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LIFT07

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3 poesie

Jorge Guillen
perderti, perdersi

Dove, dove, dov'e' piu?
Mi s'e' perso un'altra volta
e gia' l'avevo nelle mani.
O solo lo cercavo,
sicuro della mia strada?
E d'un tratto, sulla banchina
d'una stazione ... No, vagavo
per la strada, e svoltando
all'angolo mi si perse,
o mi persi io. Che sete!

Jorge Guillen in Poeti del Novecento italiani e stranieri cit.(la traduzione e' di M.Socrate)

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Anonimo italiano (sec.XIV)
Dove sono gli abbracci di un tempo?

Dove so' andati quelli abrazamenti,
quelli solazi che soleamo fare?
Mettivime la lengua fra li denti:
poi me dicivi :"Non la mozzecare,
ca tutta quanta me la sangolenti:
la gente e' falsa e possene adonare!"
Se tu patissi quello che pat'io,
pianserissi e non riseri, per Dio!

Anonimo italiano in Il tesoro della poesia italiana. Dalle origini al Cinquecento
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Manuel Altolaguirre
Vattene

Nel mio sogno non c'e' posto
perche' tu possa vivere. Non c'e'
Sogno e' ogni cosa. E tu vi affonderesti.
Vattene a vivere altrove,
tu che sei viva. Se fossero
simili a ferro o a pietra
i miei pensieri, potresti restare.
Ma sonno fuoco e nubi,
cio' che era il mondo in principio
quando non c'era nessuno.
No, tu non ci puoi vivere. Non c'e' posto.
I sogni miei t'ardebbero.

Manuel Altolaguirre, in Vittorio Bodini,
I poeti surrealisti a cura di Oreste Macri' - Einaudi 1988 Torino vol.II