M.A.P. A Constructed World, Davide Bertocchi, Alighiero Boetti, Seamus Farrell, Peter Fend, Yona Friedman, Bernard Gigounon, Djos Janssens, Tom Molloy, Antoni Muntadas, Gionata Gesi Ozmo, Ed Ruscha, Shoggoth, Philippe Terrier-Hermann, Massimo Uberti
N.O. GALLERY, Via Matteo Bandello 14, Milano
La mostra rimarrà aperta al pubblico da mercoledì 13 Febbraio a venerdì 28 Marzo 2008,
dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00. Mattina e Sabato su appuntamento. Domenica chiuso.
La mappa è un codice per orientarsi ma forse anche un codice per disegnare i confini di un senso di smarrimento verso ciò che non si conosce, una norma per scoprire, capire, conoscere, imparare, fuggire.
Una rappresentazione simbolica del mondo che esorcizza la paura dell'ignoto e allo stesso tempo ha la necessità di dare un nome e un segno a tutto ciò che esiste per poter credere di conoscerlo.
Di mappe ne esistono di svariati tipi: le mappe delle strade e delle città, mappe delle stelle e delle costellazioni, mappe del tesoro, mappa genetica, mappa mentale.
I confini del nostro mondo reale e virtuale continuano ad essere ridisegnati.
Se nei secoli passati tracciare una mappa o disegnare una carta geografica era considerato una vera e propria arte, oggi questo compito viene svolto da sofisticate tecnologie e così, paradossalmente, la mappa, da sempre strumento significante di una realtà virtuale, è divenuta terreno di sperimentazione artistica.
E se è vero che una mappa è una rappresentazione semplificata dello spazio che evidenzia relazioni tra componenti di quello spazio......ecco dunque che abbiamo la mappa come denuncia, come ricordo, come pensiero d'amore, come pace, come guerra, come ideale: la mappa come riflesso della società contemporanea.
Opere in mostra: fotografia, video, disegno, scultura.
video durante l'inaugurazione
http://www.nogallery.itNella galleria sono esposte diverse opere che reinterpretano il concetto della mappatura; opere tridimensionali in unica copia ma anche stampe su carta; ed e' interessante notare le differenti scelte di accessibilita' e vendibilita' dell'opera da parte degli artisti.L'opera piu' importante e' quella di Alighiero Boetti, 12 pannelli che corrispondono ognuno ad una sagoma di una isola con relativa data. "12 forme dal 10 giugno 1967" ha una edizione di 99 pezzi.Sono 4, invece, i tappeti "citta' ideale" del 2004 di Massimo Uberti; edizione di 5 per il video di Bernard Gògounon e lo specchio di Djos Janssens ; solo 8 copie invece per il video "A constructed world" dove un mappamondo di plastica si scioglie bruciando sul ghiaccio.35 stampe fotografiche di "On traslation:Social Network: the print 2006 di Antoni Muntadas; 75 sono invece le edizioni dell'opera di ED Ruscha del 2001, Petroplots Suite, stampa su carta realizzata a mano. Philippe Terrier - Hermann invece propone due lavori: il caro "The world of Billionaires" del 2008 edito in 5 copie C-print montato su alluminio e "The world of Contemporary Art" del 2007, stampa a getto d'inchiostro in 100 copie e accessibile al portafoglio di tutti cosi' come le stampe di Yona Friedman, o la serie illimitata che Gionata Gesi Ozmo accompagna con una stampa personalizzata d'artista.