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La donna oggetto

La donna oggetto
Miti e metamorfosi al femminile 1900-2005
a cura di Luca Beatrice

Vigevano, Castello Sforzesco - 20 maggio – 30 luglio 2006



Testo di Luca Beatrice

La donna oggetto

Tu guardi una donna e l’accetti così com’è. Le donne sono davvero oggetti bellissimi. Quale modo migliore ci può essere per mostrare la mia arte se non avvolgere e impacchettare una bella donna?
Christo

Prima che venisse scoperto il genderism, prima che anche l’estetica divenisse territorio di rivendicazioni sessuali, la storia dell’arte ha attraversato secoli e secoli in cui la donna era semplicemente un oggetto di rappresentazione, senza per questo intendere il termine “oggetto” con una connotazione negativa. Se maschi erano soprattutto gli artisti, donne sono state (e sono) ciò che occupa lo spazio centrale della rappresentazione, dunque del significato dell’opera. Per centinaia di anni, e decine di migliaia di dipinti, disegni, sculture ecc.., la donna è stata (ed è) l’elemento primario in cui si riflette una visione del mondo universale. Simbolo aulico, le sue nudità sono state protette e accettate dalla trasmissione di un sentimento religioso ed edificante, qualcosa che appartiene alla sfera ideale e dunque si discosta dal realismo più crudo –quello che sconvolge, quello che fa male, e infatti proprio per l’eccesso di realtà le madonne del Caravaggio hanno sempre creato scandalo, proprio perché veritiera all’infinitesimo L’origine du monde di Gustave Courbet è rimasta, per lungo tempo, l’ultima opera censurata in occidente.
Questa mostra, che porta come sottotitolo “miti e metamorfosi al femminile”, propone un viaggio in oltre un secolo di storia attraverso immagini di donne declinate in diverse, possibili variazioni. L’ambito di osservazione è quello del moderno e del contemporaneo, per tentare di rispondere ad alcune domande attraverso lo sforzo dialettico ma semplicemente osservando le opere, accostando cose anche lontane nel tempo ma simili tra loro per carattere e sensibilità. Ad esempio, la tela di tela di Giovanni Boldini, il ritratto di Miss Rita Philip Lydig,1911, inquadra la donna come protagonista della società mondana, moderna seduttrice vestita all’ultimo grido e a sua volta sedotta dalla metropoli e dal progresso, dalle automobili e dalla velocità. La serigrafia di Andy Warhol Liza, 1971, dedicata a una diva di Hollywood e del jet set internazionale, mostra anch’essa la donna come icona dal potere, pienamente inserita nella società maschilista dai media e del consenso.
Le due immagini che “aprono” La donna oggetto appaiono così di assoluta attualità rispetto al suo ruolo sociale nel presente, quanto di più diverso dalla tradizionale visione materna e quotidiana, eredità di un passato profondamente radicato nel cattolicesimo (qui testimoniato nella versione ultra moderna di pittura sacra futurista Madonna con bambino di Fillia, 1931) e riaggiornato, in chiave populistico-propagandista durante il ventennio. Il nostro ‘900 (italiano in particolare, ma anche europeo) presenta un’ampia campionatura attorno ai diversi tipi del femminile. La donna legata alla famiglia e alla vita quotidiana, La madre di Boccioni (1907), Maria, la sorella di Savinio (dunque anche di Giorgio de Chirico) e quella di Funi, i ritratti di Casorati e di alcuni esponenti dei Sei di Torino –tra cui Jessie Boswell, valente pittrice, unica donna in un gruppo di maschi- ma soprattutto la splendida scenetta d’interno della Lezione di piano, autore Alberto Ziveri (1955), quadro talmente fresco e moderno che sembra realizzato oggi. Alcune donne sono quelle della porta accanto, altre provengono da luoghi lontani e perciò risultano avvolte nel mistero, come la ragazza orientale di de Chirico, la Cartomante di Afro (1944), rarissimo esempio pre-astratto del pittore friulano, la ceramica di Arp intitolata a Venere, le Danaidi di Alechinski, la seducente duchessa La Salle Roche Maure, dipinta da Prampolini nel 1928, che mi è stato detto essere lo stesso soggetto più volte immortalato da Tamara de Lempicka. Esiste inoltre un quotidiano politico, in cui la donna assume lo stesso glorioso eroismo degli uomini, ancor più importante se si pensa che il suo sacrificio è anche quello di una madre -così le Donne sotto il bombardamento di Renato Guttuso (1942).
Dalla prima metà del XX secolo non è peraltro assente la dimensione del fascino femminile della seduzione, talora declinato in un sottile erotismo e in alcuni casi anche oltre la soglia del pudore. Si veda, come esempio clamoroso, una versione de Il supremo convegno di Giacomo Grosso (1910-1914) che replica in alcune parti il famoso quadro con cui il pittore torinese diede scandalo alla prima Biennale di Venezia, senza troppi giri di parole un’orgia lesbica che molto lascia vedere e poco indovinare. Il nudo di Grosz, la Butterfly di Maccari, il ritratto di Roberta, autore Pierre Klossowski (maestro letterario dell’erotismo), la Demi poupée di Bellmer, in quanto frutti di una cultura metropolitana dove la tentazione supera la virtù, appartengono a quella schiera di rappresentazioni della donna come oggetto pregno di sessualità, il modo esatto in cui la vede e la desidera un maschio.

Più di un valent’uomo è stato ridotto sul lastrico da una donna.
Charles Bukowski

La bellezza che seduce confonde, forse non dura tutta la vita ma colpisce a fondo. In particolare la sezione fotografica della Donna oggetto (da Man Ray ai giorni nostri) è imperniata sull’immagine del desiderio, sul potere dell’oggetto così forte da schiacciare chi sta dall’altra parte. Questa immagine del corpo è legata a doppio filo all’economia e quindi non è un caso che si sia imposta a partire dagli anni ’60, primo boom planetario dell’era contemporanea. Molti dipinti di Tom Wesselmann sono intitolati Great American Nude e presentano il nudo femminile circondato dai prodotti dell’epoca (alimenti, design, moda) su uno sfondo da improbabile cartolina. Ancora più caustico Mel Ramos, che ha la tipica cattiveria del pop californiano, dove l’equivalenza donna-oggetto è assoluta, entrambi merce di consumo proprio come vuole il potere di persuasione. Sogni, e non solo, che si possono comprare. Nell’immaginario di Mimmo Rotella il femminile ha occupato un posto di rilievo, anche nella biografia personale: nei suoi décollage storici (primi anni ’60) sceglieva attrici la cui bellezza riusciva a imporsi al punto da diventare significativa anche nel sociale. Sophia Loren, la Monroe ma anche Moana Pozzi a cui ha dedicato uno degli ultimi cicli di opere.
La seduzione dunque ha un prezzo, rimanere belli e giovani un costo. Aldilà degli stereotipi con cui i fotografi interpretano questi valori, diversi artisti si misurano con le contraddizioni del sistema moda e le sue aberrazioni. Su un’idea di donna ricca, viziata e capricciosa lavorano diverse artiste donne, non negandosi tutta quell’ironia che al femminismo della prima ora potrebbe apparire ripugnante. Per anni la svizzera Sylvie Fleury partecipava alle mostre semplicemente presentando i “frutti” del suo shopping nei negozi più cari e lussuosi della città, esponendo come trofei concettuali sacchetti di Chanel o Prada, oppure impilando riviste illustrate, vacue e prive di contenuto. La messicana Daniela Rossell ha indagato sull’alta borghesia di Città del Messico (ricca ma cafona) e sulle sue donne prigioniere del kitsch e della finzione (tra l’altro, la maggior parte di queste signore ritratte avevano legami con i boss della mafia e della malavita, i quali non hanno esattamente apprezzato lo spirito indagatore della Rossell).
Che cosa, per vicinanza di soggetti, può distinguere una foto d’arte (dunque consapevole) da una foto di moda (utile a vendere un prodotto)? Certamente la dose di criticità, a cui va aggiunto l’elevazione a protagonista del cosiddetto backstage (ciò che sta di norma dietro le quinte). Alcuni scatti di Terry Richardson, per esempio, non potrebbero mai essere utilizzati nelle pubblicità del pret-à porter, eppure se presi e allestiti in un museo o in una galleria il tutto risulterebbe funzionante. E che dire dei Fashion Victims di Erwin Olaf, corpi anonimi senza più identità ma evidentemente griffati, o delle modelle scarificate con un gesto sadico-maniacale da Daniele Buetti?


Passa col rosso, dai, passa col rosso.
Florinda Bolkan

Ogni donna adora un fascista, la scarpa in faccia, il brutale cuore di un bruto a te uguale.
Sylvia Plath


Sezione 1

1900-1950 Tra aulico e quotidiano, la donna nella modernità.


Afro (Basaldella), La Cartomante, 1944, tecnica mista su carta intelata, cm 48,5x32,5, collezione privata, Torino

Giorgio de Chirico, Figura di donna orientale, 1940, olio su tela, cm 48x40, collezione privata, Torino

Umberto Boccioni, Mia madre, 1907, inchiostro, matita e tempera su carta intelata, cm 65x44, collezione privata

Giovanni Boldini, Miss Rita Philip Lydig, 1911, olio su tela, cm 180x110, courtesy Galleria Berman, Torino

Massimo Campigli, Teatro (Donne sulle scale), 1957, olio su tela, cm 130x97, courtesy Galleria Berman, Torino

Felice Casorati, Donna che si specchia nell'acqua, 1962/63, olio su cartone, cm 75x52, collezione privata, Torino

Ragazza nuda nella stanza, 1942, olio su cartone, cm 46x38, courtesy Galleria Carlina, Torino

Fillia, Madonna con Bambino, 1931, olio su tela, cm 115x135, courtesy Galleria Narciso, Torino

George Grosz, Nude, 1940, olio su tavola, cm 69,5x39, courtesy Galleria Carlina, Torino

Mino Maccari, Butterfly, 1950, olio su tavola, cm 50x35, courtesy Galleria Carlina, Torino

Pierre Klossowski, Roberta, 1980, pastello su carta, cm 50x70, collezione privata, Milano

Carlo Levi, Figura, 1930, olio su tela, cm 66x81, collezione privata, Torino

Renato Guttuso, Donne sotto il bombardamento, 1942, olio su tela, cm 38x48, collezione privata, Torino

Jessie Boswell, Donna con fiori, 1929, olio su tavola, cm 75,6x57, courtesy Giampiero Biasutti Arte Moderna e Contemporanea, Torino

Carol Rama, Autorattristatrice n. 7, 1969, tecnica mista su tela, cm 110x110, courtesy Galleria Carlina, Torino

Antonietta Raphael Mafai, Adolescente, 1949, bronzo, cm oltre 100, courtesy Galleria Narciso, Torino

Hans Bellmer, Demi poupè, 1972, legno dipinto, cm 135x93x25, courtesy Galleria Narciso, Torino

Hans Arp, Venus d'Hein Hod, 1960, ceramica, cm 45x57, courtesy Galleria Narciso, Torino

Pierre Alechinski, Danaides Folies, 1974, acrilico su carta, cm 100x159, courtesy Galleria Narciso, Torino

Enrico Prampolini, Interpretazione futurista della duchessa La Salle Roche Maure, 1928, olio su cartone, cm 73x48,5, collezione privata

Osvaldo Licini, Alba su fondo rosso, 1956, olio su carta intelata, cm 28x21, collezione privata

Mino Rosso, Donna con ventaglio, 1931, bronzo, cm 48x41x21, courtesy Galleria Narciso, Torino

Paul Klee, La santa, 1921, matita nera su cartoncino, cm 22,5x29, collezione privata

Giacomo Grosso, Il supremo convegno, 1910/1914, olio su tela, cm 80x130, courtesy Galleria Berman, Torino

Pablo Picasso, La Marie, 1969, olio su cartone, cm 43x33, collezione privata, Torino

Senza titolo, 1941, matita su carta, cm 27x21, collezione privata, Milano

Ubaldo Oppi, Ragazza con abito azzurro, 1919, acquerello e china su carta, cm 80x55, collezione privata, Milano

Piero Marussig, Ate, 1926/27, olio su tela, cm 90x75, collezione privata, Milano

Pompeo Borra, Figure, 1951, olio su tela, cm 100x110, collezione privata, Milano

Gustav Klimt, Studien von bildnis Hermine Gallia, 1903/04, matita su carta, cm 44,5x31,8, courtesy Galleria In Arco, Torino

Alberto Savinio, Ritratto di Maria Savinio, 1931, olio su tela, cm 91x79, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Fausto Pirandello, Nudo con cappello, 1951, olio su cartone, cm 93x71, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Achille Funi, La sorella, 1940 ca., olio su tela, cm 45,5x35, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Cagnaccio di San Pietro, La fonte, 1935, olio su masonite, cm 104,5x82, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Mario Sironi, Nudo di donna, 1928, olio su tavola, cm 55x45, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Arturo Martini, Fanciulla col passero, 1921, bronzo, cm 77x40x25, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Marino Marini, Figura femminile, 1943-44, bronzo, cm 40x13x22, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Alberto Ziveri, Lezioni di canto, 1955, olio su tela, cm 75x100, collezione privata, Milano

Raoul Dufy, Nu allongé, matita su carta, cm 46x60, collezione privata, Milano

Lucio Fontana, In bagno, 1968, matita su carta, cm 50x70, collezione privata, Milano

Henri Matisse, Nu, 1931, matita su carta, cm 31x23, collezione privata, Milano

Francis Picabia, Portrait de femme, 1910, carboncino su carta, cm 40,5x30,5, collezione privata, Torino



Sezione 2

1950-2005 Tra star-system e realtà, la donna verso il terzo millennio.


Ana Mendieta, Selected artworks, 1972-1983, video, 33’, silent, courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Imma Indaco, Imma come la ragazza di Bill Hanson, 2005, carboncino su carta, cm 200x150, courtesy Changing Role - Moreover Gallery, Napoli

Tania Pistone, The Pillow Book, 2006, acrilico, smalto, olio e testo scritto su tela, cm 120x80x8, courtesy Ermanno Tedeschi Gallery, Torino

Michelangelo Pistoletto, Donna che disegna, 1981, serigrafia su acciaio lucidato a specchio, cm 230x125, courtesy Zonca & Zonca, Milano

Andy Warhol, Liza, 1978, serigrafia su tela, cm 101x101, collezione privata, Torino

Orlan, Surgery-performance, 6 luglio 1991, stampa a colori, dimensioni variabili, courtesy B&D, Milano

Paolo Maggis, DonaFlor, 2006, olio su tela, cm 160x160, courtesy Spirale Arte, Milano

GianMarco Montesano, Claretta Petacci, 2006, olio su tela, cm 120x150, collezione privata, Bologna

Eleonora Duse, 2006, olio su tela, cm 120x150, collezione privata, Bologna

Luisa Ferida, 2006, olio su tela, cm 120x150, collezione privata, Bologna

Enrico Baj, Isabelle van Tuyll signora di Charter, 1975, collage su tavola, cm 146x114, collezione privata, Torino

Gino De Dominicis, Senza titolo, anni ’80, olio su tela, cm 39x33, collezione privata, Isernia

Elke Kristufek, Devil in My Kitchen, 1998, olio su tessuto, cm 160x140, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Betty Bee, Split, 1995, stampa a colori, cm 150x69,5, collezione privata, Milano, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Tom Wesselmann, Monica in Robe with Motherwell, 1993, liquitex su cartoncino, cm 104,1x147,3, courtesy Flora Bigai Arte Moderna e Contemporanea, Venezia, Pietrasanta

Dawn Mellor, Madonna Molotov, 2004, olio su tela, cm 106x121,5, collezione privata, Novara, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing

Margherita Manzelli, Fra me e me. La terra fredda, 1995, olio su tela e fili di lana nera, cm 190x130, collezione privata, Milano

Emmanuelle Antille, Radiant Fantasy, videofilm, 2000, 16', courtesy dell’artista, Marella Gallery, Milano / Beijing

Zoe Leonard, Marilyn, 1990/95, stampa in b/n, cm 50x35, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano

Yan Pei Ming, Eros center. Prostitute de Milan, 2005, olio su tela, cm 160x150, collezione privata, Milano

Maura Banfo, Don’t go breaking my heart, 2006, video, 2'50"

Elisa Rossi, Divieto d’accesso 03, 2005, olio su tela, cm 140x200, courtesy Image Furini Arte Contemporanea, Arezzo

Daniele Buetti, Is life intensified by the awareness that death could strike at any time?, 2003, lightbox, cm 160x120x10, courtesy B&D, Milano

Sabrina Milazzo, Show business, 2006, olio su tela, cm 180x145, courtesy Galleria Carini, Milano


Mary Sue, Bali balo, 2002, video, courtesy Marco Noire Contemporary Art, Torino

Shirin Neshat, Moon Song, 1995, inchiostro su foto b/n, collezione privata, Milano
Rebellious Silence, 1994, inchiostro su foto b/n, collezione privata, Torino

Marina Abramovic, Stromboli, 2002, stampa lambda, cm 74x98,5, collezione privata, Isernia

Matthew Barney, A Pele da Lâmina, 2004, c-print in high density, cm 73,7x49,5x5,1, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D’Arte, Milano

The Blue Noses Group, Reality show (from Little men series), 2005, video, courtesy B&D, Milano

Having sex a cinq ( from Little men series), 2005, video, courtesy B&D, Milano

Billiards (from Little men series), 2005, video, courtesy B&D, Milano

Candice Breitz, Babel Mirror (Madonna), 2000, videostill su poliestirene specchiante, cm 31x179,5, collezione privata, Isernia

Cecily Brown, Blithe Spirit, 1999, olio su lino, cm 91,5x122, courtesy Galleria In Arco, Torino

Giulia Caira, Confine incerto, 2005, 2 dvd loop

Elinor Carucci, My mother and I (from Closer series), 2000, stampa a colori, cm 70x100, courtesy Analix Forever, Ginevra

Guilt (from Crisis series), 2002, stampa a colori, cm 40x50, courtesy Analix Forever, Ginevra

Chiara, Collant Lady, 2004, stampa digitale su PVC, cm 65x130

Francesco Clemente, Untitled, 1985, olio su tavola, cm 110x110, courtesy Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi & Co., Milano

Marta Dell'Angelo, Senza Titolo (Autoritratto con macchina fotografica), 2005, tecnica mista e olio su tela, cm 205x270, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano

Sylvie Fleury, Chanel fall-winter 94/95, 1994, tappeto in pelouche rosa e riviste di moda, dimensioni variabili, courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Lyudmila Gorlova, Comix No 8, 2005, acrilico su tela, cm 100x120, collezione privata, Milano, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing

Chantal Joffe, Untitled, 1998, olio su tavola, cm 30x22, courtesy Galleria In Arco, Torino

Matteo Guarnaccia, Blowin’ Woman, 2001, acrilico su tela, cm 90x49

Paisleyzzazione, 2002, collage e acrilico su carta, cm 48x68

Shakti Preraffaellita, 2001, collage e acrilico su carta, cm 50x70

Vanessa Beecroft

VB35.330, 1998, performance Guggenhein NY, stampa a colori, cm 50x68, collezione privata, Torino

VB29.007, 1997, performance Nizza, stampa a colori, cm 100x105, courtesy B&D, Milano

Marlene Dumas, Senza titolo (Albino), 1998, gouache su carta, cm 126x70, courtesy Le Case D’Arte, Milano

Terry Rodgers, Cartesian Coordinates, 2003, olio su lino, cm 156x168, collezione privata, Bologna, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing

Nicky Hobermann, Blosson, 2004, olio su tela, cm 152x213, courtesy Galleria Astuni, Pietrasanta

Yumi Karasumaru, The Tokyo Girls, Natsu ( l’estate ), 2006, acrilico su tela, cm 162x122, courtesy Fabio Paris Art Gallery, Brescia

Luisa Raffaelli, Armored Light, 2005, fotopittura digitale sotto plexiglass, cm 125x151, courtesy GAS Art Gallery, Torino

Cindy Sherman, Untitled (Film Still), 1978, stampa ai sali d’argento, cm 18,5x24,8, collezione privata, Isernia

Sissi, Vetroninfea, 2001, Watou (Belgio), video, courtesy Biagiotti Progetto Arte, Firenze

Vetroninfea, 2001, stampa fotografica su plexiglass, cm 70x100, courtesy Biagiotti Progetto Arte, Firenze

Wainer Vaccari, Venere, 2005, olio su tela, cm 146x96

Androgino, 2005, olio su tela, cm 146x96

Corrado Zeni, 3-4 acquerelli su carta, courtesy Guidi & Schoen Arte Contemporanea, Genova

Alex Katz, Jane and Mare, 1976, olio su tavola, cm 30,2x35, collezione privata, Isernia

Mimmo Rotella, Facciamo l'amore, 1989, decollage su carta, cm 200x100, collezione privata, Torino

Desiderio, 2002, decollage su tela, cm 141,5 x 103, courtesy Ca’ di Fra’, Milano

Mel Ramos, You like it, it likes you, The lost painting of 1965, acquerello su carta, cm 76x56, courtesy Galleria Maggiore, Bologna

Catherine Opie, Self Portrait/Pervert, 1994, stampa cromogenica, cm 102x76, courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Erwin Olaf, Armani (from Fashion Victims series), 2000, stampa lambda, cm100x100, courtesy B&D, Milano

CK (from Fashion Victims series), 2000, stampa lambda, cm 100x100, courtesy B&D, Milano

Terry Rodgers, Cartesian Coordinates, 2003, olio su lino, cm 156x168, collezione privata, Bologna, courtesy dell’artista, Marella Gallery, Milano/Beijing

Takashi Murakami, Miss KO2, 1999, resina dipinta, cm 50x14,8, collezione privata, Parma

Milan Kunc, Winter Nude, 1999, olio su tela, cm 130x130, courtesy dell’artista

Jan Knap, Senza titolo, 2004, olio su tela, cm 110x85, courtesy Giampiero Biasutti Arte Moderna e Contemporanea, Torino

Sukran Moral, Leyla and Mecnun, 2005, video

Francesco Lauretta, Femminile, 2006, olio su tela e neon rosa, cm 180x220, courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano

Marco Silombria, Vintage 5, 2003, immagine digitale stampata su pellicola vinilica e incollata su dibond, cm 150x135, courtesy GAS Art Gallery, Torino

Giuliano Guatta, Spiaggia deserta, 2006, carboncino su carta, cm 118x73, courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano

Salita discesa, 2006, carboncino su carta, cm 136x72,5, courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano

Daniele Galliano, Silvia, 2001, olio su tela, cm 150x120, collezione privata, Milano

Regina Josè Galindo, Quien puede borrar las huellas?, 2003, stampa lambda su forex, cm 90x67, collezione privata, Isernia

Coniglio Viola, Recuperate Le Vostre Radici Quadrate, 2005, serie di video

Giovanna Ricotta, Kiss, 2004, video

Mariela Gemisheva, My wedding dresses on the Roof (from Experimental Fashion Performances series), 1998, video, courtesy GAS Art Gallery, Torino

Alessandro Bazan, Katia e le sue scarpe, 2004, olio su tela, cm 127x150, courtesy Bonelli Arte Contemporanea, Mantova

Weng Fen, Staring at the Sea No 8, 2003, stampa a colori, cm 125x155, collezione privata, Milano, courtesy dell’artista e Marella Gallery Milano / Beijing

Liu Jin, Incident: a Girl called Jia Jia, 2001, fotografia a colori, cm 46x46, collezione privata, Torino

Zhou Meijun, Country Wedding Series, 1999, stampa a colori, cm 40x50, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing

Country Wedding Series, 1999, stampa a colori, cm 50x40, courtesy dell’artista, Marella Gallery Milano / Beijing


Sezione 3

Femmine, femminismo, femminilità. La donna nella fotografia contemporanea.


Man Ray, Manichino disegnato da Max Ernst, 1966, stampa ai sali d'argento, cm 17,5x13, collezione privata, Torino

Manichino disegnato da Yves Tanguy, 1966, stampa ai sali d'argento, cm 17,5x13, collezione privata, Torino

Manichino disegnato da Joan Mirò, 1966, stampa ai sali d'argento, cm 17,5x13, collezione privata, Torino

Manichino disegnato da Salvador Dalì, 1966, stampa ai sali d'argento, cm 17,5x13, collezione privata, Torino

Ritratto di Noush Eluard, 1935, fotografia ai sali d'argento, cm 24x18, collezione privata, Torino

Joel Meyerowitz, Justine, 1977, stampa digitale a colori, cm 50,8x60,9, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano

Plinio Martelli, Patriottica..., 2005, stampa lambda su alluminio, cm 105x70

Nastro Tricolore..., 2005, stampa lambda su alluminio, cm 105x70

Alexander Rodchenko, Tatiana Maliutina, 1936, fotografia ai sali d'argento acquerellata a mano, cm 22,5x19,5, collezione privata, Torino

Frantisek Drtikol, Nudo, 1928, stampa ai sali d'argento, cm 23,5x17,5, collezione privata, Torino

Hellen van Meene, Untitled #77, 1999, stampa a colori, cm 39x39, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano

Untitled #108, 2000, stampa a colori, cm 39x39, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano

Wolfgang Tillmans, Milkspritz, 1992, stampa a colori, cm 50x60, collezione privata, Milano, courtesy Le Case D'Arte, Milano

Enzo Obiso, Capelli, 2003, courtesy Corsoveneziaotto, Milano

Daniela Rossell, Untitled (Inka and maid), 2000, stampa a colori, cm 114x154, courtesy Alberto Peola Arte Contemporanea, Torino

Attilio Solzi, Untitled (from Flat Land series), 2003, stampa lambda su alluminio, dittico, cm 60x45 cad.

Sergey Bratkov, Secretaries, 2000, stampa a colori su alluminio, cm 40x30, courtesy LipanjePuntin artecontemporanea, Trieste / Roma (4 fotografie)

Tatsumi Orimoto, Mama, 1997, stampa a colori, cm 44x53, collezione privata, Torino

Sophie Rickett, Senza titolo (from Pissing Women series), stampa in b/n, cm 45x45, collezione privata, Torino (3 fotografie)

Philip Lorcia di Corcia, Tokyo, 1999, stampa a colori, cm 64x97, collezione privata, Torino

David LaChapelle, Naomi Campbell: Cat house, 1999, stampa a colori, cm 76x101, courtesy B&D, Milano

Andres Serrano, Lesa Lewis, 2000, stampa a colori, cm 68x85, courtesy Marco Noire Contemporary Art, Torino

Budapest, The Model, 1994, cibachrome, cm 100x81, collezione privata, Milano

Anton Corbijn, Strippinggirls: Baby, 1999, stampa a colori su plexiglass e alluminio, cm 189x122, courtesy LipanjePuntin artecontemporanea, Trieste / Roma

Strippinggirls: Warm, 1999, stampa a colori su plexiglass e alluminio, cm 189x122, courtesy LipanjePuntin artecontemporanea, Trieste / Roma

Donatella Di Cicco, Dolls, Spiaggia di Mondragone, 2005, stampa lambda su plexiglass, dittico, cm 60x80 cad, courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano

Janieta Eyre, Attis, 1995, stampa a colori, cm 40x48, courtesy B&D, Milano

Izima Kaoru, Kato Ai and Nakashima wear Vivienne Westwood, 2004, stampa a colori, cm 180x150, courtesy Studio La Città, Verona

Micha Klein, Young Woman and Idol, 2002, stampa a colori, cm180x120, courtesy B&D, Milano

Cellina von Mannstein, Gloria , 2005, stampa ai sali d’argento, cm 50x75

Gloria and Joe, 2005, stampa ai sali d’argento, cm 50x75

Robert Mapplethorpe, Lisa Lyon, 1980, stampa ai sali d’argento, courtesy Giò Marconi, Milano

Carlo Mollino, Senza titolo, seconda metà anni ’60, stampa polaroid, cm 10,5x8,3, courtesy Galleria In Arco, Torino

Elisabetta Catalano, Grazia Toderi, realizzata nel 2004 e stampata nel 2006, stampa ai sali d'argento, cm 40x50, courtesy dell’artista, Roma

Titina Maselli, realizzata nel 1976 e stampata nel 2006, stampa ai sali d'argento, cm 40x50,

courtesy dell’artista, Roma

Carla Accardi, realizzata nel 2000 e stampata nel 2006, stampa ai sali d'argento, cm 40x50, courtesy dell’artista, Roma

Nobuyoshi Araki, Untitled, s.d., stampa in b/n, cm 24x30, courtesy Ca’ di Fra’, Milano

Untitled, s.d., stampa in b/n, cm 24x30, courtesy Ca’ di Fra’, Milano

Untitled, s.d., stampa in b/n, cm 24x30, courtesy Ca’ di Fra’, Milano

Nan Goldin, Rebecca with Io as Madonna with Child, Positano, 1986, stampa a colori, cm 102x72 © Nan Goldin, courtesy Guido Costa Project, Torino

Reina Holding Newborn Aeone, NYC, 2001, stampa a colori, cm 102x72 © Nan Goldin, courtesy Guido Costa Project, Torino

Yasumasa Morimura, no. 89, 1998, stampa ai sali d'argento, cm 40x29, courtesy Galleria In Arco, Torino

no. 81, 1998, stampa ai sali d'argento, cm 40x29, courtesy Galleria In Arco, Torino

no. 82, 1998, stampa ai sali d'argento, cm 40x29, courtesy Galleria In Arco, Torino

Bettina Rheims, Terry, pour Christian Lacroix (from Chambre Close series), 1987, cm 14,8x21,6, courtesy Galleria In Arco, Torino

Mode refusée III (from Chambre Close series), 1986, cm 20x15,5, courtesy Galleria In Arco, Torino

Richard Kern, Girlfriend 1, 2005, stampa a colori, cm 40x61, courtesy Guidi&Schoen Arte Contemporanea, Genova

Office, 2004, stampa a colori, cm 101x68, courtesy Guidi&Schoen Arte Contemporanea, Genova

Franco Fontana, Nudo, Donatella, San Galgano, 1993, stampa digitale lamdba, cm 40x60

Nudo, Geraldine, 1993, stampa digitale lamdba, cm 40x60

Saverio Chiappalone, Senza te 8 (l'origine du monde), 2005, stampa vintage, cm 47x50

Juergen Teller, Stalagmite 1, Frankishe Schweiz, Germany, 2002, digital print on light jet, cm 157,4x104,2, courtesy Galleria Suzy Shammah, Milano

Terry Richardson, Pink Shoes, 2004, stampa a colori, cm 50x70 ca., collezione privata, Torino

Francesca Woodman, Abandoned house, Providence, primavera 1976, stampa in b/n, cm 16x16, collezione privata, Torino

From Polka dots, Providence, novembre 1976, stampa in b/n, cm 16x16, collezione privata, Torino

Tracey Moffatt, Under The Sign of Scorpio, 2005, stampa digitale su carta fujiflex e archival pigment ink on acid-free rag paper, dittico, cm 44x60 cad., courtesy Galleria Il Ponte Contemporanea, Roma

Dino Pedriali, Nike, 2002, stampa ai sali d’argento, cm 43x43, courtesy Galleria Il Ponte Contemporanea, Roma

Diana Scheunemann, Senza titolo, 2004, stampa a colori, cm 70x50, courtesy dell’artista

Beppe della Fratelli Calgaro, Wedding Crash I e II, 2006, stampa a colori su alluminio, cm 99x121 cad.

Paul Smith, Art, (from This is not pornography series), 2001, stampa a colori, cm 111x126, courtesy B&D, Milano

Maurizio Galimberti, Con tutto me stesso a Lalla Romano,1994, mosaico di polaroid, cm 33,5x67,5, courtesy Costantini – Il Torchio, Milano

Thomas Ruff, Senza titolo, 1988, fotografia a colori, cm 23,7x17,7, courtesy Le Case D’Arte, Milano



Sezione 4

Giovani artiste italiane: da oggetto a soggetto.


Rebecca Agnes, Ho consumato trecentosessantacinque giorni. Posso riaverne qualcuno indietro?, 2005/2006, stampa digitale, cm 100x87, courtesy Galerie Davide Gallo, Berlino

Elizabeth Aro, Senza titolo, 2006, panni da cucina, misure variabili

Senza titolo, 2006, legno e tessuto, cm 130x70x50

Elena Arzuffi, Comunque, 2006, video

Lorenza Boisi, Hamlette, 2005, olio su tavola, cm120x120

Searching the painting field, 2005, olio su tavola, cm 115x115

Beatrice Catanzaro, Wäsheleinen, Weimar, aprile 2003, 40 fili per stendere i panni

Slade, Oxford, febbraio 2004, 1h e 35min di intervento pubblico

Alice Cattaneo, Scultura Vera, 2005, gomma, cm 13x7,3

Untitled da 13Video, 2005, 4'20", courtesy Galleria Suzy Shammah, Milano

Anna Galtarossa, Kamchatka, 2005, installazione ambientale, mq 240, courtesy Viafarini, Milano e Spencer Brownstone Gallery, New York

Lucia Leuci, Preview, 2005, stampa lambda, formato variabile

Benedetta Panisson, Rotation Black, 2005, video dvd loop

Rotation Black, 2005, fotografia su alluminio, cm 170x60

Rotation F to M, fotografia b/w su alluminio, cm 170x65

Marinella Senatore, Untitled, 2005, stampa lambda su alluminio, formato variabile, courtesy Monitor Video & Contemporary Art, Roma

Donatella Spaziani, Sao Paulo, 2004, stampa a colori, cm 40x60

Progetto, 2004, matita su carta, cm 20x30

Alessansdra Spranzi, La donna barbuta#1, 2000, stampa b/n, formato variabile

La donna barbuta#7, 2000, stampa b/n, formato variabile

Laura Viale, Utopia n. 8, 2003, stampa lambda sotto plexiglass su alluminio e leger, cm 70x70, courtesy carbone.to, Torino

Utopia n. 11, 2003, stampa lambda sotto plexiglass su alluminio e leger, cm 70x70, courtesy carbone.to, Torino

Ester Viapiano, L'ora del té, 2003, stoffa inamidata con zucchero in forma di tavolo, tazze, teiere, elemento sonoro, dimensioni reali

Racconti di carta (Gita al faro e una stanza tutta per se), 2006, pagine di libro intagliate in rilievo, cm 300x300


http://www.comune.vigevano.pv.it/

Lionel Marchetti e Jerome Noetinger (Metamkine)

Lionel Marchetti e Jerome Noetinger (Metamkine)

Dispositivi elettroacustici per ambiente sonoro

Venerdi' 19 maggio dalle 22.00 fino a tarda notte Raum, in Via Ca' Selvatica 4/d, propone ]expanded[ una commissione fatta ai francesi Lionel Marchetti e Je'rome Noetinger (Metamkine), compositori di musica concreta.

Per questo appuntamento e' stato chiesto ai due artisti di confrontarsi radicalmente con lo spazio che ospitera' l'evento, indagando gli aspetti performativi, sociali, architettonici dell'evento sonoro. Alternandosi tra i piu' diversi sistemi di generazione, riproduzione e diffusione del suono; vivendo nell'intraferro dell' hic et nunc e l'evocazione di luoghi e visioni che vivono nell'immaginazione di un supporto elettromagnetico, Lionel Marchetti e Je'rome Noetinger condurranno l'ascoltatore verso una completa e aperta ridefinizione dell'ascolto e dei suoi spazi. Architettura acustica e canto del cigno elettrico.

Je'rome Noetinger e' compositore di musica concreta, improvvisatore totale su dispositivi elettroacustici analogici (nastro magnetico, sintetizzatore, alto-parlanti, motori, microfoni..). La peculiarita' della sua performance sta nell'uso sapiente dello spazio d¹ascolto, nello slittamento continuo tra diverse dimensioni acustiche. Membro fondatore della Cellule d'Intervention Metamkine (live film + suono) e del gruppo di improvvisatori elettroacustici MIMEO (Music in Movement Electronic Orchestra), progetto diretto dal chitarrista inglese, gia' fondatore di AMM, Keith Rowe. Dirige l¹etichetta di musica concreta Metamkine e la rivista Revue & Corrige'e. Ha partecipato a tutti i festival piu' importanti tenutisi sul globo terracqueo. Ha pubblicato per le etichette Metamkine, Musica Genera, A Bruit Secret, Fringes, Charhizma, Erstwhile, Corpus Hermeticum, Staalplaat, Grob, Potlatch, Perdition Plastics, Mego, 33revpermi.

Lionel Marchetti e' compositore di musica concreta. Autodidatta, scopre attraverso Xavier Garcia il repertorio della musica concreta. Ha composto alla CFMI dell'universita' Lione 2, tra il 1989 ed il 2002, dove anima anche seminari a proposito della diffusione sonora attraverso gli altoparlanti, del suono registrato, della musica concreta. Si dedica all'improvvisazione (electronics, dispositivi di microfoni ed altoparlanti, magnetofoni...) con Je'rome Noetinger e con il collettivo Le Cube (immagini e suoni processati in diretta attraverso dispositivi analogici). Collabora da diversi anni con Olivier Capparos alla realizzazione di seminari sulla creazione di opere radiofoniche, e parllelamente con la danzatrice giapponese Yoko Higashi. Si dedica attivamente alla poesia, alla riflessione teorica sulla musica concreta e l'arte dell'altoparlante. Le sue composizioni sono pubblicate da piu' di una decina di etichette (Metamkine, Intransitive, Erewhon, Chloe, Charizma, Fringes, Auscultare, Groundfault, Groob, Vand'oeuvre, Staalplaat).

Col supporto di Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Citta' del Capo - Radio Metropolitana, Radio Citta' Fujiko, Edizioni Zero.

Venerdi 19 maggio h 22.00

Raum
Via Ca' Selvatica 4/d Bologna


http://www.xing.it/raum.html

Appuntamento con la net ART a Roma

Dal 19 maggio al 10 settembre 2006
MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni, 2 - Roma

Gioco e arte spesso si confondono nella Rete. Composizioni grafiche e testuali nascono e si sviluppano seguendo percorsi liberi di gioco in cui diventa indispensabile l’interazione da parte del navigatore. Frequente nella net web art l’aspetto ludico diventa strumento per rivelare aspetti e contenuti legati alla cultura contemporanea. Questo appuntamento intende esplorare alcuni aspetti del gioco nell'arte in Rete attraverso la presentazione di sei opere di artisti significativi del panorama internazionale. Le opere selezionate saranno visibili presso i computer del museo e sul sito www.darc.beniculturali.it.

Net Web Art è un ciclo di eventi, incontri, dimostrazioni, laboratori, su tutte quelle forme d’arte che utilizzano Internet come strumento d’espressione creativa. Gli appuntamenti di Net Archives intendono avvicinare il pubblico del MAXXI alla storia e alle tematiche della net web art attraverso la presentazione di opere significative e approfondimenti.
Dal primo appuntamento I pionieri del net (17 marzo – 8 maggio 2005), dedicato alla storia della net web art ed ai suoi protagonisti Net Archives è proseguito con Contenuti e forme (1 giugno – 18 settembre 2005), Spazio e tempo nell’arte in Rete (8 ottobre - 8 gennaio 2006) e Arte e identità virtuale (23 febbraio - 30 aprile).

Net Web Art
Net Archives: Art Games

1. Mauro Ceolin
Rgb – Tetris, 2002
www.rgbproject.com
Ceolin riprende Tetris, uno dei giochi interattivi che hanno fatto la storia del videogame e lo manipola, sostituendo dei loghi alle figurazioni geometriche dell’originale.
Mauro Ceolin (Italia) utilizza sia tecniche tradizionali sia i new media, con una particolare predilezione per l’universo video ludico. I suoi lavori sono stati esposti in numerose gallerie e musei del mondo tra cui il Museo di Arte Contemporanea di Caracas e il Media Art Center di Seattle.

2. Mary Flanagan
Roots, 2001
www.turbulence.org
Attraverso un set di giochi interattivi il navigatore accede ad una serie di episodi legati ai temi del tempo e della memoria.
Mary Flanagan (U.S.A) lavora nel campo del new media e dell’arte digitale dalla metà degli anni Novanta. I suoi progetti sono realizzati su computer e come installazioni site-specific. Suoi lavori sono stati ospitati presso il Whitney Museum of American Art di New York e il Musée d’Art Contemporaine di Montréal.

3. Miltos Manetas
Jackson Pollock, 2003
www.jacksonpollock.org
Un progetto minimalista per “giocare con l’arte”. Attraverso un semplice movimento del mouse il navigatore può generare composizioni sempre nuove e diverse che ricordano quelle realizzate dall’artista americano Jackson Pollock attraverso il dripping.
Miltos Manetas (Grecia) ha incentrato la sua ricerca sulla cultura informatica, sia attraverso tecniche tradizionali con riproduzioni di schermi di computer e di immagini tratte dai videogiochi, sia attraverso veri e propri lavori creati per il web. Ha esposto presso le principali gallerie d’arte digitale e grandi istituzioni d’arte come la Biennale di Tirana e il Musée d’Art Moderne di Parigi.

4. Santiago Ortiz
Sound and Energy, 2005
www.moebio.com
Sound and Energy è composto da undici lavori interattivi sonori che, attraverso il gioco, indagano la relazione tra spazio, suono e energia.
Santiago Ortiz (Colombia) concentra il suo lavoro sul rapporto tra arte e scienza, vita artificiale, linguaggio e narrativa. Ha esposto ad Ars Electronica (Linz), al Festival Internazionale di Arte Elettronica di Rosario (Rosario, Argentina).

5. Jason Nelson
Uncontrollable Semantics, 2004
www.secrettechnology.com
Giocando con il mouse il navigatore crea delle composizioni interattive fatte di suoni ed immagini.
Jason Nelson (Australia) si è occupato in particolare di poesia ipermediale. Il suo lavoro è stato ospitato presso la piattaforma d’arte digitale Rhizome.org, e i festival internazionali SIGGRAPH (Los Angeles) e Ars Electonica (Linz).

6. Jim Andrews
Arteroids 2.5, 2003
www.vispo.com
Arteroids è un gioco con le parole che mette in relazione arte, poesia e casualità. Non appena il visitatore colpisce le parole con la tastiera, queste si frantumano liberamente sullo schermo dando vita a composizioni dinamiche.
Jim Andrews (Canada) ha compiuto studi di matematica prima di dedicarsi alla poesia multimediale. Il suo lavoro esplora le potenzialità dei new media in relazione alla poesia e la sintesi tra le arti.

Gli aggiornamenti al programma delle iniziative e i testi introduttivi di Net Web Art sono disponibili sul sito della DARC – Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee: www.darc.beniculturali.it

Conferenza stampa: 19 maggio ore 12,00
Inaugurazione: 19 maggio ore 18,00


Net Web Art
Net Archives: Art Games
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
www.darc.beniculturali.it

NURTUREart

NURTUREart Non-Profit, Inc. presents:
PLEASE OPEN THE DOOR
May 19 – June 25, 2006
Opening reception: Friday, May 19, 6 – 9 p.m.

PLEASE OPEN THE DOOR is a group exhibition that comprises site specific works by six visual artists working in sculpture, installation, light, and painting, curated by Veronica Mijelshon. The exhibition explores the boundaries between private and public, inner and outer, physical and mental spaces. Each artist was designated a booth with a door measuring 3 ½ (W) x 6 ½ (L) x 7 ½ (H) feet, built in-situ and asked to respond to that particular space. Each booth presents the artist with a space of freedom to create a world. In conjunction with the exhibition, NURTUREart presents a curator’s talk on Sunday, June 25.

The artists featured in the exhibition are: Iole Alessandrini, Fawn Krieger, Hiroyuki Nakamura, Sylvia Schwartz, Leonard Ursachi, and Patricia Yossen.

Gaston Bachelard defines the concept of door, "How concrete everything becomes in the world of the spirit when an object, a mere door, can give us images of hesitation, temptation, desire, security, welcome and respect". (Gaston Bachelard, The Poetics of Space, 1958) A door usually delimits spaces. It is one of those universal symbols that separate the public from the private sphere, as a fence or a wall. But unlike those, a door opens up the possibility, the possibility of transgressing the barrier.

As in Bachelard’s statement, each artist transforms a uniform space into a universe that responds to his or her inner vision. The same is true for the viewer who will have a unique interpretation and reaction to the work; the viewer, for instance, can choose to open the door, remain inside alone, simply peek in, or never experience the piece. We can compare the booths to human beings: from the same basic elements arise unique and personal minds, dreams, ambitions, expectations, and reactions. The exhibition underscores and makes tangible the phenomenon of art as both an inner, private experience, and a public, collective one. Art is as much an individual creation as the result of the social context in which it is created.

please openThrough manipulation of light, digital media and physical space, Iole Alessandrini designs and builds ephemeral, controlled environments for people to enter and explore. Light is energy: waves and particles of infinitesimal dimensions that are made visible by boundaries. ArchitecturePhysical space in its states of transformation solicits emotional feelings and brings back memories. Light, being a remote projection from a time of which we have no memory, alters these feelings and stirs our emotions and ideas. is change: a powerful and meaningful physical symbol that redefines space and creates new functions.

please openTwo artists in the exhibition create sculpture and installations with architectural references. Fawn Krieger borrows the vernacular of domestic American architecture to deconstruct and reestablish traditional notions of home, inviting viewers to become active participants within her constructions. Krieger’s structures are offerings of protection and comfort as well as revelation and exposure. In return, Krieger builds a staircase inside and places a ladder outside the booth. Combining tangible and metaphorical elements of ascension and descension, the territory between basement and attic is occupied by the viewer who climbs up and down her installation, bypassing imposed points of entry, and positioning the body itself as both home and threshold. return is part tree-house, part fallout shelter, part Guantanamo Bay surveillance terminal, and part Aliyah. Leonard Ursachi uses architecture as a metaphor for systems that enclose and exclude, protect and reject. He is interested in the impact of structures – whether material, theoretical, social, or political – on individuals and communities. To enter and comprehend Slice, viewers must squeeze on either side of a white picket fence that divides the space in two which has symbols of privilege and comfort. A gold chair protrudes from the walls, two 19th century portraits, mirrored walls; but people can’t sit on the chairs and the portraits have been slashed at the mouth. In Slice, Ursachi blurs the boundaries between political/personal, public/private, comfort/pain. yours/mine. He dedicates this piece to Nikolai G. Tolstykh (aka Tolstich), a soviet intellectual and dissident who emigrated to NY. Mr. Tolstykh became homeless and disappeared in 2000 after being charged by NYC police for “obstructing a park bench” because he had his briefcase on it. (On park bench, another jolt in a bumpy life; moved along by the police, a soviet émigré vanishes, NY Times, March 26, 2000.)

please openSylvia Schwartz and Patricia Yossen refer to the idea of overcrowding and congestion in urban spaces. Inspired strongly in nature, Sylvia Schwartz sees her sculpture more like a collection of evidence rather than a creation. For this exhibition, she overstuffs her space with oversized plaster blades of grass. Floor, ceiling and walls are seen as boundaries paralleling our own bodies; uprooted from its environment, nature is brought indoors, reinterpreted and relocated suggesting patterns of human migration. In her sculpture-plant, animal and human forms are deliberately blurred. The variability of each blade and their fluidity resemble our own state of constant transition, both mental and physical. Patricia Yossen uses idealized human forms to awaken strong and personal emotions in the spectator related to memory, distance and identity. The artist is interested in how individual histories interweave with a finite number of shared icons, themes and motifs to form a collective consciousness in modern western society. Yossen proposes a “public” idea from her most “private” inner space. Resembling New Yorkers’ apartments, or perhaps a specific social circle, the artist covers the walls with threatening-ironic-sarcastic smiling faces made of beeswax. The ideas of oppression, collective anguish, and fear are suggested in this piece, but the ultimate interpretation is left open for the viewer once s/he is alone in the deep tunnel of heads reflected infinite times and observing, accepting, rejecting, or criticizing the visitor.

Hiroyuki Nakamura approaches the booth as a purely psychological boundary, an imaginary place. He investigates how elements of popular culture become part of our individual consciousness and are reinterpreted from an individual perspective based on personal experiences. In this piece, Nakamura inserts the image of himself as a cowboy in an imaginary landscape. The cowboy embodies our nostalgia for the disappearing last human frontier. Since most geographical boundaries have been explored, the cowboy is left to delve into the infinite and unknown territory of the self.

The curator invites you to Please open the door for a personal experience...

Veronica Mijelshon is NURTUREart’s Gallery Director and an independent curator. She earned her Architectural degree from Universidad de Buenos Aires, Argentina, where she was born. Veronica Mijelshon is currently developing GACHU, a public art project for hospitalized children. She wrote essays for various exhibitions catalogues such as Flight, an exhibition in DUMBO and Un Espacio Libre, a public art project installed in Caguas, PR. Veronica Mijelshon is also a special assistant to the Diane Arbus Estate.

Pictures: The works in the exhibition are site-specific, therefore the pictures herein are previous works or preliminary sketches: Iole Alessandrini, Untitled, interactive sound and laser installation, Jack Straw New Media Gallery, 2004; Fawn Krieger, return, study, composite digital drawing, 2006; Patricia Yossen, sketch, 2006

Sponsors:This exhibition was made possible in part by Meserole Lumber, Haim Chanin Fine Arts, and anonymous donors.

Directions: NURTUREart Gallery and Emerging Curators’ Resource Center: 475 Keap Street in Williamsburg, Brooklyn. It is located near the intersection of Union and Metropolitan Avenues, just steps from the L train Lorimer Street station or the G train Metropolitan Avenue station. The gallery is open to the public on Fridays, Saturdays, and Sundays from noon to 6 p.m., and by appointment: .

NURTUREart is a New York State licensed, federally tax-exempt charitable fine art services organization founded in 1997 by George J. Robinson and run partially by volunteer professionals. Founded on the conviction that success in the visual arts is the result of collaboration not exclusion, NURTUREart is committed to nurturing emerging artists and curators through exposure, enrichment and opportunity. NURTUREart has mounted numerous exhibitions of its Registry Artists’ and Curators’ work, and presented a wide variety of enrichment events and Muse Fuse gatherings at its Williamsburg gallery and at host venues throughout the New York Metropolitan Area. Visit www.nurtureart.org.

The NURTUREart Gallery & Emerging Curators’ Resource Center is funded in part by the Milton and Sally Avery Arts Foundation, Inc., Brooklyn Arts Council, and Leibowitz Foundation.
NURTUREart appreciates their support.

To learn more about the Emerging Curators’ Program please check www.nurtureart.org under Opportunities.

http://www.nurtureart.org/

Bruce Nauman

American artist Bruce Nauman (born 1941) is regarded as one of the most influential artists working today. His pioneering explorations of sculpture, video, performance and environments have influenced artists internationally since the 1970s. Yet it is ideas, rather than any medium, that governs the artist's work.

Nauman studied mathematics and physics as an undergraduate: 'I didn't become a mathematician, but I think there was a certain thinking process which was very similar and which carried over into art. This investigative activity is necessary.' Frustrated by the human condition, Nauman approaches art making as if creating an ongoing series of experiments in which all the diverse areas of human activity – including written and spoken language, and physical behaviour – are tested.

Bruce Nauman: Make Me Think Me is divided into two halves. The first explores the artist's use of language and his questioning of its success and failure as the fundamental means of human interaction. Multiple forms of wordplay are employed in neon, sound, sculpture, video and drawing, while the written and spoken word, through instructional texts, is also used as a tool to control.

In the second half of the exhibition the subject turns to physical behaviour, starting with that of the artist in a series of films he made of himself in the studio, before moving to that of the audience. Several environments demand the active participation of the viewer; we are required to enter these spaces, either physically or by imagination.

The exhibition culminates with several of the artist's animal and head casts from the late 1980s onwards. Often confrontational, these sculptures force a reassessment of our own moral behaviour and represent some of the artist's most powerful assessments of human nature to date.

Tate Liverpool

The Sultan's Elephant



"The Sultan's Elephant is a spectacle you've only imagined... Created by theatrical magicians Royal de Luxe, it tells the story of a sultan from far-off lands and his magical, time-travelling mechanical elephant. Forty feet high and 42 tonnes in weight, this beautiful creature will capture the hearts and minds of everyone who sees it.

The Sultan's Elephant is played out over four days in the streets, squares and public spaces of central London. Whether you dip into it for three hours or follow its progress for three days, this breathtaking show will live in your memory forever."

punk girl


http://www.alteredesthetics.com

blog di Cinzia Ligas

nuovo blog dedicato alla comunicazione relazionale polisemantica a cura di Cinzia Ligas

La comunicazione relazionale polisemantica indica come declinare il messaggio su vari registri comunicativi, integrati e polisemantici, ovvero con più significati per diversi tipi di destinatari, con esigenze comunicative e valori diversificati, attraverso media differenti, mediante un uso pluridimensionale dei codici visivi, cromatici, testuali, mimetici e sonori, al fine di soddisfare quante più esigenze comunicative possibile.

http://polisemantica.blogspot.com

Community of Words

The Community of Words (www.e-gallery.com.br/cp/) is a web-art work that happens in a 3D environment ruled by the Theory of Emergence applied to a community formed by the words entered by people who interact with the system. The participant is invited to linearly write his/her poem or text, which is placed in the interactive three-dimensional environment where the participant can observe the interaction happening, navigate and see other participants of the system.

from TURBULENCE

low-fi

low-fi is an artist collective focusing on net art; and mediation and distribution systems.
Our activity is mainly centred around this site but also includes curating and commissioning net art. Current active members are: Kris Cohen, Rod Dickinson, Jenny Ekelund, Luci Eyers, Alex Kent, Jon Thomson, Chloe Vaitsou; and other members include Ryan Johston, Pierre le Gonidec, Anna Kari and Guilhem Alandry. low-fi locator is strengthened by contributions from guests whose lists offer insightful and subjective ways to look at the net.

http://www.low-fi.org.uk/