weblogart@yahoo.com


 

YAHOO



premio STREGA vince CAOS CALMO

Sandro Veronesi - CAOS CALMO

su bol -
"Mi chiamo Pietro Paladini, ho quarantatré anni e sono vedovo." Si presenta così il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi. Un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, una donna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vita a una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugia nella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per lui comincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttiva nei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri - di quei capi, di quei colleghi, di quei parenti e di tutti quegli sconosciuti che, ciascuno sotto il peso del proprio fardello, accorrono a lui e puntualmente soccombono davanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e li contiene tutti, li guida, li ispira; saggio, brillante, scettico, cordiale, imprevedibile, Pietro Paladini è l'uomo che procede a tentoni nell'atto del risanamento, e così facendo scioglie chimicamente l'oggi, vi ricava spazi con l'ingegno: avanza, sperimenta, conclude. La scrittura avvolgente di Veronesi, la sua danza ininterrotta tra intelletto e parola è la corda con cui Pietro trae a sé il secchio dal fondo del pozzo, piano piano, senza alternative, determinando le condizioni per un finale inaudito, eppure del tutto naturale, in cui si scavalcano i limiti del possibile e si approda alla più semplice delle verità: l'accettazione della natura umana nella sua banale, eroica confusione di forza e debolezza.
Con "Caos calmo" Sandro Veronesi ci offre un'opera importante, la cui maturità espressiva sfiora le profondità dell'apologo, centrando il nocciolo duro di un'umanità che patisce fino allo spasimo, e che dinanzi alla quiete si meraviglia.

Michael Elmgreen & Ingar Dragset

Michael Elmgreen & Ingar Dragset


Portait ,
Wien, September 2005
, Fotos: Wolfgang Wössner

-----------------------------------------------------------------------

-----------------------------------------------------------------------

www.pradamarfa.com

-----------------------------------------------------------------------

via roba
-----------------------------------------------------------------------

-----------------------------------------------------------------------

NEWS- dal comunicato galleria Massimo De Carlo

Would You Like Your Eggs A Little Different This Morning?

Ora sei sveglio.

L’incubo è passato.
Nel buio hai sognato che il tuo corpo si era dissolto.
Hai sognato che eri diventato un membro di una forza lavoro incorporea – solo pensiero e raziocinio: piedi paralizzati; tutti i muscoli e il flusso del sangue bloccati.
Ora sei sveglio e sai che hai bisogno di trovare un altro amante – prima cosa da fare è navigare in internet in cerca di una chat.


Sei un essere contemporaneo e la tua identità può essere modellata da qualsiasi cosa ti passa davanti: una scritta; un cambio di moda; una tempesta di neve o qualche terribile incidente.

Sei un essere perfezionato in una società perfezionata.
Post-umana.
Post-sessuale.
Post-individuale.
Vedi i corpi perfetti nei giornali patinati e fissi le brutte facce consumate di quelli che piangono i morti in altre parti del mondo. Vuoi soddisfare i tuoi bisogni; hai bisogno di un paio di antidolorifici per alzarti; hai bisogno di musica alta e di qualcuno che ti desideri e che ti dica quanto sarà speciale questo giorno.


In occasione della seconda mostra personale degli Elmgreen & Dragset presso la Galleria Massimo De Carlo, gli artisti esporranno tre scenari quotidiani fittizi.
Ognuno di questi include o fa riferimento ad elementi basati sulla realtà:
tessere associative, abbonamenti, prescrizioni mediche e profili di chat room.

La mostra confonde i confini tra finzione e realtà e indaga come la nostra identità contemporanea possa essere in parte costruita attraverso proiezioni e fattori che sembrano andare oltre il nostro controllo.

Michael Elmgreen e Ingar Dragset vivono e la vorano a Berlino.
Tra le mostre internazionali più significative cui hanno preso parte ricordiamo: Untitled series presso la Tate Modern e Utopia Station in occasione della 50a Biennale di Venezia, entrambe nel 2003.
Nel 2000 vengono nominati per il Ugo Boss Prize e nel 2002 ricevono il Preis der Nationalgalerie fur Jünge Kunst. Tra i progetti personali: si è appena concluso Michael Elmgreen & Ingar Dragset: The Welfare Show, progetto che ha avuto inizio presso la Kunsthalle di Bergen, Norvegia ed è stato prodotto in collaborazione tra Kunsthalle, Bergen; Bawag Foundation, Vienna; The Power Plant, Toronto; e Serpentine Gallery, Londra.

-----------------------------------------------------------------------
see more on andreasangelidakis blog

ISA GENTZKEN

ISA GENTZKEN

at Wiener Secession
06 July - 10 Sept 2006

Isa Genzken’s work explores the space between official claims and private, artistic autonomy. Her sculptures—often located in public, architectural spaces—define an interface or a kind of edge where the personal and the universal meet. This finds its equivalent in Genzken’s method: with almost unruly freedom, formally and conceptually rigorous starting positions are broken down, resulting in works that can be read and experienced on very different levels. Within her work, there exist divergent approaches that could be perceived at first glance as breaks, but which reveal themselves on closer inspection as a continual focus on fundamental artistic issues. A central role is played by the selection and combination of different and in some cases differently connoted materials. Having worked for a long time with concrete, the material of Modernism, Genzken now often combines perforated metal sheeting, epoxy resin, and found materials and artifacts. The borders between soft and hard are not fixed, often colliding and overlapping. In her photographic works, too, Isa Genzken surveys the space between the personal and the public, be it social, institutional or in the media. Here too, she focuses on contrasting an external and an internal view, and on the place where the two can meet. To coincide with the exhibition at the Secession, for which Isa Genzken is making a new large-scale installation, Galerie im Taxispalais in Innsbruck will show a comprehensive overview of her oeuvre, including early work. The two exhibition projects will be linked by a joint publication.
Isa Genzken (*1948) lives and works in Berlin.

www.secession.at

mark shepard - tactical sound garden

from the mailing list - iDC -- mailing list of the Institute for Distributed Creativity

"Tactical Sound Garden[TSG] Toolkit", an open source platform for cultivating virtual "sound gardens" in urban public space. It draws on the culture of urban community gardening to posit a participatory environment where new spatial practices and social interactions within technologically mediated environments can be explored and evaluated. Addressing the impact of mobile audio devices like the iPod, the project examines gradations of privacy and publicity within contemporary public space.
The Toolkit enables anyone living within dense 802.11 wireless (WiFi)
"hot zones" to install a "sound garden" for public use. Using a WiFi enabled mobile device (PDA, laptop, mobile phone), participants
"plant" sounds within a positional audio environment. These plantings are mapped onto the coordinates of a physical location by a 3D audio engine common to gaming environments - overlaying a publicly constructed soundscape onto a specific urban space. Wearing headphones connected to a WiFi enabled device, participants drift though virtual sound gardens as they move throughout the city.

The TSG Toolkit is a parasitic technology. It feeds on the propagation of WiFi access points in dense urban environments as a free, ready-made, locative infrastructure for cultivating community
sound gardens in contemporary public space. The concept leverages the fact that the protocol for WiFi networks requires access points to publicly broadcast their SSID (Service Set Identifier). Access points producing the WiFi signals used to determine the location of a
participant may be open or encrypted, and need not be "owned" by those deploying the TSG system.

I'll be presenting the project in its first city-wide incarnation this August at the ISEA 2006 / ZeroOne San Jose Symposium and Festival.

URL - http://www.tacticalsoundgarden.net
+
mark shepard
+
http://www.andinc.org

77 MILLION PAINTINGS - Brian Eno

77 MILLION PAINTINGS - Brian Eno soon at TRIENNALE DI MILANO



see LA MILANESIANA 2006 program

http://www.hmv.co.jp/product/detail.asp?sku=1378089

77 Million Paintings by Brian Eno FROM allsaintsrecords homepage -
People have been asking about 77 Million Paintings by Brian Eno. This will be available later in the year as a DVD-ROM (which will play on most modern computers) and a DVD featuring Brian talking about the project. It also includes an extensive booklet covering Brian's long and successful career as a visual artist.
The name 77 Million Paintings comes from the possible number of images that can be created from a huge number of combinations. Anyone familiar with Brian's audio-visual installations will instantly recognise the inspiration behind the project. The music is from Brian's installation collection.


see picture from the exhibition in TOKIO

"... 77 Million Paintings is a piece of generative audiovisual art software that selects and mixes, according to whatever internal logarithmic magic it possesses, from a bank of almost 300 images created or selected by Eno over the last two decades ... on japantoday


dal sito labiennale.org
Brian Eno - 77 Million Paintings

29 settembre ore 12.00 - 20.00

30 settembre > 7 ottobre ore 10.00 - 20.00

Arsenale - Spazio Cisterne

musica e immagini Brian Eno

montaggio e programmazione Nick Robertson

realizzazione Juan J. Arzubialde e Dominic Norman Taylor

una creazione per La Biennale di Venezia

Compositore prolifico, ma anche produttore di album di grande successo degli U2 o dei Talking Heads, Brian Eno ha legato il proprio nome e la propria fama al mondo del rock e alle esplorazioni dell’estetica dell’ambient music, della quale è l’indiscusso creatore. Ma il suo multiforme talento lo ha condotto anche alla sperimentazione nel campo delle arti visive e delle immagini, con colonne sonore e lungometraggi.

Brian Eno è per la prima volta ospite della Biennale Musica con una creazione pensata espressamente per la cinquantesima edizione del Festival: una installazione, modellata sulla struttura stessa dello Spazio Cisterne dell’Arsenale, immaginata usando e incorporando le singolari architetture dell’ex deposito di combustibili. Proprio la peculiarità del luogo renderà l’installazione non riproducibile altrove con le medesime caratteristiche. Lo Spazio Cisterne sarà diviso in tre aree che si svilupperanno una dentro l’altra: da una sorta di galleria tradizionale - con alternanza di schermi e stampe fotografiche – si passerà a un secondo “ambiente”, una sorta di “light box” di incandescente luminosità, fino al corridoio di cisterne in cui, nell’oscurità, una struttura di monitor creerà l’illusione di dipinti galleggianti su schermi estesi all’infinito.

Elemento integrante dell’installazione sarà la musica: una composizione creativa di Brian Eno.

see also article about 77 million aintings on bigchill.net


see also 14 Video Paintings

Brian Eno - 14 Video Paintings DVD
Microcinema presents two of Brian Eno's early 1980s art gallery exhibitions: "Mistaken Memories of Mediaeval Manhattan" and "Thursday Afternoon." These "video paintings" evolve slowly over time, with the former focusing on the famous New York skyline and the latter on the human body.
Eno also created the ambient music heard here, which includes a previously unreleased composition.

video by experimentaltvcenter.org
Brian Eno
Paintings and Sculptures (1984)
- -

Brian Eno on Voices
- -

For Eno's website for making your own version of his album with David Byrne, "My Life in the Bush of Ghosts, " go to: http://bushofghosts.wmg.com/home.php
via discuss.longnow.org



Santarcangelo di Romagna

Santarcangelo dei Teatri
International Festival of the Arts
36^ edizione
10 – 16 luglio 2006
corpi-oggetti che nuotano nel quotidiano

Una nuova direzione artistica guidata da Olivier Bouin, con la condirezione di Paolo Ruffini, firma la 36^ edizione del Festival di Santarcangelo dei Teatri, in programma dal 10 al 16 luglio 2006, a Santarcangelo di Romagna e dintorni.

Un nuovo sottotitolo accompagna la storica manifestazione:

International Festival of the Arts, ad indicare uno sguardo consapevole della transdisciplinarietà che caratterizza ormai l’arte contemporanea e attento ad esplorare nessi, convergenze e fratture tra le arti, attraversando teatro, danza, performing arts, moda, design, letteratura e cinema. Ma anche uno sguardo che si fa sempre più internazionale, ospitando realtà artistiche tra le più dirompenti e acclamate della scena europea, con debutti da Francia, Regno Unito, Portogallo, Spagna e Norvegia.
Che cosa accade oggi nella vita quotidiana? Quali sono gli stimoli, le urgenze, gli appelli che l’arte riceve dalla realtà di ogni giorno quando entra in dialogo con essa?
A domandarselo sono molti degli artisti ospiti di Santarcangelo 2006, in particolare gli stranieri, e nei loro lavori mostrano dei corpi-oggetti immersi nella quotidianità dei consumi, dell’apparire, del supermercato, delle metropoli e delle periferie, fra monolocali, salotti, amori finiti e storie di confine, mescolando mondi surreali alla frenesia che ogni giorno ci accompagna. Il festival osserva questi percorsi fra nuove drammaturgie, performances e installazioni.

Drammaturgie.

L’argentino Rodrigo Garcia, irriverente star internazionale che denuncia contraddizioni e ingiustizie con performance provocatorie e violente, affidate al suo gruppo spagnolo La Carnicerìa teatro, è a Santarcangelo con Borges + Goya (15 - 16 luglio). Si tratta di due monologhi sullo sfondo di un campo da calcio, l’uno affidato ad un mostro azzurro, uscito da un incubo, voce delle violenze del regime in Argentina, e l’altro ad un padre di famiglia che, dopo una scellerata notte brava, decide di portare i propri figli al Museo del Prado sottraendoli da Disneyworld e dal consumismo dei fast food al grido di: “Preferisco che mi tolga il sonno Goya piuttosto che un qualsiasi figlio di puttana”.
I Forced Entertainment, inglesi dirompenti e anticonvenzionali, presentano in prima nazionale Exquisite Pain (13-14 luglio), un lavoro ispirato al testo dell’artista concettuale Sophie Calle, che vede lo storico gruppo di Sheffield per la prima volta alle prese con la scrittura di un testo. Artefici di un teatro visuale cui da 20 anni affidano la loro creativa denuncia politico-sociale, i Forced si aprono alla drammaturgia nel segno di un minimalismo che scatena forti emozioni, per narrare storie di dolore e di abbandono, scaturite da esperienze di uomini e di donne che, come in un baratto, si scambiano racconti personali, ciascuno legato ad un oggetto del quotidiano.

L’Accademia degli Artefatti, uno dei gruppi italiani cult degli anni ’90, presenta due tappe di un percorso dedicato all’opera di uno dei maggiori drammaturghi inglesi degli anni ’80, Martin Crimp. In Attempts on her life / 17 soggetti per il teatro (13-14 luglio), il gruppo romano diretto da Fabrizio Arcuri intreccia 17 racconti alla ricerca dell’identità di una donna tra diversi momenti e oggetti della vita quotidiana, mentre in anteprima per il festival propone uno studio sul nuovo spettacolo Misantropo Molière/Crimp (10-11 luglio).

Alessandro Berti, fondatore de L’Impasto, in Confine (11-12 luglio) (coprodotto da Santarcangelo dei Teatri e presentato in prima nazionale) unisce il lavoro sul corpo alla drammaturgia, sperimentandosi per la prima volta nella scrittura di un testo che ha per protagonisti tre personaggi di “confine” e racconta di una famiglia di oggi, che vive in periferia.
Mentre una band esegue dal vivo musiche dei R.E.M., colonna sonora dello spettacolo, immagini di terre di confine si affastellano sullo sfondo, e il corpo solo dell’artista è trafitto dalle voci dei personaggi che neppure riescono a dialogare tra di loro.

Ascanio Celestini e Nicola Piovani sono protagonisti di Letture da Pier Paolo Pasolini (15 luglio) in cui la lettura del racconto Mignotta tratto da Alì dagli occhi azzurri e del testo inedito Poeta delle ceneri, si intreccia alle note composte ed eseguite appositamente per l’occasione da Piovani.
Non manca uno sguardo attento ai giovani autori italiani vincitori di importanti premi come Maurizio Camilli, premio Dante Cappelletti, con Ccelera (10 luglio) e Stefano Massini, vincitore della sezione Premio Tondelli nell’ambito del Premio Riccione per il Teatro, con La gabbia (figlia di notaio) (16 luglio).
Nell’ambito del progetto ArgoNavis è a Santarcangelo NicoNote con Porpora: una suite barocca (11-12-13 luglio).

Performances.

Claudia Dias, una delle più intriganti interpreti della nuova danza portoghese, nella sua Visita Guiada (12-13 luglio) estrae da un sacchetto del supermercato oggetti di uso quotidiano e intimo e, legandoli al suo corpo, ne fa una mappa di Lisbona, accompagnando lo spettatore in un racconto di memorie personali e collettive che dall’immondizia urbana sa ritrovare l’identità segreta degli affetti.

Claudia Triozzi, interessante danzatrice italiana ormai francese d’adozione, in Stand (prima nazionale) (10-11 luglio) fa del suo corpo una merce da mettere in mostra in appositi spazi espositivi, gli stand appunto, che oggi stanno dilagando in ogni settore.
Immagini degli anni del boom economico la ritraggono in spazi domestici, spezzoni di film e foto di oggetti appaiono giganteschi sullo sfondo mentre l’artista, in carne e ossa, si riserva uno spazio defilato ai bordi della scena da dove commenta l’invasione dell’”apparire” con una sorta di pre-linguaggio spettrale.

Catherine Diverrès, da oltre 20 anni protagonista ribelle della danza europea, intraprende in Solides (12-13 luglio) “un viaggio in tempo reale nella creazione artistica” alla ricerca di ciò che ha contribuito a dar forma alla danza contemporanea. Attraverso le parole di grandi coreografi, esplorando decenni di scuole e tendenze, Diverrès crea un evento poetico che nasce a stretto contatto con il pubblico chiamato ad immergersi nell’azione per “capire come è fatta la danza”.

Roberto Castello, fondatore del collettivo Sosta Palmizi, propone in prima nazionale Racconta (13-14-15 luglio), una nuova tappa del percorso Il migliore dei mondi possibili, in cui il pubblico osserva un frammento di vita quotidiana attraverso un monolacale chiuso una teca di plexiglass in cui agiscono i danzatori.

Kinkaleri, dopo tre tappe di lavoro conclude a Santarcangelo in prima nazionale il progetto Nero, con la fase finale dal titolo Nerone (10-11 luglio), frutto di un forte desiderio di svolta e rinnovamento, di riflessione sull’arte e sulla vita.

Silvia Rampelli, giovane coreografa, nello scenario scarno di Ragazzo Cane (14-15 luglio) proposto dal gruppo Habillè d’eau, terra di confine fra danza e teatro, dà vita ad una performance intensa e spiazzante.

Anche per la danza il festival si apre ai giovani ospitando Francesca Proia in Il non fare (10 luglio) e Vincenzo Carta in We-Go (16 luglio) vincitori del Progetto Moving, sostenuto in collaborazione con Cango e Fabbrica Europa, Nanou (14 luglio) e Le-gami in Studio per una relazione (12 luglio), due giovani gruppi promossi da Anticorpi e il gruppo milanese Umpalumpa in Neon, ambienti sottopassione (16 luglio).

Non mancano quattro grandi nomi della scena italiana che hanno caratterizzato molte delle edizioni di Santarcangelo dei Teatri: Socìetas Raffaello Sanzio, Motus, MK e Pippo Delbono.

Socìetas Raffaello Sanzio presenta Crescita XII, Avignon (10-11 luglio) dalla Tragedia
Endogonidia, un’azione teatrale della durata di 15 minuti aperta a 30 spettatori per volta cui è
affidata la funzione del coro nell’antica tragedia greca, ossia capire e spiegare quel che accade nella realtà. Con la musica di Scott Gibbons il percorso creato da Romeo Castellucci sviluppa un aspetto preciso dell’episodio avignonese, generando un’azione autonoma.

Motus propone a place.[that again] (13 luglio), un progetto con azioni dal vivo e immagini di Enrico Casagrande e Daniela Niccolò, dedicato a Samuel Beckett che il gruppo romagnolo portò in scena nel 1994-95 attraverso L’occhio belva, l’invasione artistica di luoghi non teatrali da trasformare e abitare. Prima di iniziare le prove i Motus girarono un breve video in super 8 su All Strange Away e da qui parte il nuovo percorso.

MK, protagonisti della danza italiana contemporanea, creano per il festival Funzione (prima nazionale) (13-14-15 luglio) un evento che unisce danza e musica e sigla la collaborazione del gruppo con I Sinistri.

Pippo Delbono è in scena con un percorso nella memoria del festival e del teatro italiano che, come in un viaggio di andata e ritorno si intitola Racconti da Santarcangelo a Santarcangelo 20 anni di teatro (10 luglio).

Due artisti di grande livello sono presenti con installazioni video sonore, si tratta del norvegese
Ane Lan in The Dream Chamber (14-15 luglio)

" Presenting Freud as a drag queen having a woman in therapy, this short performance postulates that the modern human being is increasingly objectified as a result of commercialization of the mass media, and has consequently assumed the traditional feminine role as object. But if the “feminine condition” includes everyone, then who is the dominating subject?"


e del francese Pierre Giner che con il
Playdoh propone in prima nazionale e coproduzione con Santarcangelo Elesewhere Japan (dal 10 al 16 luglio), un tuffo nel Giappone di oggi tra frenesie quotidiane, periferie, moda e consumi.


Non manca la musica
con presenze internazionali: il programma :

programma:

10 luglio – Santarcangelo, Sferisterio – ore 23.30 – ingresso libero
Permanent Fatal Error (Francia/Italia) + Simone Pellegrini (pittura), Andrea Bernabini (video): Deaf Sun/Deaf Blues

Permanent Fatal Error è un progetto di Olivier Manchion, fondatore dell’Ulan Bator – trio cult al quale si devono alcune delle pagine più appassionanti del rock europeo degli anni 1990-2000 – e di musicisti del calibro di Damo Suzuki e Faust. Nel 2005, un primo album, LawSpeed (Wallace/Audioglobe) ha rivelato una musica libera e incandescente, carica di un’energia e di uno spirito impressionanti, con influenze rock, jazz e folk. Un’avventura di lungo corso che prosegue a Santarcangelo con la creazione di Deaf Sun/Deaf Blues, un progetto che associa la musica dei PFE ai video di Andrea Bernabini e alle opere pittoriche di Simone Pellegrini.
www.permanentfatalerror.com

12 luglio – Santarcangelo, Odeon – ore 23 – biglietto unico 10 euro
Lillevan + Zeitblom (Germania/Svezia): Bioskop

Bioskop è un’installazione cinematica esposta alla galleria TESLA di Berlino nella primavera 2006 e concepita dall’artista visivo Lillevan (membro del Rechenzentrum), dal musicista Zeitblom (che ha collaborato, tra gli altri, con Christian Marclay, Fred Frith, Arto Lindsay, Christian Fennesz, Zeena Parkins) e gli architetti Christian Fuchs e Jörg Lammers (ON Architektur). L’installazione è costituita da moltissime immagini prese da film di tutte le epoche, trattate e rimontate in modo da formare una sorta di “film assoluto”, una rilettura astratta della storia del cinema. Per Santarcangelo, Lillevan e Zeitblom presentano una versione ridotta e concentrata di questa installazione in forma di work in progress.
www.lillevan.com/bioskop.htm - www.zeitblom.de

Pierre Bastien (Francia)
Pierre Bastien segue da più di 30 anni un percorso anomalo di musicista, inventore e poeta. Dopo aver lavorato con il coreografo Dominique Bagouët e il musicista Pascal Comelade, sviluppa verso il 1986 quello che poi è divenuto il centro di gravità della sua musica: il Mecanium, insieme di strumenti tradizionali (liuto cinese, bendir marocchino…) azionati meccanicamente da un sistema costituito da pezzi di Meccano e piatti di giradischi. Questa orchestra in miniatura (che può raggiungere fino ad 80 strumenti), cui talvolta si uniscono dei “veri” strumenti, produce una musica straordinariamente sensuale ed evocatrice.
www.pierrebastien.com

14 luglio – Santarcangelo, Odeon – ore 23 – biglietto unico 10 euro
Sébastien Roux + Kurt d’Haeseleer (Francia/Belgio)

Il suo percorso artistico prolifico fa di Sébastien Roux una figura essenziale della scena elettronica francese: dopo l’esordio nella scena post-rock, moltiplica le collaborazioni con videomaker e musicisti sotto svariate denominazioni (12K, Carpark, Optical Sound), collabora con il compositore Georges Aperghis e lavora all’Ircam. Si potrebbe descrivere la sua musica, basata sulla chitarra, come una elettronica ambient, sperimentale, ma che non dimentica mai né la poesia né la melodia. Per Santarcangelo, Sébastien Roux crea un concerto in collaborazione con il videomaker Kurt d’Haeseleer, membro del collettivo fiammingo FilmFabriek, che si ispira ai principi “scenici” che guidarono la collaborazione fra John Cage e Merce Cunningham.
www.sebastienroux.free.fr - www.filmfabriek.com

Port-Royal (Italia) + Andrea Dojmi (video)
Originario di Genova, Port-Royal è stato fondato all’alba del nuovo millennio da due amici d’infanzia, Attilio ed Ettore, subito affiancati da Michele (batteria) e Giulio (basso, tastiere). Pubblicato sotto il marchio inglese Resonant, Flares, primo album apparso nel 2005, è una piccola meraviglia di post-rock mescolato all’elettronica che suggerisce paesaggi panoramici e riposanti che ricordano Sigur Ros o Sylvain Chauveau, e talvolta l’elettro-pop “post-shoegazing” della casa discografica Morr Music. Paesaggi ai quali, sul palco, si uniranno i video del cineasta Andrea Dojmi, che per Santarcagelo propone una nuova versione del suo film Education and protection of our children #2, creato per il festival Netmage 2006.
www.port-royal.it

16 luglio – Santarcangelo, Sferisterio – ore 23 – ingresso libero
Stilll Label Night: A-Mute (Belgio), Off The Sky (USA), Avia Gardner (Canada)

In chiusura del festival, Santarcangelo 06 apre le sue porte all’etichetta belga Stilll Records diretta da Jérôme Deuson (A-Mute), giovane casa discografica che si è già imposta come una delle più innovative in materia di post-rock e di elettronica ambient.
www.stilll.org

A-Mute (Belgio)
A-Mute è il progetto di Jérôme Deuson. Rivelato nel 2003 dalla compilation Saturday Morning Empires prodotta dalla casa discografica canadese Intr_version e seguita dall’album A hundred dry trees, A-Mute crea una musica perfettamente in sintonia con lo spirito di questa etichetta: al contempo familiare, riflessiva e contemplativa. A Santarcangelo Jérôme Deuson sarà accompagnato dal batterista Stephan Fedele, per un set volutamente più rock.
www.amute.net

Off The Sky (USA)
Dietro gli Off The Sky si nasconde il californiano Jason Corder. Pubblicato nel 2005 da Stilll, l’album It is impossible to say just what I mean trae non a caso il suo titolo da un verso di T.S. Eliot: si tratta infatti di una musica eminentemente poetica, che fonde trame sonore (chitarra, pianoforte, field recordings, tastiere) con un’arte esperta della narrazione, per molti aspetti collocabile fra Christian Fennesz e i Cocteau Twins.
www.offthesky.com

Avia Gardner (Canada)
Avia Gardner è uno dei numerosi progetti del musicista e artista plastico di Montreal Mitchell Akiyama, autore di molti dischi (pubblicati con il suo nome o con quello del duo Désormais), e “patron” della casa discografica Intr_version: in duo con Tenna Robertson, Mitchell Akiyama, che da sempre si basa sulla campionatura elettronica di strumenti reali (pianoforte, chitarra, violoncello), lascia qui libero corso ad una vena più pop, che si rifà allo spirito melanconico di un certo pop inglese degli anni ’90.
www.intr-version.com


La 36^ edizione del Festival di Santarcangelo dei Teatri si presenta come occasione privilegiata d’incontro degli artisti tra di loro e con gli spettatori, con particolare attenzione ai giovani gruppi italiani che qui possono trovare una realtà di crescita e di produzione ma anche uno spazio aperto al confronto con artisti internazionali, studiosi, critici e
spettatori.

Per il pubblico il Festival ha pensato due preziosi strumenti per aprie un dialogo
reale: Don’t believe the hype. Scritti sulla contemporaneità proposti da Santarcangelo dei Teatri, un volume edito da Fandango, con interventi degli artisti protagonisti della 36^ edizione, saggi, approfondimenti e riflessioni di critici e teorici, e uno spazio, fisico e di pensiero, il lounge, in cui trovare libri, riviste, DVD, CD, video, giornali, documenti, incontrare artisti e assistere ad eventi speciali e presentazioni di libri, a partire dal mese di giugno e per tutto luglio.

Per informazioni e programma completo www.santarcangelofestival.com