Philip Lydig,1911, inquadra la donna come protagonista della società mondana, moderna seduttrice vestita all’ultimo grido e a sua volta sedotta dalla metropoli e dal progresso, dalle automobili e dalla velocità. La serigrafia di Andy Warhol Liza, 1971, dedicata a una diva di Hollywood e del jet set internazionale, mostra anch’essa la donna come icona dal potere, pienamente inserita nella società maschilista dai media e del consenso.
Le due immagini che “aprono” La donna oggetto appaiono così di assoluta attualità rispetto al suo ruolo sociale nel presente, quanto di più diverso dalla tradizionale visione materna e quotidiana, eredità di un passato profondamente radicato nel cattolicesimo (qui testimoniato nella versione ultra moderna di pittura sacra futurista Madonna con bambino di Fillia, 1931) e riaggiornato, in chiave populistico-propagandista durante il ventennio. Il nostro ‘900 (italiano in particolare, ma anche europeo) presenta un’ampia campionatura attorno ai diversi tipi del femminile. La donna legata alla famiglia e alla vita quotidiana, La madre di Boccioni (1907), Maria, la sorella di Savinio (dunque anche di Giorgio de Chirico) e quella di Funi, i ritratti di Casorati e di alcuni esponenti dei Sei di Torino –tra cui Jessie Boswell, valente pittrice, unica donna in un gruppo di maschi- ma soprattutto la splendida scenetta d’interno della Lezione di piano, autore Alberto Ziveri (1955), quadro talmente fresco e moderno che sembra realizzato oggi. Alcune donne sono quelle della porta accanto, altre provengono da luoghi lontani e perciò risultano avvolte nel mistero, come la ragazza orientale di de Chirico, la Cartomante di Afro (1944), rarissimo esempio pre-astratto del pittore friulano, la ceramica di Arp intitolata a Venere, le Danaidi di Alechinski, la seducente duchessa La Salle Roche Maure, dipinta da Prampolini nel 1928, che mi è stato detto essere lo stesso soggetto più volte immortalato da Tamara de Lempicka. Esiste inoltre un quotidiano politico, in cui la donna assume lo stesso glorioso eroismo degli uomini, ancor più importante se si pensa che il suo sacrificio è anche quello di una madre -così le Donne sotto il bombardamento di Renato Guttuso (1942).
Dalla prima metà del XX secolo non è peraltro assente la dimensione del fascino femminile della seduzione, talora declinato in un sottile erotismo e in alcuni casi anche oltre la soglia del pudore. Si veda, come esempio clamoroso, una versione de Il supremo convegno di Giacomo Grosso (1910-1914) che replica in alcune parti il famoso quadro con cui il pittore torinese diede scandalo alla prima Biennale di Venezia, senza troppi giri di parole un’orgia lesbica che molto lascia vedere e poco indovinare. Il nudo di Grosz, la Butterfly di Maccari, il ritratto di Roberta, autore Pierre Klossowski (maestro letterario dell’erotismo), la Demi poupée di Bellmer, in quanto frutti di una cultura metropolitana dove la tentazione supera la virtù, appartengono a quella schiera di rappresentazioni della donna come oggetto pregno di sessualità, il modo esatto in cui la vede e la desidera un maschio.
Più di un valent’uomo è stato ridotto sul lastrico da una donna.
Charles Bukowski
La bellezza che seduce confonde, forse non dura tutta la vita ma colpisce a fondo. In particolare la sezione fotografica della Donna oggetto (da Man Ray ai giorni nostri) è imperniata sull’immagine del desiderio, sul potere dell’oggetto così forte da schiacciare chi sta dall’altra parte. Questa immagine del corpo è legata a doppio filo all’economia e quindi non è un caso che si sia imposta a partire dagli anni ’60, primo boom planetario dell’era contemporanea. Molti dipinti di Tom Wesselmann sono intitolati Great American Nude e presentano il nudo femminile circondato dai prodotti dell’epoca (alimenti, design, moda) su uno sfondo da improbabile cartolina. Ancora più caustico Mel Ramos, che ha la tipica cattiveria del pop californiano, dove l’equivalenza donna-oggetto è assoluta, entrambi merce di consumo proprio come vuole il potere di persuasione. Sogni, e non solo, che si possono comprare. Nell’immaginario di Mimmo Rotella il femminile ha occupato un posto di rilievo, anche nella biografia personale: nei suoi décollage storici (primi anni ’60) sceglieva attrici la cui bellezza riusciva a imporsi al punto da diventare significativa anche nel sociale. Sophia Loren, la Monroe ma anche Moana Pozzi a cui ha dedicato uno degli ultimi cicli di opere.
La seduzione dunque ha un prezzo, rimanere belli e giovani un costo. Aldilà degli stereotipi con cui i fotografi interpretano questi valori, diversi artisti si misurano con le contraddizioni del sistema moda e le sue aberrazioni. Su un’idea di donna ricca, viziata e capricciosa lavorano diverse artiste donne, non negandosi tutta quell’ironia che al femminismo della prima ora potrebbe apparire ripugnante. Per anni la svizzera Sylvie Fleury partecipava alle mostre semplicemente presentando i “frutti” del suo shopping nei negozi più cari e lussuosi della città, esponendo come trofei concettuali sacchetti di Chanel o Prada, oppure impilando riviste illustrate, vacue e prive di contenuto. La messicana Daniela Rossell ha indagato sull’alta borghesia di Città del Messico (ricca ma cafona) e sulle sue donne prigioniere del kitsch e della finzione (tra l’altro, la maggior parte di queste signore ritratte avevano legami con i boss della mafia e della malavita, i quali non hanno esattamente apprezzato lo spirito indagatore della Rossell).
Che cosa, per vicinanza di soggetti, può distinguere una foto d’arte (dunque consapevole) da una foto di moda (utile a vendere un prodotto)? Certamente la dose di criticità, a cui va aggiunto l’elevazione a protagonista del cosiddetto backstage (ciò che sta di norma dietro le quinte). Alcuni scatti di Terry Richardson, per esempio, non potrebbero mai essere utilizzati nelle pubblicità del pret-à porter, eppure se presi e allestiti in un museo o in una galleria il tutto risulterebbe funzionante. E che dire dei Fashion Victims di Erwin Olaf, corpi anonimi senza più identità ma evidentemente griffati, o delle modelle scarificate con un gesto sadico-maniacale da Daniele Buetti?
Passa col rosso, dai, passa col rosso.
Florinda Bolkan
Ogni donna adora un fascista, la scarpa in faccia, il brutale cuore di un bruto a te uguale.
Sylvia Plath
Sezione 1
1900-1950 Tra aulico e quotidiano, la donna nella modernità.
Afro (Basaldella), La Cartomante, 1944, tecnica mista su carta intelata, cm 48,5x32,5, collezione privata, Torino
Giorgio de Chirico, Figura di donna orientale, 1940, olio su tela, cm 48x40, collezione privata, Torino
Umberto Boccioni, Mia madre, 1907, inchiostro, matita e tempera su carta intelata, cm 65x44, collezione privata
Giovanni Boldini, Miss Rita Philip Lydig, 1911, olio su tela, cm 180x110, courtesy Galleria Berman, Torino
Massimo Campigli, Teatro (Donne sulle scale), 1957, olio su tela, cm 130x97, courtesy Galleria Berman, Torino
Felice Casorati, Donna che si specchia nell'acqua, 1962/63, olio su cartone, cm 75x52, collezione privata, Torino
Ragazza nuda nella stanza, 1942, olio su cartone, cm 46x38, courtesy Galleria Carlina, Torino
Fillia, Madonna con Bambino, 1931, olio su tela, cm 115x135, courtesy Galleria Narciso, Torino
George Grosz, Nude, 1940, olio su tavola, cm 69,5x39, courtesy Galleria Carlina, Torino
Mino Maccari, Butterfly, 1950, olio su tavola, cm 50x35, courtesy Galleria Carlina, Torino
Pierre Klossowski, Roberta, 1980, pastello su carta, cm 50x70, collezione privata, Milano
Carlo Levi, Figura, 1930, olio su tela, cm 66x81, collezione privata, Torino
Renato Guttuso, Donne sotto il bombardamento, 1942, olio su tela, cm 38x48, collezione privata, Torino
Jessie Boswell, Donna con fiori, 1929, olio su tavola, cm 75,6x57, courtesy Giampiero Biasutti Arte Moderna e Contemporanea, Torino
Carol Rama, Autorattristatrice n. 7, 1969, tecnica mista su tela, cm 110x110, courtesy Galleria Carlina, Torino
Antonietta Raphael Mafai, Adolescente, 1949, bronzo, cm oltre 100, courtesy Galleria Narciso, Torino
Hans Bellmer, Demi poupè, 1972, legno dipinto, cm 135x93x25, courtesy Galleria Narciso, Torino
Hans Arp, Venus d'Hein Hod, 1960, ceramica, cm 45x57, courtesy Galleria Narciso, Torino
Pierre Alechinski, Danaides Folies, 1974, acrilico su carta, cm 100x159, courtesy Galleria Narciso, Torino
Enrico Prampolini, Interpretazione futurista della duchessa La Salle Roche Maure, 1928, olio su cartone, cm 73x48,5, collezione privata
Osvaldo Licini, Alba su fondo rosso, 1956, olio su carta intelata, cm 28x21, collezione privata
Mino Rosso, Donna con ventaglio, 1931, bronzo, cm 48x41x21, courtesy Galleria Narciso, Torino
Paul Klee, La santa, 1921, matita nera su cartoncino, cm 22,5x29, collezione privata
Giacomo Grosso, Il supremo convegno, 1910/1914, olio su tela, cm 80x130, courtesy Galleria Berman, Torino
Pablo Picasso, La Marie, 1969, olio su cartone, cm 43x33, collezione privata, Torino
Senza titolo, 1941, matita su carta, cm 27x21, collezione privata, Milano
Ubaldo Oppi, Ragazza con abito azzurro, 1919, acquerello e china su carta, cm 80x55, collezione privata, Milano
Piero Marussig, Ate, 1926/27, olio su tela, cm 90x75, collezione privata, Milano
Pompeo Borra, Figure, 1951, olio su tela, cm 100x110, collezione privata, Milano
Gustav Klimt, Studien von bildnis Hermine Gallia, 1903/04, matita su carta, cm 44,5x31,8, courtesy Galleria In Arco, Torino
Alberto Savinio, Ritratto di Maria Savinio, 1931, olio su tela, cm 91x79, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Fausto Pirandello, Nudo con cappello, 1951, olio su cartone, cm 93x71, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Achille Funi, La sorella, 1940 ca., olio su tela, cm 45,5x35, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Cagnaccio di San Pietro, La fonte, 1935, olio su masonite, cm 104,5x82, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Mario Sironi, Nudo di donna, 1928, olio su tavola, cm 55x45, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Arturo Martini, Fanciulla col passero, 1921, bronzo, cm 77x40x25, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Marino Marini, Figura femminile, 1943-44, bronzo, cm 40x13x22, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Alberto Ziveri, Lezioni di canto, 1955, olio su tela, cm 75x100, collezione privata, Milano
Raoul Dufy, Nu allongé, matita su carta, cm 46x60, collezione privata, Milano
Lucio Fontana, In bagno, 1968, matita su carta, cm 50x70, collezione privata, Milano
Henri Matisse, Nu, 1931, matita su carta, cm 31x23, collezione privata, Milano
Francis Picabia, Portrait de femme, 1910, carboncino su carta, cm 40,5x30,5, collezione privata, Torino
Sezione 2
1950-2005 Tra star-system e realtà, la donna verso il terzo millennio.
Ana Mendieta, Selected artworks, 1972-1983, video, 33’, silent, courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Imma Indaco, Imma come la ragazza di Bill Hanson, 2005, carboncino su carta, cm 200x150, courtesy Changing Role - Moreover Gallery, Napoli
Tania Pistone, The Pillow Book, 2006, acrilico, smalto, olio e testo scritto su tela, cm 120x80x8, courtesy Ermanno Tedeschi Gallery, Torino
Michelangelo Pistoletto, Donna che disegna, 1981, serigrafia su acciaio lucidato a specchio, cm 230x125, courtesy Zonca & Zonca, Milano
Andy Warhol, Liza, 1978, serigrafia su tela, cm 101x101, collezione privata, Torino
Orlan, Surgery-performance, 6 luglio 1991, stampa a colori, dimensioni variabili, courtesy B&D, Milano
Paolo Maggis, DonaFlor, 2006, olio su tela, cm 160x160, courtesy Spirale Arte, Milano
GianMarco Montesano, Claretta Petacci, 2006, olio su tela, cm 120x150, collezione privata, Bologna
Eleonora Duse, 2006, olio su tela, cm 120x150, collezione privata, Bologna
Luisa Ferida, 2006, olio su tela, cm 120x150, collezione privata, Bologna
Enrico Baj, Isabelle van Tuyll signora di Charter, 1975, collage su tavola, cm 146x114, collezione privata, Torino
Gino De Dominicis, Senza titolo, anni ’80, olio su tela, cm 39x33, collezione privata, Isernia
Elke Kristufek, Devil in My Kitchen, 1998, olio su tessuto, cm 160x140, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Betty Bee, Split, 1995, stampa a colori, cm 150x69,5, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano
Tom Wesselmann, Monica in Robe with Motherwell, 1993, liquitex su cartoncino, cm 104,1x147,3, courtesy Flora Bigai Arte Moderna e Contemporanea, Venezia, Pietrasanta
Dawn Mellor, Madonna Molotov, 2004, olio su tela, cm 106x121,5, collezione privata, Novara, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing
Margherita Manzelli, Fra me e me. La terra fredda, 1995, olio su tela e fili di lana nera, cm 190x130, collezione privata, Milano
Emmanuelle Antille, Radiant Fantasy, videofilm, 2000, 16', courtesy dell’artista, Marella Gallery, Milano / Beijing
Zoe Leonard, Marilyn, 1990/95, stampa in b/n, cm 50x35, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano
Yan Pei Ming, Eros center. Prostitute de Milan, 2005, olio su tela, cm 160x150, collezione privata, Milano
Maura Banfo, Don’t go breaking my heart, 2006, video, 2'50"
Elisa Rossi, Divieto d’accesso 03, 2005, olio su tela, cm 140x200, courtesy Image Furini Arte Contemporanea, Arezzo
Daniele Buetti, Is life intensified by the awareness that death could strike at any time?, 2003, lightbox, cm 160x120x10, courtesy B&D, Milano
Sabrina Milazzo, Show business, 2006, olio su tela, cm 180x145, courtesy Galleria Carini, Milano
Mary Sue, Bali balo, 2002, video, courtesy Marco Noire Contemporary Art, Torino
Shirin Neshat, Moon Song, 1995, inchiostro su foto b/n, collezione privata, Milano
Rebellious Silence, 1994, inchiostro su foto b/n, collezione privata, Torino
Marina Abramovic, Stromboli, 2002, stampa lambda, cm 74x98,5, collezione privata, Isernia
Matthew Barney, A Pele da Lâmina, 2004, c-print in high density, cm 73,7x49,5x5,1, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D’Arte, Milano
The Blue Noses Group, Reality show (from Little men series), 2005, video, courtesy B&D, Milano
Having sex a cinq ( from Little men series), 2005, video, courtesy B&D, Milano
Billiards (from Little men series), 2005, video, courtesy B&D, Milano
Candice Breitz, Babel Mirror (Madonna), 2000, videostill su poliestirene specchiante, cm 31x179,5, collezione privata, Isernia
Cecily Brown, Blithe Spirit, 1999, olio su lino, cm 91,5x122, courtesy Galleria In Arco, Torino
Giulia Caira, Confine incerto, 2005, 2 dvd loop
Elinor Carucci, My mother and I (from Closer series), 2000, stampa a colori, cm 70x100, courtesy Analix Forever, Ginevra
Guilt (from Crisis series), 2002, stampa a colori, cm 40x50, courtesy Analix Forever, Ginevra
Chiara, Collant Lady, 2004, stampa digitale su PVC, cm 65x130
Francesco Clemente, Untitled, 1985, olio su tavola, cm 110x110, courtesy Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi & Co., Milano
Marta Dell'Angelo, Senza Titolo (Autoritratto con macchina fotografica), 2005, tecnica mista e olio su tela, cm 205x270, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano
Sylvie Fleury, Chanel fall-winter 94/95, 1994, tappeto in pelouche rosa e riviste di moda, dimensioni variabili, courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Lyudmila Gorlova, Comix No 8, 2005, acrilico su tela, cm 100x120, collezione privata, Milano, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing
Chantal Joffe, Untitled, 1998, olio su tavola, cm 30x22, courtesy Galleria In Arco, Torino
Matteo Guarnaccia, Blowin’ Woman, 2001, acrilico su tela, cm 90x49
Paisleyzzazione, 2002, collage e acrilico su carta, cm 48x68
Shakti Preraffaellita, 2001, collage e acrilico su carta, cm 50x70
Vanessa Beecroft
VB35.330, 1998, performance Guggenhein NY, stampa a colori, cm 50x68, collezione privata, Torino
VB29.007, 1997, performance Nizza, stampa a colori, cm 100x105, courtesy B&D, Milano
Marlene Dumas, Senza titolo (Albino), 1998, gouache su carta, cm 126x70, courtesy Le Case D’Arte, Milano
Terry Rodgers, Cartesian Coordinates, 2003, olio su lino, cm 156x168, collezione privata, Bologna, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing
Nicky Hobermann, Blosson, 2004, olio su tela, cm 152x213, courtesy Galleria Astuni, Pietrasanta
Yumi Karasumaru, The Tokyo Girls, Natsu ( l’estate ), 2006, acrilico su tela, cm 162x122, courtesy Fabio Paris Art Gallery, Brescia
Luisa Raffaelli, Armored Light, 2005, fotopittura digitale sotto plexiglass, cm 125x151, courtesy GAS Art Gallery, Torino
Cindy Sherman, Untitled (Film Still), 1978, stampa ai sali d’argento, cm 18,5x24,8, collezione privata, Isernia
Sissi, Vetroninfea, 2001, Watou (Belgio), video, courtesy Biagiotti Progetto Arte, Firenze
Vetroninfea, 2001, stampa fotografica su plexiglass, cm 70x100, courtesy Biagiotti Progetto Arte, Firenze
Wainer Vaccari, Venere, 2005, olio su tela, cm 146x96
Androgino, 2005, olio su tela, cm 146x96
Corrado Zeni, 3-4 acquerelli su carta, courtesy Guidi & Schoen Arte Contemporanea, Genova
Alex Katz, Jane and Mare, 1976, olio su tavola, cm 30,2x35, collezione privata, Isernia
Mimmo Rotella, Facciamo l'amore, 1989, decollage su carta, cm 200x100, collezione privata, Torino
Desiderio, 2002, decollage su tela, cm 141,5 x 103, courtesy Ca’ di Fra’, Milano
Mel Ramos, You like it, it likes you, The lost painting of 1965, acquerello su carta, cm 76x56, courtesy Galleria Maggiore, Bologna
Catherine Opie, Self Portrait/Pervert, 1994, stampa cromogenica, cm 102x76, courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Erwin Olaf, Armani (from Fashion Victims series), 2000, stampa lambda, cm100x100, courtesy B&D, Milano
CK (from Fashion Victims series), 2000, stampa lambda, cm 100x100, courtesy B&D, Milano
Terry Rodgers, Cartesian Coordinates, 2003, olio su lino, cm 156x168, collezione privata, Bologna, courtesy dell’artista, Marella Gallery, Milano/Beijing
Takashi Murakami, Miss KO2, 1999, resina dipinta, cm 50x14,8, collezione privata, Parma
Milan Kunc, Winter Nude, 1999, olio su tela, cm 130x130, courtesy dell’artista
Jan Knap, Senza titolo, 2004, olio su tela, cm 110x85, courtesy Giampiero Biasutti Arte Moderna e Contemporanea, Torino
Sukran Moral, Leyla and Mecnun, 2005, video
Francesco Lauretta, Femminile, 2006, olio su tela e neon rosa, cm 180x220, courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano
Marco Silombria, Vintage 5, 2003, immagine digitale stampata su pellicola vinilica e incollata su dibond, cm 150x135, courtesy GAS Art Gallery, Torino
Giuliano Guatta, Spiaggia deserta, 2006, carboncino su carta, cm 118x73, courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano
Salita discesa, 2006, carboncino su carta, cm 136x72,5, courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano
Daniele Galliano, Silvia, 2001, olio su tela, cm 150x120, collezione privata, Milano
Regina Josè Galindo, Quien puede borrar las huellas?, 2003, stampa lambda su forex, cm 90x67, collezione privata, Isernia
Coniglio Viola, Recuperate Le Vostre Radici Quadrate, 2005, serie di video
Giovanna Ricotta, Kiss, 2004, video
Mariela Gemisheva, My wedding dresses on the Roof (from Experimental Fashion Performances series), 1998, video, courtesy GAS Art Gallery, Torino
Alessandro Bazan, Katia e le sue scarpe, 2004, olio su tela, cm 127x150, courtesy Bonelli Arte Contemporanea, Mantova
Weng Fen, Staring at the Sea No 8, 2003, stampa a colori, cm 125x155, collezione privata, Milano, courtesy dell’artista e Marella Gallery Milano / Beijing
Liu Jin, Incident: a Girl called Jia Jia, 2001, fotografia a colori, cm 46x46, collezione privata, Torino
Zhou Meijun, Country Wedding Series, 1999, stampa a colori, cm 40x50, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing
Country Wedding Series, 1999, stampa a colori, cm 50x40, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing
Sezione 3
Femmine, femminismo, femminilità. La donna nella fotografia contemporanea.
Man Ray, Manichino disegnato da Max Ernst, 1966, stampa ai sali d'argento, cm 17,5x13, collezione privata, Torino
Manichino disegnato da Yves Tanguy, 1966, stampa ai sali d'argento, cm 17,5x13, collezione privata, Torino
Manichino disegnato da Joan Mirò, 1966, stampa ai sali d'argento, cm 17,5x13, collezione privata, Torino
Manichino disegnato da Salvador Dalì, 1966, stampa ai sali d'argento, cm 17,5x13, collezione privata, Torino
Ritratto di Noush Eluard, 1935, fotografia ai sali d'argento, cm 24x18, collezione privata, Torino
Joel Meyerowitz, Justine, 1977, stampa digitale a colori, cm 50,8x60,9, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano
Plinio Martelli, Patriottica..., 2005, stampa lambda su alluminio, cm 105x70
Nastro Tricolore..., 2005, stampa lambda su alluminio, cm 105x70
Alexander Rodchenko, Tatiana Maliutina, 1936, fotografia ai sali d'argento acquerellata a mano, cm 22,5x19,5, collezione privata, Torino
Frantisek Drtikol, Nudo, 1928, stampa ai sali d'argento, cm 23,5x17,5, collezione privata, Torino
Hellen van Meene, Untitled #77, 1999, stampa a colori, cm 39x39, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano
Untitled #108, 2000, stampa a colori, cm 39x39, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano
Wolfgang Tillmans, Milkspritz, 1992, stampa a colori, cm 50x60, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano
Enzo Obiso, Capelli, 2003, courtesy Corsoveneziaotto, Milano
Daniela Rossell, Untitled (Inka and maid), 2000, stampa a colori, cm 114x154, courtesy Alberto Peola Arte Contemporanea, Torino
Attilio Solzi, Untitled (from Flat Land series), 2003, stampa lambda su alluminio, dittico, cm 60x45 cad.
Sergey Bratkov, Secretaries, 2000, stampa a colori su alluminio, cm 40x30, courtesy LipanjePuntin artecontemporanea, Trieste / Roma (4 fotografie)
Tatsumi Orimoto, Mama, 1997, stampa a colori, cm 44x53, collezione privata, Torino
Sophie Rickett, Senza titolo (from Pissing Women series), stampa in b/n, cm 45x45, collezione privata, Torino (3 fotografie)
Philip Lorcia di Corcia, Tokyo, 1999, stampa a colori, cm 64x97, collezione privata, Torino
David LaChapelle, Naomi Campbell: Cat house, 1999, stampa a colori, cm 76x101, courtesy B&D, Milano
Andres Serrano, Lesa Lewis, 2000, stampa a colori, cm 68x85, courtesy Marco Noire Contemporary Art, Torino
Budapest, The Model, 1994, cibachrome, cm 100x81, collezione privata, Milano
Anton Corbijn, Strippinggirls: Baby, 1999, stampa a colori su plexiglass e alluminio, cm 189x122, courtesy LipanjePuntin artecontemporanea, Trieste / Roma
Strippinggirls: Warm, 1999, stampa a colori su plexiglass e alluminio, cm 189x122, courtesy LipanjePuntin artecontemporanea, Trieste / Roma
Donatella Di Cicco, Dolls, Spiaggia di Mondragone, 2005, stampa lambda su plexiglass, dittico, cm 60x80 cad, courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano
Janieta Eyre, Attis, 1995, stampa a colori, cm 40x48, courtesy B&D, Milano
Izima Kaoru, Kato Ai and Nakashima wear Vivienne Westwood, 2004, stampa a colori, cm 180x150, courtesy Studio La Città, Verona
Micha Klein, Young Woman and Idol, 2002, stampa a colori, cm180x120, courtesy B&D, Milano
Cellina von Mannstein, Gloria , 2005, stampa ai sali d’argento, cm 50x75
Gloria and Joe, 2005, stampa ai sali d’argento, cm 50x75
Robert Mapplethorpe, Lisa Lyon, 1980, stampa ai sali d’argento, courtesy Giò Marconi, Milano
Carlo Mollino, Senza titolo, seconda metà anni ’60, stampa polaroid, cm 10,5x8,3, courtesy Galleria In Arco, Torino
Elisabetta Catalano, Grazia Toderi, realizzata nel 2004 e stampata nel 2006, stampa ai sali d'argento, cm 40x50, courtesy dell’artista, Roma
Titina Maselli, realizzata nel 1976 e stampata nel 2006, stampa ai sali d'argento, cm 40x50,
courtesy dell’artista, Roma
Carla Accardi, realizzata nel 2000 e stampata nel 2006, stampa ai sali d'argento, cm 40x50, courtesy dell’artista, Roma
Nobuyoshi Araki, Untitled, s.d., stampa in b/n, cm 24x30, courtesy Ca’ di Fra’, Milano
Untitled, s.d., stampa in b/n, cm 24x30, courtesy Ca’ di Fra’, Milano
Untitled, s.d., stampa in b/n, cm 24x30, courtesy Ca’ di Fra’, Milano
Nan Goldin, Rebecca with Io as Madonna with Child, Positano, 1986, stampa a colori, cm 102x72 © Nan Goldin, courtesy Guido Costa Project, Torino
Reina Holding Newborn Aeone, NYC, 2001, stampa a colori, cm 102x72 © Nan Goldin, courtesy Guido Costa Project, Torino
Yasumasa Morimura, no. 89, 1998, stampa ai sali d'argento, cm 40x29, courtesy Galleria In Arco, Torino
no. 81, 1998, stampa ai sali d'argento, cm 40x29, courtesy Galleria In Arco, Torino
no. 82, 1998, stampa ai sali d'argento, cm 40x29, courtesy Galleria In Arco, Torino
Bettina Rheims, Terry, pour Christian Lacroix (from Chambre Close series), 1987, cm 14,8x21,6, courtesy Galleria In Arco, Torino
Mode refusée III (from Chambre Close series), 1986, cm 20x15,5, courtesy Galleria In Arco, Torino
Richard Kern, Girlfriend 1, 2005, stampa a colori, cm 40x61, courtesy Guidi&Schoen Arte Contemporanea, Genova
Office, 2004, stampa a colori, cm 101x68, courtesy Guidi&Schoen Arte Contemporanea, Genova
Franco Fontana, Nudo, Donatella, San Galgano, 1993, stampa digitale lamdba, cm 40x60
Nudo, Geraldine, 1993, stampa digitale lamdba, cm 40x60
Saverio Chiappalone, Senza te 8 (l'origine du monde), 2005, stampa vintage, cm 47x50
Juergen Teller, Stalagmite 1, Frankishe Schweiz, Germany, 2002, digital print on light jet, cm 157,4x104,2, courtesy Galleria Suzy Shammah, Milano
Terry Richardson, Pink Shoes, 2004, stampa a colori, cm 50x70 ca., collezione privata, Torino
Francesca Woodman, Abandoned house, Providence, primavera 1976, stampa in b/n, cm 16x16, collezione privata, Torino
From Polka dots, Providence, novembre 1976, stampa in b/n, cm 16x16, collezione privata, Torino
Tracey Moffatt, Under The Sign of Scorpio, 2005, stampa digitale su carta fujiflex e archival pigment ink on acid-free rag paper, dittico, cm 44x60 cad., courtesy Galleria Il Ponte Contemporanea, Roma
Dino Pedriali, Nike, 2002, stampa ai sali d’argento, cm 43x43, courtesy Galleria Il Ponte Contemporanea, Roma
Diana Scheunemann, Senza titolo, 2004, stampa a colori, cm 70x50, courtesy dell’artista
Beppe della Fratelli Calgaro, Wedding Crash I e II, 2006, stampa a colori su alluminio, cm 99x121 cad.
Paul Smith, Art, (from This is not pornography series), 2001, stampa a colori, cm 111x126, courtesy B&D, Milano
Maurizio Galimberti, Con tutto me stesso a Lalla Romano,1994, mosaico di polaroid, cm 33,5x67,5, courtesy Costantini – Il Torchio, Milano
Thomas Ruff, Senza titolo, 1988, fotografia a colori, cm 23,7x17,7, courtesy Le Case D’Arte, Milano
Sezione 4
Giovani artiste italiane: da oggetto a soggetto.
Rebecca Agnes, Ho consumato trecentosessantacinque giorni. Posso riaverne qualcuno indietro?, 2005/2006, stampa digitale, cm 100x87, courtesy Galerie Davide Gallo, Berlino
Elizabeth Aro, Senza titolo, 2006, panni da cucina, misure variabili
Senza titolo, 2006, legno e tessuto, cm 130x70x50
Elena Arzuffi, Comunque, 2006, video
Lorenza Boisi, Hamlette, 2005, olio su tavola, cm120x120
Searching the painting field, 2005, olio su tavola, cm 115x115
Beatrice Catanzaro, Wäsheleinen, Weimar, aprile 2003, 40 fili per stendere i panni
Slade, Oxford, febbraio 2004, 1h e 35min di intervento pubblico
Alice Cattaneo, Scultura Vera, 2005, gomma, cm 13x7,3
Untitled da 13Video, 2005, 4'20", courtesy Galleria Suzy Shammah, Milano
Anna Galtarossa, Kamchatka, 2005, installazione ambientale, mq 240, courtesy Viafarini, Milano e Spencer Brownstone Gallery, New York
Lucia Leuci, Preview, 2005, stampa lambda, formato variabile
Benedetta Panisson, Rotation Black, 2005, video dvd loop
Rotation Black, 2005, fotografia su alluminio, cm 170x60
Rotation F to M, fotografia b/w su alluminio, cm 170x65
Marinella Senatore, Untitled, 2005, stampa lambda su alluminio, formato variabile, courtesy Monitor Video & Contemporary Art, Roma
Donatella Spaziani, Sao Paulo, 2004, stampa a colori, cm 40x60
Progetto, 2004, matita su carta, cm 20x30
Alessansdra Spranzi, La donna barbuta#1, 2000, stampa b/n, formato variabile
La donna barbuta#7, 2000, stampa b/n, formato variabile
Laura Viale, Utopia n. 8, 2003, stampa lambda sotto plexiglass su alluminio e leger, cm 70x70, courtesy carbone.to, Torino
Utopia n. 11, 2003, stampa lambda sotto plexiglass su alluminio e leger, cm 70x70, courtesy carbone.to, Torino
Ester Viapiano, L'ora del té, 2003, stoffa inamidata con zucchero in forma di tavolo, tazze, teiere, elemento sonoro, dimensioni reali
Racconti di carta (Gita al faro e una stanza tutta per se), 2006, pagine di libro intagliate in rilievo, cm 300x300










Through manipulation of light, digital media and physical space, Iole Alessandrini designs and builds ephemeral, controlled environments for people to enter and explore. Light is energy: waves and particles of infinitesimal dimensions that are made visible by boundaries. ArchitecturePhysical space in its states of transformation solicits emotional feelings and brings back memories. Light, being a remote projection from a time of which we have no memory, alters these feelings and stirs our emotions and ideas. is change: a powerful and meaningful physical symbol that redefines space and creates new functions. 
Sylvia Schwartz and Patricia Yossen refer to the idea of overcrowding and congestion in urban spaces. Inspired strongly in nature, Sylvia Schwartz sees her sculpture more like a collection of evidence rather than a creation. For this exhibition, she overstuffs her space with oversized plaster blades of grass. Floor, ceiling and walls are seen as boundaries paralleling our own bodies; uprooted from its environment, nature is brought indoors, reinterpreted and relocated suggesting patterns of human migration. In her sculpture-plant, animal and human forms are deliberately blurred. The variability of each blade and their fluidity resemble our own state of constant transition, both mental and physical. Patricia Yossen uses idealized human forms to awaken strong and personal emotions in the spectator related to memory, distance and identity. The artist is interested in how individual histories interweave with a finite number of shared icons, themes and motifs to form a collective consciousness in modern western society. Yossen proposes a “public” idea from her most “private” inner space. Resembling New Yorkers’ apartments, or perhaps a specific social circle, the artist covers the walls with threatening-ironic-sarcastic smiling faces made of beeswax. The ideas of oppression, collective anguish, and fear are suggested in this piece, but the ultimate interpretation is left open for the viewer once s/he is alone in the deep tunnel of heads reflected infinite times and observing, accepting, rejecting, or criticizing the visitor.

