weblogart@yahoo.com


 

Sherry Markovitz

"Bellevue Arts Museum presents Sherry Markovitz : Shimmer, Paintings and Sculptures 1979 - 2007, a mid-career retrospective of the renowned Seattle-based, mixed-media artist. On view May 22 through September 7, 2008, the exhibition is comprised of 41 pieces: 29 sculptural works (10 dolls, 5 gourds, 14 animals) and 12 paintings."

http://www.bellevuearts.org/

Eastside Business -
Bellevue Arts Museum presents Sherry Markovitz

PANGEA DAY MILANO

PANGEA DAY MILANO
Sabato 10 maggio 2008
dalle 18 alle 24 non-stop
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo 14, Milano
Ingresso è libero fino ad esaurimento posti


Cari amici del Pangea Day,

Abbiamo aggiornato il programma con molte novità.
Diffondete l'iniziativa tra i vostri amici, vi aspettiamo!

Primo evento live interattivo con artisti, attori, musicisti, registi sul tema dei diritti umani: musica, film, immagini per vedere il mondo con occhi nuovi…

* Milioni di persone, dal vivo o collegate via internet, televisione o telefoni cellulari
* 180 paesi, più di 1. 000 eventi in contemporanea con tutto il mondo
* Appuntamenti live con Cairo, Kigali, Londra, Los Angeles, Mumbai, Rio de Janeiro
* 4 ore di diretta live con personaggi internazionali e la proiezione di 24 cortometraggi

IN PROGRAMMA IN TUTTO LO SPAZIO DEL TEATRO

Apriamo le porte alle 17.30

Lo spettacolo inizia alle 18 con:

* PangeaDancingColors, performance interattiva di danza della Compagnia Ariella Vidach
* Maurizio Nichett i e la forza delle immagini
* il concerto dei MAU MAU

e dalle 19 prosegue con:

* Reading di testi e musica del prof. Carlone (Banda Osiris), Cinzia Spanò e Nicola Stravalaci
* Musica con gli Ottavo Richter
* Backstage del film Fuga dal Call Center nel racconto del regista Federico Rizzo
* La carta dei diritti di Internet: Gilberto Gil da Rio de Janeiro e Luigi Vimercati e Marco Montemagno

dalle 20 alle 24:

* in diretta parte il COLLEGAMENTO CON IL MONDO, introducono Filippo Penati e Daniela Benelli della Provincia di Milano

e inoltre…

* Lella Costa, Serena Dandini e Dario Vergassola salutano i Friends of Pangea Milano
* COLLEGAMENTI con gli altri Friends of Pangea Day: interviste, incontri, scambi
* I VOSTRI COMMENTI, foto e impressioni trasmessi sul grande schermo
* MUSIC SET NO STOP con Pino Distaso & band, Massimiliano Alloisio e Loris Stefanuto
* DJ SET: Mistura Pura a cura di Federica Grappasonni
* VIDEOINSTALLAZIONI degli Stalker Video
* IMMAGINI DAL MONDO: in collaborazione con Associazione Veronica Sacchi, Fondazione Pangea Onlus, Istituto Oikos Onlus, Survival, Terres des Hommes, Unicef, UNHCR
* MILANO MULTIETNICA: mostra fotografica a cura del Gruppo Flickr MW

Bar e ristorante del teatro aperti. Dalle 20.30 Green Happy Hour.

Pangea Day Milano
www.pangeadaymilano.it

visiting Swiss video ART - 70/80 in Lucerne

Entrando al Kunstmuseum di Lucerna in Svizzera, durante la mostra Swiss Video Art of the 70s and 80s. A Reconstruction, appoggiato per terra si incontra un televisore anni '60 con uno schermo nero ed una linea bianca che lo taglia verticalmente.
Si tratta di Excercise IV televisuel 1974 MENHIR TV di Jean Otth; un'omaggio agli esperimenti ZEN FOR TV dell'artista recentemente scomparso Nam June Paik.

Accanto, nella stessa stanza, una struttura in metallo tubiforme a forma di G con un monitor e uno specchio alle sue estremita'. Sul monitor appare una raffigurazione del volto della Medusa; nella didascalia alla "video scultura" si legge infatti il riferimento a Perseo e a Orfeo e Euridice della mitologia greca.

Eric Lanz - G/Gorgones, 1985 Videoinstallation © Eric Lanz / 2008 Kunstmuseum Luzern

G Gorgones del 1985 fa parte di una piu' ampia serie "ABC video" di Eric Lanz composta di 14 lettere. In una delle ultime sale dell'esposizione si trova anche la lettera D presentata al centro Culturale Svizzero di Parigi nel 1986, D come DIANA, nella mitologia greca la dea della caccia. Un piccolo minitor e una proiezione con la stessa immagine "mascherata" di una maschera, due immagini sovrapposte (LA VISION e LE REGARD).
Nel 1986–87, Lanz frequento' il corso di Nam June Paik alla Kunstakademie di Dusseldorf e incomincio' a lavorare piu' sull'astratto, abbandono' la serie ABC video e introdusse nel suo lavoro elementi interattivi.
Eric Lanz utilizza il video nelle sue diverse forme, non solo proiezioni e installazioni ma anche esperimenti di pura immagine video, sovrapponendo diverse bande con ritagli o effetti grafici, frammentazioni dello schermo e un forte utilizzo sperimentale della dissolvenza.

Numerose video sculture presenti alla mostre, soprattutto le installazioni a circuito chiuso, sono state ricostruite a distanza di un trentennio, nel 2008, appositamente per la mostra con materiali per quanto possibile simili all'originale. In molte installazioni e' presente (in forma simbolica, perche' sostituito dal dvd) il registratore coi nastri (bobine) originariamente usato che risulta molto scenico. Alcune opere consentono al visitatore di interagire, ma non tutti sembrano accorgersene e rendendo l'opera di un significato sospeso.

Gerald Minkoff, nato nel 1937 formatosi con studi di etnologia, fu uno dei primi artisti svizzeri a utilizzare il video come materiale artistico e realizzo' una delle prime installazioni con il laser utilizzando un animale di peluche presentata alla Biennale di Venezia nel 1970; tra le altre cose nel 1973 ricevette il premio « Art and Technology » alla XII Biennale de Sao Paulo. Minkoff e' presente alla mostra con diverse opere, la prima che si incontra e' "Chulk Wulk" di 12 minuti del 1974 ; il video viene trasmesso su uno schermo posto sopra un altro televisore con le immagini di "CHALK WALK" sempre del 1974 e primo videotape a colori svizzero.

A lato una installazione a circuito chiuso, una telecamera davanti a un televisore riprende uno specchio su cui si riflette il retro del televisore su cui l'artista ha scritto il titolo stesso dell'opera "L'envens a l'encroit" con data 1970.

Gérald Minkoff - L’envers à l’endroit, 1970
Videoinstallation © Gérald Minkoff / 2008 Kunstmuseum Luzern

Questa immagine, in collegamento diretto, viene trasmessa sullo schermo del televisore.
Sempre di Minkopp e' l'"installazione interattiva" "la SURVEILLANCE TOTALE" del 1990 parte di una serie di 4 installazioni. Una telecamera riprende il visitatore su uno sfondo giallo ma l'immagine trasmessa appare ribaltata e quatruplicata su 4 monitor ognuno con uno sfondo di un colore primario diverso, rosso,blu, verde e bianco ma non giallo.
Molto poetica e' invece"Quattre circuits de surveillance du Musee' de Lucerne" (1974-2008) che avvolge completamente un ambiente del museo. Sette altalene pendono dal soffitto, e su ognuna una telecamera o un video-proiettore che riempiono di immagini "dondolanti" le pareti della stanza.
2 macchine proiettano due diapositive su pareti opposte, in una proiezione un corpo di donna, coi piedi e la testa fuori scena, seduta su una altalena immobile ripresa frontalmente, nell'altra lo stesso corpo sull'altalena ripresa da dietro. due telecamere poste su altre altalene penzolanti dal soffitto e registrano le immagini inviandole a due monitor posti sotto l'immagine proiettata. Ancora altre due camere che riprendono i monitor e proiettano sulle altre due pareti della stanza.
Partendo da una immagine statica si giunge ad immagini leggermente mosse dovute al movimento delle altalene causato anche al passaggio del visitatore della stanza.

In altre opere il televisore diventa puro materiale scultoreo come in "Das licht hof" in tedesco o "light - countryyard" in inglese di Hannes Vogel, sette piccole tv bianche disposte a formare un cerchio con riferimento alle opere di land art di Richard Long.
La tv diventa elemento tecnico e scultoreo al tempo stesso. Lo stesso accade in un'altra opera di Vogel "Von fernsehen und der illusion inen Schritt weiterzukommen" del 1979; una delle prime video installazioni considerato che l'artista inizia a lavorare col video dal 1977.

Hannes Vogel -Vom Fernsehen und der Illusion einen Schritt weiterzukommen
Videoinstallation © Hannes Vogel / 2008 Kunstmuseum Luzern

Se nell'opera precedente Vogel dispone i televisori a forma di cerchio, qui' i televisori sono in fila indiana in ordine crescente, partendo da un angolo della stanza dove e' posta una foto formato cartolina che riproduce uno di quei simboli gialli disegnati sui sassi per riconoscere la strada durante le passeggiate in montagna; la foto viene ripresa da una telecamera e trasmessa in diretta su tutte i monitor in diversi formati, ricostruendo simbolicamente la passeggiata.
Hannes Vogel studia all'Académie Julian in Paris (1959) lavora a Basilea come grafico dal 1960 al 1966.
Vogel sperimenta anche la materia pittorica del video, con video sperimentali come "Video zeichnung zür Präsenz" del 1980, un video di 25 minuti dove si alternano immagini, fotografie, video e disegni e giochi con la luce che sembrano sciogliere e bucare lo schermo.


Una installazione piu' complessa, soprattutto per la presenza di numerosi oggetti scenici e' "Omaggio a Pietro Bembo - Biondo veneziano" dell'artista ungherese Klara Kutcha del 1978. Su due video a colori viene trasmesso lo stesso filmato ma iniziato a intervalli diversi, di riprese video (ora al centro video Galleria civica di Ferrara) eseguite a Palazzo Grassi a Venezia il 30 luglio del 1978 durante la mostra sul Biondo Veneziano a cui l'artista ha partecipato con una particolare indagine.
Un televisore e' posto di fronte ad un ventilatore acceso che sembra fare aria sulle immagini di capelli trasmesse dallo schermo in bianco e nero.
Una voce fuori campo riporta in modo didascalico e quasi scientifico le statistiche riguardo al biondo veneziano e alle abitudini riguardo shampoo, parrucchieri o colorazione del capello. L'artista ha raccolto le informazioni tramite dei questionari da compilare distribuiti personalmente ai visitatori durante le esibizioni. A completare la ricerca un tavolino con alcuni oggetti per il beauty classici veneziani e delle cartoline di Venezia e di alcuni simboli importanti della citta' come il leone o il Botticelli.

L'installazione "La traversee du Siecle II" di Silvie et Chérif Defraoui del 1988 occupa un'intera stanza e ha un aspetto monumentale dovuto a quattro costruzioni metalliche a forma di torre poste al centro. Sui pilastri sono disposti dei monitor che riproducono la luna in due diverse prospettive.
A intervalli di 90 secondi l'intensita' della luce aumenta, poi appare un flash di luce accompagnato da una forte scossa e la stanza diventa buia per poi riaccendersi gradualmente.
Sulle pareti invece, lungo tutto il perimetro, sono appese delle bottiglie di vetro con dentro delle barchette costruite con dei fogli di giornale, piu' precisamente si tratta delle pagine del diario di Colombo durante l'attraversata oceanica, tutte illuminate con una lampadina tenue. Il riferimento e' appunto al viaggio delle caravelle di Colombo e in un senso piu' ampio alla vita come forma di passaggio dove basta un flash, una scossa per spegnersi.


Cherif e Silvie lavorarono insieme dal 1975 al 1994, attivi in Svizzera e Spagna, nel 1994 muore Cherif, ma il lavoro di Sylvie non si interrompe.
Di Cherif e Silvie Defroui e' anche l'installazione "Cartographie des contrees a venir" del 1979 dove un proiettore dall'alto illumina sulla superficie piana del tavolo un filmato di due mani che distrubuiscono delle cartoline e al centro del tavolo una sfera di cristallo reale.

Oltre alla palla, di fianco al tavolo si trova una sedia che invita lo spettatore a sedersi e sottolinea maggiormente la presenza richiamata dalla mani virtuali. Questo e' uno dei primi lavori della coppia e appartiene alla serie "Archives du futur" iniziata nel 1975 che consiste nell'analisi del paradosso del presente e del passato. Della serie sono anche La route des Indes (1978), Les instruments de divination (1980), Conversations sur un radeau (1984), Orient/ Occident (1987–89).


"Volume" del 1989 di Marie-Jose' Burki (1961) analizza la relazione tra testo tipografico e libro. Sullo schermo pagine di un libro che si voltano, accanto due altoparlanti riproducono il fruscio creato dal movimento delle pagine. VOLUME, in francese e in inglese , e anche in italiano ha un doppio senso, puo' infatti significare volume come tomo, un libro, un volume oppure essere inteso come volume AUDIO.
Anche in Payase del 1989 propone un'opera che porta a non percepire l'audiovisivo nella sua totalita' ma a dividere la banda video, con immagini di un cavallo che corre dall'audio creando due canali sovrapposti e lasciando nello spettatore un senso di spaseamento percettivo. In altri lavori anche Bürgi realizza dei video sperimentali come "Celui qui' a vu passer les elephants blanc" del 1986. Marie-Jose' Burki dal 2003 insegna videoarte alla scuola "Hochschule für bildende Künste" in Amburgo.

Lo stesso artista che ha creato il gia' citato Menhir TV omaggio a PAIK, Jean Otth, presenta anche "Anatomie de la eternite'" del 1974, una installazione a circuito chiuso in cui una videocamera riprende un vasetto con dei fiori secchi, (simbolo dell'immortalita') e trasmette le immagini su un monitor ricordando una immagine classica di "natura morta" di "still life" con fiori, un audio su un disco registato esternamente riproduce una narrazione verbale di "La historia de la eternidad" (History of eternity) di Jean Louis Borges. Immergendosi della installazione si ha una perdita della percezione lineare del tempo, il tempo registrato in playback e il tempo dei fiori, reale ma immobile. Lo spettatore puo' interporsi fisicamente tra la telecamera e il soggetto ripreso interagendo durante il passaggio con la propria presenza. Anche Jean Otth sperimenta la materia pittorica del video come in "Hommage a Mondrian" del 1972 dove le immagini rendono appunto omaggio alle forme colorate e ai quadrati di Mondrian.

Alcuni artisti presenti alla mostra si esibiscono in prima persona nei loro video, come una sorta di introspezione; e' il caso di Anna Winteler che nel suo video "Le petit dejuner sur le route d'apres Manet" del 1974, cammina quando danzando al rallentatore lungo la riva del Rhine (RENO) e si spoglia dei suoi vestiti, il riferimento all'opera "Dejuner sur l'herbe" del 1863 di Manet e' gia' implicito nel titolo.
In Geriatrie 1a - das Hohelied del 1991 invece una telecamera posta su una sedia a rotelle registra i corridoi dell'ospedale di fisioterapia, una voce fuori campo recita la biblica "Son of song" .
Anche Muriel Olesen si prenta dei suoi video in prima persona, in "Basic Music" (Kunstmuseum Bern) ad esempio, la vediamo tenere tra i denti un elastico mordendolo e al rilascio emettere con la voce il suono di una nota musicale. "Motif of swing" e' fonte di interesse dell'artista per la composizione musicale e suoni.

Nel 1969 Jean Otth, René Bauermeister, Gérald Minkoff et Muriel Olesen, aprirono a Losanna la galleria Rencontre che dal 1974 proporra' un vasto panorama video internazionale.

Gia' nal 1969 René Berger, directeur du Musée d'art moderne de Lausanne, e' uno dei primi teorici svizzeri a trattare l'argomento del video e della televisione dell'Universita' di Losanna; nel 1979 la Kunsthaus di Zurigo comincia a introdurre il opere video nelle sue esposizioni e nella sua collezione.

Un opera molto attuale e giocosa e' il circuito chiuso di "HEIM WELT" del 1988 di Guido Nussbaum, cinque videocamere connesse in presa diretta ognuna a un monitor diverso, sono puntate su 5 punti diversi di un mappamondo, girando il globo, anche le immagini sui monitor cominciano a ruotare per poi fermarsi e creare casualmente con un gesto 5 diverse mappe.I monitor stessi sono accastastati uno sopra l'altro creando una scultura a se' stante.

Un altro elemento importante per gli artisti che utilizzano il video e' l'indagine sul colore, come nella installazione gia' citata "surveillance totale" di Minkopp, anche Remy Zaugg e Rene' Pulfer agiscono in questa direzione fin dal 1986, quando si forma il concetto di "perzeptive skizzen" (schizzi percettivi).
Nel 1988 viene presentata "4 perzeptive skizzen" alla VIDEO week al Wenken Park a Riehen vicino a Basilea.L'opera riproposta adesso presenta quattro monitor che trasmettono uno schermo bianco riprodotto elettronicamente, una voce narrante descrive linee e colori dettagliati di un quadro di Cezanne. (La maison du perdu del 1872/73).


Rene' Bauermeister affronta invece il tema della simmetria con "ALEATORIE I e II" esposte a Parigi nel 1978 alla mostra "Video Corpus". Due telecamere affiancate riprendono il curatore dell'esposizione di Parigi Jaques Monner-Raball, lo scermo diviso in due riproduce ognuna una meta' del volto per creare una "imperfetta simmetria del volto umano".

René Bauermeister, Aléatoire I et II, 1978
(Videostill) © René Bauermeister / 2008 Kunstmuseum Luzern

Una voce narrante legge un testo scientifico sulla SIMMETRIA ma con un audio sovrapposto e sfasato.

Nell'ultima stanza si trova "Arthur" del 1988 di Alexander Hahn, una installazione con 5 canali video esposto durante la Video week a Basilea, dove lo spazio audiovisivo si sostituisce a uno spazio dedicato alla memoria.Questa installazione e' stata esposta per la prima volta a Basel Wenkenpark video week nel 1988 e lo stesso anno vinse un premio al The Hague World Wide Video Festival.

Infine in una sala con sedie viene proiettato un video di un paio di ore dove si susseguono video di artisti svizzeri che si lasciando andare alla pura sperimentazione con effetti grafici e dissolvenze, come "Bostich" di Dieter Meier del 1983 (Kunsthaus Zurich) girato come un video musicale a colori dove si alterano immagini veloci o come "Das messer in kompott" di 14 minuti, di Muda Mathis con Käthe Walser, dove inquadrature particoli o ravvicinate possono modificare la percezione di comuni oggetti usati nel quotidiano o ancora Urs Lüthi nato nel 1947 a Lucerna che nei suoi video accentua riferimenti pittorici come la ripresa di un volto a tre quarti in posa come in un ritratto ma con una mano che gli accarezza i capelli spezzando quella posa immobile classica dei ritratti e sottolineando la differenza opera arte classica e la consapevolezza del video come arte, nella carrellata anche un video di Pipilotti Rist del 1986 dove una donna ripete in continuazione cantando la frase "I am not the girl who misses much" distorta elettronicamente passando dai bassi a quelli piu' alti o ancora del 1977 "Das lied der heimatt" (Kunsthaus Museum Luzern) di Alex Silber.

Parallelamente alla mostra ad Aprile e' stato organizzato anche un simposio.

swiss video art of 70s and 80s

articolo di Beatrice Bonfanti - weblogart@yahoo.com



video su ART-TV.ch