weblogart@yahoo.com


 

game-on


ANDI EMPL

"Running to stand still", Fotografie

Der in Winterthur wohnhafte Künstler Andi Empl stellt seine Werke zum ersten Mal an der ART INTERNATIONAL in Zürich aus. Zu seinen Arbeiten meint er selbst: "Ich sehe mich selber nicht als Fotograf, eher als Fotokünstler. Ich möchte Bilderwelten kreieren, die zum träumen einladen. In meinen Bildern soll jeder seiner eigenen Phantasie begegnen."

FOTOGRAFIE: ANDI EMPL, ZÜRICH
Der in Winterthur wohnhafte Künstler Andi Empl stellt seine Werke zum ersten Mal an der ART INTERNATIONAL in Zürich aus. Zu seinen Arbeiten meint er selbst: "Ich sehe mich selber nicht als Fotograf, eher als Fotokünstler. Ich möchte Bilderwelten kreieren, die zum träumen einladen. In meinen Bildern soll jeder seiner eigenen Phantasie begegnen."

"Eine Rolltreppe ist ein Objekt, welches unseren Zeitgeist wiederspiegelt: Möglichst schnell von A nach B kommen. Technologien sollen uns den Alltag erleichtern.Die geisterhafte Menschengestalt und die Stufen der Treppe, die nicht mehr zu sehen sind, sprechen allerdings eine andere Sprache: Es ist nicht möglich nach oben zu kommen, in das Licht und das Glück zu gelangen. Der Mensch bleibt im wahrsten Sinne des Wortes auf der Strecke." Andi Empl, Zürich



via Art International Zurich

WUNDERGARTEN

Insoliti innesti tra arte contemporanea e scienza botanica animano la mostra WUNDERGARTEN - Il giardino delle meraviglie
dal 28 settembre a Palermo. Poi a Roma e Berlino
ideazione e direzione progetto: Debora Di Gesaro curatore mostra: Helga Marsala
Un inconsueto dialogo tra arte contemporanea e scienza botanica è il principio animatore intorno a cui si sviluppa WunderGarten, un progetto espositivo internazionale che debutterà il 28 settembre a Palermo.

È così che, all’interno della suggestiva cornice di uno dei giardini più belli d’Italia, alcune specie arboree come l’abete delle Madonie “Abies nebrodensis” (in via di estinzione), gli Agrifogli giganti di Piano Pomo o la Roverella di Macchia dell’Inferno, dialogano con le creazioni degli italiani Riccardo Albanese (Napoli, 1979), Nicola Toffolini (Udine, 1975), Francesco De Grandi (Palermo, 1968), Serse (San Polo del Piave, 1952), Stefano Graziani (Venezia, 1971), Dacia Manto (Milano, 1973), Luca Francesconi (Mantova, 1979) e dei nipponici Yosuke Taki (Tokyo, 1962), Mika Yamaguchi (Yamaguchi, 1967) e Hiroyuki Masuyama (Tsukuba, 1968), del canadese Ed Pien (Taiwan, 1958) e degli olandesi Roderick Hietbrink (Gorssel, 1975) e Elspeth Diederix (Nairobi, 1971) trasformando l’Orto Botanico in un vero e proprio “giardino delle meraviglie”, un archivio magico in cui, attraverso il gioco degli specchi tra natura ed artificio creativo, è impossibile sottrarsi al fascino di un percorso artistico imperniato sulla relazione tra il bello e la natura, l’opera d’arte e la pianta, lo sguardo creativo e l’analisi scientifica, l’artificio umano e la vita vegetale. Il progetto internazionale “WunderGarten – innesti tra arte e botanica”, ideato e diretto da Debora Di Gesaro e curato da Helga Marsala, verrà inaugurato a Palermo in concomitanza con l’apertura del 102° Congresso della Società Botanica Italiana il cui simposio inaugurale sarà dedicato proprio ai giardini botanici e alle piante monumentali Il progetto, una volta terminata la tappa palermitana, proseguirà con altre due esposizioni nel Giardino Botanico di Roma e al Botanischer Garten di Berlino.

http://www.wundergarten.it


Do you Nomi?

New York, 25 febbraio 1980. Discoteca Xenon.

Una folla che balla discomusic. Una nuvola di ghiaccio secco la avvolge in un’atmosfera gelida e ultraterrena. Klaus Nomi entra sul palco. Si muove come un automa, ha il volto dipinto in stile Kabuki e un look Bauhaus e un poco Elisabettiano.Una voce inumana. Un’ampiezza dal tenore e baritono, con ampie possibilità di falsetto. Interpreta classici pop degli anni sessanta e di Marlene Dietrich, canzoni di Elvis, arie operistiche e barocche, estratti dalla colonna sonora de “Il mago di Oz”. Alla fine di nuovo i gelidi vapori di una ionosfera terrena. Mentre Klaus sparisce dal palco si odono sirene, un’apocalisse digitale e il suono di un’astronave in decollo.Il pubblico in un silenzio incredulo. Tra loro Andy Warhol, i Ramones, David Bowie, Basquiat e Blondie.E’ vero? Poi applausi.Klaus Nomi è morto il 6 Agosto 1983 di AIDS.

Dal 25 Settembre al 26 Ottobre alla Galleria Aus18 (Via Ausonio, 18 - Milano) con la mostra collettiva Do you Nomi? l’associazione culturale Res Pira Lab prosegue il percorso celebrativo a Klaus Nomi ...

Biografia, discografia e link su Klaus Nomi: http://it.wikipedia.org/wiki/Klaus_Nomi
Res Pira Lab: http://www.myspace.com/res_pira_lab
Galleria Aus18: http://aus18.it/
Strychnin: www.strychnin.com
Goganga: www.goganga.it

Res Pira Lab è un’associazione che si occupa di arte, ecologia e contaminazione.

quando le aspettative non coincidono con la realta'


Farid Rahimi




dal comunicato - di Elena Bordignon (..) Alcuni lavori compiuti di recente sono frammenti di racconti che l'artista scrive per costruire delle storie misteriose ed enigmatiche che diventano viaggi visivi, quando non visionari. Nel video dal titolo F_______H (2007), Rahimi applica un procedimento per la scoperta di un'immagine progettando un lungometraggio. Dalla sceneggiatura di questo, l’artista estrapola e gira infine una sola sequenza, che isolata dal suo contesto risulta misteriosa e incomprensibile.
In questo modo, l’attenzione si sposta dalle premesse narrative alla dinamica costruttiva interna all'immagine. Il frammento è quello della storia di un uomo qualunque che, sopraffatto dalla visione casuale di un paesaggio, dà sfogo alla sua indole folle. (...)
SPECIAL PROJECT ZERO…via Farini 57
more about Farid Rahimi on this blog

Jorge Peris

Jorge Peris
Marte in Gaia e Cosimo

dal comunicato stampa - di Cecilia Alemani ... "Con due grandi compressori di 7 cavalli e mezzo, l’artista spara un violentissimo getto d’aria e sabbia contro le pareti della galleria, rimuovendo così lo stucco dai muri. Con la sabbia caduta a terra poi, l’artista continua l’azione di scorticamento dei muri, consumandoli con la stessa polvere prodotta dallo smembramento dello stucco. Sul terrazzo, due tubi conducono in cantina passando attraverso una piccola finestrella. Nell’ambiente sottostante - un mondo parallelo ma ugualmente infernale - il processo di cancellatura continua in modo quasi casuale. Ma niente in realtà è lasciato al caso: l’artista segue linee di forza e percorsi geometrici che, come regole imposte proprio al fine di essere infrante, gli permettono di dare un ordine al caos e allo stesso tempo di rinvigorirlo.Intitolata Marte in Gaia e Cosimo - un omaggio al dio Marte, divinità della guerra e allo stesso tempo protettore per eccellenza - questa mostra segna anche l’ultima tappa del percorso espositivo della galleria ZERO…, prima del trasferimento nella nuova sede..."

http://www.galleriazero.it/