weblogart@yahoo.com


 

Museum Computer Network - MCN 2009

MCN 2009

The MCN 2009 Program Committee seeks innovative sessions – panels, papers, case studies, and workshops – that illustrate how institutions are effectively functioning and planning to function during the tough times ahead.

Conference Topics

Prospective authors are invited to make submissions in areas including, but not limited to:

* Technology and Information Management Serving the Institutional Bottom Line

* Digital Readiness, Digital Accomplishments, Digital Accountability (Image Capture, Digital Asset Management, Best Practices, Preservation, Access)

* Implementing Systems in Tough Times

* Digital Convergence: Archives, Libraries, and Museums

* Doing More with Less

* Leadership, Sustainability, Accountability

* Social Media

* Superior Content, Superior Delivery

Museum Computer Network - MCN 2009 | Call for Proposals:

Charles Ray

Matthew Marks is pleased to announce an exhibition of three early sculptures by Charles Ray at 523 West 24th Street. Ink Line, Moving Wire, and Spinning Spot were made in 1987 and 1988 and are exhibited here for the first time in over twenty years.

Ink Line, 1987, is a continuous stream of black ink traveling from a dime-size opening in the ceiling into a similar hole in the floor. At first glance, the narrow stream appears static, but when carefully observed, the viewer is able to detect subtle fluctuations in the ink’s flow. Ink Line relates to the artist’s iconic Ink Box from the previous year, in which a steel cube is precipitously filled to the brim with black ink. Although Ink Line has been widely reproduced, this is the first time it has been exhibited publicly.

Spinning Spot was made in 1987. In this work, a section of the floor measuring 24 inches in diameter is set spinning at 33 RPM. The third work of the exhibition is Moving Wire from 1988, consisting of a single 15 foot length of wire. Both ends of the wire protrude from the wall and are set 10 inches apart. As one end of the wire extends out from the wall at random intervals, the other retracts.

Charles Ray is widely regarded as one of the most influential artists of his generation. Ray has been included in two Venice Biennale (1993, 2003), Documenta IX (1992), and four Whitney Biennials. His monumental sculpture, Hinoki, 2007, will be exhibited in the new wing of the Art Institute of Chicago this May. In June, Ray’s first commissioned outdoor work will be permanently installed at the edge of the Grand Canal at the Punta della Dogana in Venice. The artist currently lives and works in Los Angeles.

Charles Ray remains on view through June 27, 2009, at 523 West 24th Street (between 10th & 11th Avenues). Hours: Tuesday through Saturday, 10:00 A.M. to 6:00 P.M.

For further information visit www.matthewmarks.com.

DORKBOT: ROBOT ECOLOGIES

DORKBOT: ROBOT ECOLOGIES
Steve Daniels and Jessica Field
Thursday April 16 7pm
InterAccess Studio

Jessica and Steve both work in the rich field of robotic/cybernetic systems that mimic and probe natural and cultural systems.

Bios:

Steve Daniels uses electronics and communication technologies to create kinetic sculptures, ubiquitous spaces and networked events. He is currently interested in the non-utilitarian possibilities of DIY social devices. Through his practice Steve juxtaposes disparate knowledge systems and experiences in an effort to reveal their underlying structures and assumptions. Steve's has recently presented his work at Nuit Blanche (guerrilla intervention), DigiFest, Mobile Nations, Together Elsewhere and Future Sonic.

Steve was the recipient of the InterAccess emerging artist award in 2003 while still a student. He was hired by Ryerson University shortly after graduating in 2004 and is currently assistant professor and Program Director of the New Media option in the School of Image Arts. Steve teaches courses in Physical Computing, Telepresence and Networked Objects. He holds an MSc from the University of Manitoba and is a graduate of the Integrated Media program at OCAD (Toronto).

http://spinningtheweb.org/about.html

http://imagearts.ryerson.ca/sdaniels/index.html

Jessica Field, for the last 9 years, works mainly with robotics and Artificial Intelligence to create theatrical robot plays where the environment determines the course of the plot and the robot actors play out their flaws in character. Jessica exhibited in Sweden, Montreal and Toronto. She has shown in Electrohype 2008, the Montreal Museum of Fine Art, Optica, and at Inter/Access. Jessica Field teachings adult beginner courses in electronics at Inter/Access. She has just recently recieved her MFA at Concordia University in Montreal.

http://www.oboro.net/archive/exhib0809/jessica_field/info_en.html

http://www.fondation-langlois.org/html/e/page.php?NumPage=357


interaccess.org

So Buono! A cultural design feast.

So Buono! A cultural design feast.
Un’esposizione internazionale di designers Milanesi e di Melbourne.
Salone del Mobile - Milano 21-27 Aprile 2009 e Melbourne Luglio 2009
Hotel Nhow 2nd Floor Via Tortona 35

So Buono! A cultural design feast vuole essere un’esposizione di opere di artisti e designer emergenti, italiani ed australiani, che verrà presentata sia a Milano che a Melbourne, rispettivamente nell’aprile e nel luglio 2009. In qualità di progetto di scambio ed interscambio di pezzi di design, So Buono! si propone di creare un ricco banchetto culturale - una tavola da pranzo dove arte, artigianato, delicatezza del design, attenzione per la sostenibilità ambientale, ironia e cena attirano la nostra attenzione per sottolineare le differenze e le similitudini di Milano e Melbourne (città tra l’altro gemellate), così come dei loro stili di vita- “lifestyle”.

Iniziato da una curatrice di Melbourne, Marisia Lukaszewski, So Buono! A Cultural design feast mira ad illustrare come due diverse culture del design possano mescolarsi e trovare posto all’interno di una sala da pranzo. Inoltre, intende far riflettere su come noi interagiscono, mangiano ed usano il design nella vita di tutti i giorni, oltre che su quanto il mondo si sia sincronizzato, sia in termini di ideali estetici e funzionalità, che in materia di sostenibilità ambientale. Una miscela unica di mobili, vasellame e oggettistica australiani ed italiani.

La prima edizione di So Buono! a Milano sarà frutto della collaborazione tra l’art director dell’Hotel Nhow, Elisabetta Scantamburlo, e Marisia Lukaszewski, e presenterà l’arredamento base della sala da pranzo, composto da un mobile e impianti di illuminazione di designer milanesi emergenti. Le opere degli artisti di Melbourne consisteranno, invece, in pezzi di vasellame contemporanei e verranno utilizzati per apparecchiare la tavola. Si tratterà di bicchieri, terrecotte, posate e oggetti vari da tavola di alto calibro artistico e di design. L’edizione di Melbourne di So Buono! A cultural design feast, al contrario, esporrà arredamento, luci e opera d’arte visiva dei designers, artigiani e artisti australiani, mentre saranno i designers emergenti italiani a fornire vasellame, oggetti assortiti di design e opere di arte visiva, dove possibile.

Artisti Australian:
Suzie Stanford
John Hoogendron
InSync Design
Studio Periscope
Stuart McFarlane
Andrew Simpson-Vert Design
Beatrice Schlabowsky

Artisti Italiani:
Anna Ramasco
Marcello Pozzi
Gum
Vibrazoni
S.M.og

Attraverso la commistione di oggetti per la tavola, mobile e impianti luminosi, il tavolo rappresenterà la metafora di come i valori culturali ed ambientali possano essere condivisi da tutti. So Buono! La prima edizione è prevista a Milano presso Hotel Nhow (www.nhow-hotels.com/en/contact.cfm) di Via Tortona, 35 (www.artnhow.com). Lo spazio espositivo sarà nella lobby al secondo piano dell’hotel, all’interno del progetto espositivo dell’intero hotel. La location, per la presentazione di So Buono! a Melbourne,Australia durante lo “State of Design” (www.stateofdesign.com.au) a luglio 2009, è ancora in fase di progettazione. Rimanete sintonizzati per ulteriori dettagli…

Futurismo 1909-2009

APERTURE STRAORDINARIE

Futurismo 1909-2009
Velocità + Arte + Azione
Milano > Palazzo Reale > 6 febbraio - 7 giugno 2009

IN OCCASIONE DEL MiArt >
sabato 18 aprile dalle 9.30 alle 24.00 chiusura biglietteria alle 23.00

IN OCCASIONE DEL SALONE DEL MOBILE >
dal 23 al 26 aprile dalle 9.30 alle 22.30 chiusura della biglietteria alle 21.30
lunedì 27 aprile dalle 14.30 alle 22.30 chiusura della biglietteria alle 21.30

In occasione delle manifestazioni milanesi del Salone del Mobile e del MiArt, la grande mostra del centenario futurista sarà aperta dal 23 al 27 aprile anche in orario serale, fino alle ore 22.30, e sabato 18 aprile eccezionalmente fino a mezzanotte.

Milano, la città che sale, ha dato i natali al Futurismo e nel Centenario di questa avanguardia rivoltosa e visionaria ospita una mostra esplosiva, promossa dal Comune di Milano e da Skira Editore, curata da Giovanni Lista e Ada Masoero e prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con Skira e Arthemisia.

La mostra occupa, eccezionalmente, l'intero piano terreno della Reggia milanese ed è l'evento centrale di un ricchissimo programma di iniziative promosso dal Comune di Milano, con manifestazioni di teatro, cinema, danza, moda, che fanno della città, per l'intero 2009, la capitale del Futurismo.

Sono circa quattrocento le opere che compongono la mostra, oltre 240 delle quali sono dipinti, disegni, sculture, mentre le restanti spaziano dal paroliberismo ai progetti e disegni d'architettura, alle scenografie e costumi teatrali, dalle fotografie ai libri-oggetto, fino agli oggetti dell'orizzonte quotidiano: arredi, oggetti di arte decorativa, pubblicità, moda, tutti segnati dall'impronta innovatrice del Futurismo.

Poiché il Futurismo non operò nei soli, più celebrati, anni Dieci, ma fu vitale per almeno un trentennio, la mostra ne rilegge l'intera estensione, fino allo scadere degli anni Trenta, evidenziando inoltre, da un lato, le eredità che raccolse, nell'ultimo decennio dell'Ottocento, dall'altro, i lasciti che seppe affidare alle generazioni future, fino alla seconda metà del Novecento.

Così come i futuristi volevano porre lo spettatore “al centro del quadro”, un allestimento fitto e incalzante pone il visitatore “al centro del Futurismo” in una mostra vitale, esuberante e polifonica come fu quella straordinaria e irripetibile avanguardia, che da Milano si irradiò nell'intera Italia e di qui in Europa, coinvolgendo una vera folla di artisti.

Sezioni della mostra > Prima del Futurismo > F.T. Marinetti > Gli anni Dieci e il Dinamismo plastico > Gli anni Venti e l'Arte meccanica > Gli anni Trenta e l’Aeropittura > Dopo il Futurismo.

Gli artisti > Alberto Martini > Romolo Romani > Luigi Russolo > Medardo Rosso > Gaetano Previati > Pellizza da Volpedo > Umberto Boccioni > Carlo Carrà > Giacomo Balla > Gino Severini > Filippo Tommaso Marinetti > Fortunato Depero > Enrico Prampolini > Mario Sironi > Ardengo Soffici > Achille Funi > Leonardo Dudreville > Fillia > Nicola Diulgheroff > Farfa > Mino Rosso > Lucio Fontana > Alberto Burri > Mario Schifano > Pino Dorazio > Eugenio Miccini > Lamberto Pignotti.

www.futurismo.milano.it

Fuori Salone Bovisa 2009

Fuori Salone Bovisa 2009
22-27 aprile 2009
ore 11.00-23.00
Triennale Bovisa

Inaugurazione 21 aprile 2009 dalle 19.00 con dj set a cura di Red Bull Tourbus

Per tutto il 2009 Triennale Bovisa è Free Bovisa.
In questo periodo di crisi e di incertezze, Triennale Bovisa ha deciso di compiere un gesto forte e coraggioso: offrire l’ingresso libero a tutte le mostre del 2009 senza costi e senza limiti di orario.
Triennale “Free” Bovisa è lo spazio della libertà.
Libertà di fare, libertà di pensare, libertà di vedere, sentire, capire.
Un luogo da vivere tutti i giorni, tutto l’anno. Un territorio senza frontiere e senza barriere.
“Free” Bovisa non significa solo ingresso libero alle mostre, ma l’invito a vivere da protagonisti, tutti insieme, un importante progetto culturale.



Triennale Bovisa in occasione del Salone del Mobile 2009 ospita le seguenti mostre:


FAI – Fondo per l’ambiente italiano
LA MANO DELL’ARCHITETTO
THE HAND OF THE ARCHITECT
400 schizzi e disegni autografi di 110 architetti di fama internazionale in omaggio a Piero Portaluppi
18 aprile – 10 maggio 2009
Sabato 18 aprile aprirà al pubblico “La mano dell’architetto”, la mostra organizzata dal FAI - Fondo Ambiente Italiano e curata da Francesca Serrazanetti e Matteo Schubert, che vedrà l’esposizione di circa quattrocento disegni e schizzi autografi di 110 architetti di fama internazionale, donati al FAI in omaggio a Piero Portaluppi, che nel 1932 ha firmato il progetto di Villa Necchi Campiglio, proprietà della Fondazione nel cuore di Milano e aperta al pubblico dal 2008. I disegni esposti saranno poi la base di un’asta di raccolta fondi a favore del FAI, che verrà battuta da Sotheby’s il 14 maggio a Villa Necchi Campiglio.
Sedi delle mostre saranno Villa Necchi Campiglio, la Triennale Bovisa e la sede della rivista Abitare. La mostra è gratuita e il catalogo è realizzato da Moleskine in collaborazione con Editrice Abitare Segesta.

www.fondoambiente.it



ZERODISEGNO presenta GREG LYNN
Vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Architettura di Venezia 2008
con il progetto
RECYCLED TOYS
Greg Lynn riceve il Leone d’Oro dalla Biennale di Venezia 2008 per le sue installazioni realizzate con giocattoli riciclati che, con l’intervento della tecnologia robotica, diventano mattoni per costruire oggetti d’uso quotidiano.

Oggi ZERODISEGNO, la società di Carlo Poggio, specializzata nella realizzazione in edizioni limitate di oggetti e mobili d’artista, porta alla Triennale Bovisa, in esposizione durante la settimana del Salone del Mobile le quattro installazioni raffiguranti un tavolo anatra, un contenitore cane, un tavolo melanzana, una panca balena.


Associazione Signum – New Office Designer Award
IL POSTO DI LAVORO, CHE NON C’E’.
Mostra collettiva e riflessiva sull’office design.
L’evento “Il posto di lavoro, che non c’è” vuole essere un momento di riflessione sull’attuale stato del mondo lavorativo. Le immagini delle innumerevoli persone che restano senza occupazione; i numeri impietosi dell’aumento del precariato, stanno facendo il giro del mondo e ci portano a ragionare su quali errori siano stati fatti per arrivare fino a questo punto. Senza voler sindacare tematiche politiche o economiche che non sono di nostra competenza, possiamo sicuramente affermare che non sempre il design si è saputo adattare al velocissimo cambiamento che negli ultimi anni ha caratterizzato il mondo del lavoro. L’office design è rimasto spesso legato a stilemi che erano corretti 10 o più anni fa, ma che sicuramente oggi vanno riaggiornati.
Il concorso New Office Designer Award, che è al centro dell’evento, ha voluto spingere i designer della nuova generazione a sottolineare ed affrontare il cambiamento in atto. Insieme ad esso espongono designer e artisti affermati quali Dante Donegani, Giovanni Lauda, Aldo Petillo, Andrea Dichiara, Eliana Lorena ed altri, che in questo processo evolutivo hanno creato oggetti, prodotti ed installazioni che indagano il lavoro mobile ed estemporaneo, quello che forse meglio rappresenta il momento attuale.


Xtend3d Lab / Associazione Reload
in collaborazione con NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano
Hyperwish_move around desire
installazione interattiva
La sfida che l’installazione Hyperwish_move around desire si propone è presentare un iper-desiderio collettivo, un ponte tra dimensione individuale, espressione di sogni e aspirazioni personali, e collettiva, risultato del loro incontro nello spazio relazionale dei dati.
I fruitori possono infatti esprimere un loro desiderio sullo spazio urbano. Tutti i desideri raccolti sono poi analizzati sintatticamente e riuniti in un database ricombinante di parole significative, un archivio sensibile che diventa l’oggetto-evento dell’installazione. Si viene così a creare una mappa dinamica tridimensionale di costellazioni semantiche sulla città, che esplicitano simbolicamente i desideri in vista della loro possibile soddisfazione. Su tre schermi appaiono rielaborate le frasi e le parole scaturite da ogni desiderio, collegate tra loro secondo una significanza sensibile che va a visualizzare un nuovo reticolato della città ideale.
Ogni utente, poi, può navigare interattivamente all’interno di questa città del desiderio utilizzando una sfera luminosa, posta al centro degli schermi. Grazie all’immersione nell’universo dei desideri, l’utente-attore diventa così attore-guida attraverso le potenzialità nascoste di questa nuova città.


Zerocento
Summer Preview Design
Anteprima dell’estate siciliana in Triennale Bovisa
La Sicilia, terra di sole e di mare, ma oggi più che mai anche terra della contemporaneità e del design, al centro del mediterraneo, si pone come asse di un sistema di scambi commerciali e culturali tendenti a capovolgere le convenzionali rotte dell’arte, dell’architettura e del design. Pertanto esplode l’estate siciliana al Salone del Mobile 2009, il valore positivo del “good weather” made in sicily diventa scenario privilegiato e stimolante del “good design”, declinandosi attraverso l’expo della straordinaria esperienza aziendale della LUNETTO group nel campo della promozione e divulgazione del contract e dell’interior design di eccellenza in Sicilia e non solo. A tale scopo è nata una vincente collaborazione con i creativi della ZEROCENTO e con il curatore dell’allestimento Tiziano Di Cara, direttore della galleria di architettura e design EXPA, già OFF della Triennale di Milano. Sabbia, ragazze siciliane, vino ghiacciato, musica, videoarte e outdoor design di eccellenza gli ingredienti della summer preview design 2009. Vi aspettiamo in costume ovviamente.

www.expa.org


NH010
COLLECTIVE PAPER AESTHETICS
VK010 invita le persone ad investigare collettivamente configurazioni in carta riciclata. Blocchi di edifici “ritaglia e incolla” formano giochi estetici. VK10 trasformerà per una settimana lo spazio della Triennale di Bovisa in un laboratorio attivo.
VK10 studia “giochi civici” in tempi di crisi finanziaria e confusione professionale come la sostenibilità, la partecipazione, ed alter. Il progetto si rifà all’importanza del processo preparando sul luogo i componenti per costruire oggetti, schermi, frattali, e tutto ciò che é possibile configurare con essi.
Il crollo del mercato dell’ ottobre 2008 aprirà finalmente la discussione sui modelli di pianificazione convenzionali, e promuoverà il ritorno della nozione di partecipazione degli abitanti nel processo di decisione.
VK10 é un modulo per la generazione post-ikea, nel quale le regole sono definite durante lo svolgimento, mentre la scala é relativa. I partecipanti sono invitati a costruire il loro pezzo di VK10. E’ un oggetto di desiderio? Uno schermo di interesse o un frattale di conoscenza - possiamo fare qualsiasi cosa. La grafica di desktop, trasformata in blocchi costruttivi attraverso un sistema di taglio laser, genera una esperianza vitale allo stesso tempo caotica e fluida.

Noa Haim (Gerusalemme, 1975) é un architetto e il suo focus di ricerca é sulla “survival architecture” attraverso giochi civici. Vive e lavora a Rotterdam, Olanda, dove si é diplomata al Berlage Insitute (2004), titolo della tesi: “Vertical Kibbutz” pubblicato in Emerging Technologies and Housing Prototypes 2007 Black dog editore.


Ultrafragola Presenta
REFUGEE HOTEL
di Gabriele Stabile
Ultrafragola in occasione del Salone del Mobile presenta alla Triennale Bovisa un'installazione tratta dal reportage di Gabriele Stabile che ha fotografato nei motel di New York, Miami e Los Angeles i profughi con lo status di rifugiato che arrivano da tutto il mondo. Questi motel sono le nuove Ellis Island.
A Ultrafragola interessa raccontare il design e i luoghi che lo contegono non come oggetto di culto e di mito ma come contesto, dettaglio, sguardo sociale, geografico e temporale. Non sempre gli spunti ce lo permettono.
Il reportage di Gabriele Stabile è una di queste occasioni: la possibilità di mostrare la vita che si scontra con oggetti, luoghi, colori e materiali vecchi e consueti che diventano gli spazi nuovi di una nuova vita.


Riva 1920
Tavolo in Kauri design Mario Botta
Design: Arch. Mario Botta
Lunghezza: 12,00 m.
Larghezza: 1,80 m.
Spessore top: 0,11 m.
Peso: 3,8 tonnellate circa
ESSENZA: Kauri millenario delle paludi
PROVENIENZA: Nuova Zelanda
ETÀ DEL LEGNO: 30.240 anni circa.
TEST per DETERMINAZIONE ANNI: Radiocarbonio 14

Il Kauri delle paludi si presenta oggi con le stesse caratteristiche di un legno appena tagliato permettendo la realizzazione di tavoli e manufatti assolutamente unici ed esclusivi.


Politecnico di Milano – Dipartimento ICALabS
Ortogonale
Un Orto in Piazza? Sì, perché ORTOGONALE sarà il simbolo della riconquista in ogni città di una Piazza dedicata ai Bambini.
Orto come Teatro vegetale, Piazza delle erbe, Osservatorio delle stagioni.
ORTOGONALE è dedicato ai Bambini, alle loro multiverse esperienze e … agli Ortonauti metropolitani che sperimentano il piacere di osservare da vicino, annusare, carezzare, coltivare, cogliere biodiversità vegetali a Km0.16 m2 di erbe odorose, timo, valeriana, menta, pimpinella, coriandolo, basilico, papaveri, ranuncoli, portulache, raperonzoli, rughetta, cavolo nero, rafano, uva spina, ….16 m2 di… Almanacco delle stagioni di semina e raccolto, realizzato anche in grafica tattile (braille).
Piazze leggere, ideato e avviato da ICALabS, è il progetto che da Milano e Trieste promuoverà un innovativo design urbano che abbia al centro i Bambini, le loro libertà, le loro identità, le loro felicità.
FuoriSalone del 48° Salone del Mobile di Milano 2009 sarà l’occasione per inaugurare la prima Piazza leggera, per promuovere un disegno urbano che lascia spazio ai piccoli abitanti delle nostre città.

Sedute Adirondack Garden
Produzione artigianale di Silvia Provera
Una comoda sosta per gli ospiti della Triennale Bovisa con le poltrone, i divani e le chaise longue ADIRONDACK.
Le ADIRONDACK, le sedie più popolari e diffuse d’America, arrivano anche in Italia con Silvia Provera, che le costruisce artigianalmente con uno speciale trattamento per resistere all’esterno.
Le ADIRONDACK evocano le comode sedie dei giardini negli Hamptons e sarebbero state sicuramente scelte da Jacqueline Kennedy per arredare il portico della sua tenuta.
Glicine, verde, salvia, petrolio, grigio-verde, avorio, nero e rosso ossido: sono i colori delle sedie ADIRONDACK. La collezione comprende divani a due, tre o quattro posti e sedie a dondolo.

SCF Consorzio Fonografici
JUKE BOX! SUONI VISSUTI, DIFFUSE EMOZIONI
SCF Consorzio Fonografici presenta l’esposizione ‘Juke Box! Suoni vissuti, diffuse emozioni’: una mostra in Triennale e una mostra itinerante allestita sul Music Bus, un autobus a due piani, che viaggerà per le vie di Milano, toccando Triennale Bovisa il 26 e il 27 Aprile 2009.


BISTROT BOVISA
Total look by Kartell
Kartell rinnova totalmente l’allestimento del Bistrot di Triennale Bovisa.
Papyrus di Ronan & Erwan Bouroullec in diverse tonalità di colori, tavolini TopTop rigorosi e raffinati in nero, divani POP di Piero Lissoni in fantasia floreale per l’area lounge e sedie Frilly di Patricia Urquiola in trasparente per l’area caffetteria, si integrano perfettamente all’interno dell’architettura minimale e sobria dello spazio.
All’ingresso della bolla trasparente in vetro che caratterizza la struttura del bistrot, vasi giant-size Misses Flower Power di Philippe Starck sono protagonisti.

www.triennalebovisa.it
www.triennale.it

"Illusions Perdues"

Duane HANSON "Illusions Perdues"

"People, workers, the elderly, all these people I see with sympathy and affection. These are the people who have fought the battle of life and who now and then show the hard work and the frustration... It’s all about human activity, it’s truth, and we all get there."
This is how Duane Hanson, leading artist of the "Hyperrealist" Movement, qualifies his work.


In the 60s, he tackled timely social subjects in a brutally realist manner. These works elevated social and political issues to an iconic level. Shortly thereafter, in 1970, Hanson evolved both in terms of his style and his subject matter. He depicts the everyday people he encountered. People that nobody notices, people at a loose and desperate. He represents the human condition and pursues the fragility and distress. He treats universal themes, like poverty, bad treatment, racism, homeless or loneliness.
Duane Hanson created lifesize characters in his studio. He casts them directly from his models. He prefers to use fiberglass and resin, which allow him to reproduce, often in a little flattering way, slight details and sharpness of the human body. He gives life to his characters with a new credibility. He sometimes manages to create the illusion of the reality.
By representing the "American Way of Life", Duane Hanson transports scenes of the commonplaces to museums, to immortalize them.

la galerie Emmanuel Perrotin de Paris et Miami

Idris Khan

Elementa is proud to present for the first time in Dubai this much anticipated solo exhibition by the British artist Idris Khan, who will be showcasing a series of mostly new works.

Idris Khans photographs are not what they seem. In fact most of them do not seem like photographs at all and infact resemble charcoal drawings. Khan’s chiefly black and white images have been created by rephotographing series of existing images and digitally layering pictures of works by authors ranging from Caravaggio, Bach, and Freud to create new images, animated by the accumulative intervention of the artists hand. The works of such historical figures become literal building blocks for him to create one, single composite image.

His works deal with a play of appropriation with more characteristics in common with painting and drawing rather than photography. While Khan must have his own personal relationship to his sources, his images lead us to muse on high culture in general, and our own relationship to it. They are most satisfying in the places where the source and the artist’s intervention come together to generate a surprising visual effect or metaphor, in some instances challenging the viewer to digest all the words in one glance.

For his show at Elementa, Idris will be presenting new photographs based on music scores, books and Sufi text. He will also debut a single screen version of his recent film “Lying in Wait” in collaboration with British contemporary choreographer and dancer Sarah Warsop

Idris Khan was born in Birmingham, England in 1978 and now lives and works in London. He received his MA in Fine Art at the Royal College of Art in 2004 and has since exhibited internationally in a number of major group exhibitions including Contemporary Photography and the archive at SFMOMA. Recent solo exhibitions of Khan’s works have been held at Victoria Miro Gallery in London (2006), Fraenkel Gallery in San Francisco (2006), Thomas Schulte Gallery, Berlin (2007) and Yvon Lambert, New York (2007). His films have been presented at “ Late at Tate Britain” and Kunst Film Biennale in Koln and in 2008 Khan had his first major public art commission in London and opened his first five year retrospective at the K2O Museum in Dusseldorf, Germany.

ELEMENTA

REZA ARAMESH

REZA ARAMESH

Between the Eye and the Object falls a Shadow…

April 14 – May 5, 2009

Conflict is the material from which Reza Aramesh crafts his work. Such conflict may reside in social rejection or alienation, in the uncomprehending meeting of cultures, in the affirmation of discordant stereotypes, in the imposition of gender roles, in recourse to armed violence. Aramesh's work is not autobiographical by intention or in fact, nor does it provide a visual history of conflict. Rather, his pieces draw on recent history, as reported by the media and filtered through an individual sensibility, to make palpable the tensions, contradictions and overt or implicit violence that are ubiquitous in the world of the early twenty-first century.

Aramesh was born in Iran and is working in London . After studying Chemistry he obtained a Masters Degree in Fine Art at Goldsmith's College, London , first turning his attention to painting and text pieces. Since 2001 he is engaged in a series of works which he refers to as Actions. He sets up scenarios or devises events that may or may not be witnessed by audiences, and which in all cases survive as still photographs or multi-screen video projections.

....B21 Gallery....

Spring Fever

リー・ソーユン
Spring Fever

ギャラリー・テラ・トーキョーは韓国人作家、リー・ソ―ユンの日本初個展を開催いたします。
リー・ソーユンの作品はすべて本人のポートレイトです。特徴ある目鼻立ちを平面的に描き、遠近感の無い背景からは非現実的印象を受けます。描き方だけではなく、常に正面を向き鑑賞者を見つめ返す無表情な視線、それと相反するドラマティックな衣装とシチュエーション、このアンバランスもその印象を強めます。リー・ソーユンは以前から趣味でアクセサリーや小物を集めていて、それらを実際身につけた自分を写真撮影し、その写真を元に作品を描きます。どの作品でも同じ表情の人物と、舞台衣装のように作品ごとに変化するアクセサリーからは、普段自分たちを取り巻いている環境とその変化、一方で本質的に変わらない自分自身というもの、そういったことを考えさせられます。韓国生まれでドイツの学校を卒業しているリー・ソーユンは、アイデンティティについて考える機会が多くあったであろうことも作品に影響しているのではないかと感じられます。今までヨーロッパを中心に活動し、近年はソウル美術館でのグループ展をはじめ、アジア圏での活躍の場も広げ
会は日本初個展、新作9点発表。 「最大限感情的な要素を抑えて、人物には現実感と非現実感とを同時に与えようとしています。それに対して、背景や衣装のようなア
が生まれるようにつとめています」-リー・ソーユン

Contemporary Art GALLERY TERRA TOKYO

press_lee_jp.pdf

Malcolm Morley

Malcolm Morley
3 April 2009

Sperone Westwater is pleased to announce a solo exhibition by Malcolm Morley, the first gallery show of new work since the artist’s retrospective at the Museum of Contemporary Art, North Miami in 2006.

On view will be four paintings, four works on paper, and one large-scale sculpture, all completed between 2007 and 2009. Inspired by motocross and NASCAR racing scenes, these new works demonstrate Morley’s ongoing status as a master of the painterly who continues to explore a relationship between the mediums of painting, watercolor and sculpture.

In the new paintings Texas Swing (2009), Hubris (2008), Thor (2008), and Blue Boyz (2008), Morley presents the figure of an athlete as a mythic hero, creating a kind of contemporary American mythology in paint. Describing the evolution of this series, Morley writes:

While waiting for a train in Pennsylvania Station, I came across a motocross magazine with a cover featuring a young motocross rider and a colorful bike in midair doing an impossible maneuver in a blue sky. […] For me that is the modern myth. A myth has to have a hero. A hero has to face danger and death, have flaws and an Achilles’ heel.

Watercolor painting has also long held an important role for the artist. He has employed the medium in a variety of ways including directly as a source for his ambitious large-format oil paintings. In these new works on paper, Morley uses found motocross and NASCAR imagery, but now alters these photos with rips and folds. The resulting assemblage becomes a source for Morley’s abstract compositions, manifested in three different forms – in collage, watercolor, and in paint. In this show Morley’s mythic racing heroes are also materialized as three-dimensional sculptures made of paper and linen attachments. At the artist’s request, the materials that make up the large-scale sculpture Ring of Fire (2009) shall remain classified.

Morley, who first achieved widespread recognition in the 1960s for his super-realist paintings, defines his aim as a preoccupation with the act of painting and the sensation of transforming closely observed images to a canvas. As the artist stated recently, “It's much more difficult to make an abstract painting that is real than an abstract painting that is abstract.” Morley depicts details: each calibrated digital image as a whole is fragmented into a grid of small squares or "cells" as the artist calls them, from which Morley paints one discrete component at a time, turning the canvas upside down and sideways so that the abstract shape and color tonality of each part is addressed. Upon close examination, these dynamic images of movement and action break down into mosaics of small, beautifully incandescent abstract paintings, where foreground and background co-exist on the same plane. Despite Morley’s turn to more vernacular subject matter, this new series strongly affirms that Morley’s true topic is the art of painting, not the things or events he captures in paint.

Born in London in 1931, Morley studied at the Camberwell School of Arts and Crafts and the Royal College of Art. Since his first exhibition in New York in 1957, Morley has had numerous exhibitions in Europe and North America and has participated in many international exhibitions, including Documenta 5 and 6. Following his first retrospective in 1983 organized by the Whitechapel Art Gallery, Morley was the first artist awarded the Turner Prize for British artists. Subsequent presentations of his work include a survey of watercolors at the Tate Gallery, Liverpool (1991), a one-man show at the Musée national d'art moderne - Centre Georges Pompidou, Paris (1993), an exhibition organized by Fundación "La Caixa," Madrid, which traveled to the Astrup Fearnley Museet for Moderne Kunst, Oslo (1995-96), and a retrospective at The Hayward Gallery, London (2001). In 2006, Morley’s work was shown in a major retrospective entitled “The Art of Painting,” curated by Bonnie Clearwater at The Museum of Contemporary Art, North Miami. Morley’s work can be found in museum collections worldwide. Morley’s work is currently included in “Picturing America: Photorealism in the 70s”, on view at the Deutsche Guggenheim in Berlin until 10 May 2009.

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ART OSAKA

The aim of ART OSAKA is to produce an art fair in which the work and concepts of contemporary artists are introduced to museums, collectors and others related to the art world.
For a fresh perspective we invite the participation of emerging new galleries to exhibit alongside more established ones from both Japan and abroad.

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