Esposizione Universale – L'arte alla prova del tempo
A cura di: Giacinto Di Pietrantonio
3 aprile - 26 luglio 2009
Inaugurazione: giovedì 2 aprile 2009; h. 18:30
Inaugura il 2 aprile Esposizione Universale – L'arte alla prova del tempo: otto mostre racchiuse in un unico percorso espositivo che si snoda nelle sale di GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Non è una mostra universale per l'esuberante quantità dei Paesi ospitati, o per la varietà delle discipline rappresentate, non presenta le ultime novità della scienza della tecnica e dell'arte come accadeva e accade nelle Esposizioni Universali del XIX, XX e XXI secolo, ma rappresenta le novità di sempre perché "Tutta l'arte è contemporanea" (Gino De Dominicis).
Attraverso 100 opere circa, che vanno dal XV al XXI secolo, le otto sezioni della mostra affrontano alcune tematiche universali trattate nei secoli da artisti antichi, moderni e contemporanei. Periodi diversi si confrontano per mettere alla prova i metodi di rappresentazione e presentazione di argomenti eterni e sempre diversamente affrontati.
Il patrimonio dall'Accademia di Carrara di Bergamo è il punto di partenza del dedalo espositivo, un viaggio che arriva sino alle ultime tendenze artistiche.
In Esposizione Universale del Potere, Esposizione Universale del Quotidiano, Esposizione Universale della Vita, Esposizione Universale della Morte, Esposizione Universale della Mente, Esposizione Universale del Corpo, Esposizione Universale dell'Odio, Esposizione Universale dell'Amore, le opere di Giovanni Bellini, Bergognone, Sandro Botticelli, Vittore Carpaccio, Vincenzo Foppa, Pisanello, Tiziano, si specchiano con quelle di Christo, Francesco Clemente, Felice Casorati, Marcel Duchamp, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Gilbert & George, Ilya Kabakov, Joseph Kosuth, Maria Lai, Marisa Merz, Pino Pascali, Luigi Ontani, Ettore Spalletti, Jeff Wall, Gilberto Zorio, Mario Airò, Stefano Arienti, Simone Berti, Roberto Cuoghi, Meschac Gaba, Margherita Manzelli, Diego Perrone, Pietro Roccasalva, fra gli altri.
Da sottolineare come l'artista Ben Vautier ricorra in tutte le sale, in quanto si è scelta una serie di opere testo tipiche dell'artista francese come "motti" guida, quasi una "didascalia" visiva a introduzione di ogni tematica e sala.
Ieri e oggi, il prima e l'ora, il classico e il moderno si fronteggiano per sottolineare le influenze e le relazioni esercitate dal passato sul presente e viceversa, perché se è vero che la nostra eredità produce contemporaneità, è altresì vero che anche la contemporaneità produce, rileggendolo, il nostro passato.
Il dualismo espositivo mette in discussione i presupposti stessi dell'universalità in favore della località warholiana: "Solo il locale può aspirare all'universale". (Andy Warhol)
Esposizione Universale – L'arte alla prova del tempo si inserisce nella tradizione indicata da Francis Haskell che, ne La nascita delle Mostre, individua l'origine delle grandi mostre nelle grandi Esposizioni Universali ottocentesche.
Importante è segnalare come il catalogo, e quindi il sapere-pensiero della mostra, sia costruito utilizzando le moderne tecnologie affidando la raccolta dei pensieri dei relativi temi alla rete e al cellulare in modo da costruire un sapere-pensiero collettivo non dimentichi del fatto che, come diceva Mac Luhan, "Il mezzo è il messaggio".
Ecco allora che Giacinto Di Pietrantonio ha posto domande sui temi della mostra via mail, chat, facebook, SMS. Il curatore, utilizzando il suo indirizzario mail, ha chiesto cosa sono la Vita e la Morte, oppure la rubrica del cellulare è servita per mandare messaggi in cui chiedeva cosa sono l'Amore e l'Odio; a facebook non poteva non affidare le questioni relative al Potere e al Quotidiano, visto l'uso che di questo ne hanno fatto e ne fanno oggi i politici a partire da Obama, mentre tramite chat ha dialogato su Corpo e Mente. Naturalmente i messaggi ricevuti non spiegano direttamente le opere in mostra, ma vi si affiancano nel tentativo di creare un ipertesto verbo-visivo collettivo.
Perciò via SMS per Enrica Pagella, Direttore Palazzo Madama Museo Civico d'Arte Antica, Torino: "l'Amore è cura dell'altro e l'Odio è demolizione dell'altro", mentre per la gallerista Gea Politi di Milano è: "Odi et amo, una poesia di Catullo".
D'altro canto via mail all'artista Stefania Galegati (sgalega@gmail.com) la vita appare come "Quella cosa che scalcia dentro la mia pancia", mentre della Morte dice: "Non lo so ancora, il limite dell'immaginazione". Oppure c'è l'architetto Beppe Finessi (beppefinessi@tin.it) che preferisce affidarsi all'ironia di Ennio Flaiano che dice: "Per la vita non sono ancora pronto. Per la morte non sarò mai pronto. Intanto "io muoio alla giornata".
La traduttrice Nathalie Mikolajczyk via facebook su Potere e Quotidiano scrive che: "Per me il potere è la possibilità che qualcuno ha di farti fare e di farti pensare ciò che vuole. Ma più forte del potere, c'è il contropotere, cioè la resistenza. Per me, il quotidiano è qualcosa che rassicura, sì, ma ogni tanto è bello anche riuscire a vincere tutte le piccole certezze che ti dà per fare qualcosa di grande". Al contrario il gallerista Francesco Annarumma si chiede: "Che cos'è il Potere? Una tentazione. Cos'è il Quotidiano? Il tempo che mi è dato per riuscire a definirmi".
Infine per la Mente e il Corpo, sintetizzando la lunga chat per gli artisti vedovamazzei: "… la mente è il futuro, il corpo il presente…", oppure per il curatore Alessandro Rabottini: "… il corpo è qualcosa di cui mi sono a lungo dimenticato, pensando che dovevo curare la mente, da ragazzino diciamo che ero molto platonico poi ho iniziato a capire che il mio corpo creava negli altri una certa disposizione nei miei confronti e che questo determinava un certo mio modo di relazionarmi, diciamo che ho ancora il vizio di pensare più che di sentire, ma che ci sto lavorando su, probabilmente crescere significa questo: sentire di più e pensare di meno".
In occasione della mostra Esposizione Universale – l'arte alla prova del tempo, la collezione di medaglie contemporanee, conservata presso la GAMeC, si arricchisce di un cospicuo numero di esemplari provenienti da raccolte private.
Circa 240 medaglie, per la maggior parte coniate, talvolta fuse, che testimoniano quanto la medaglia rappresenti un segno, un simbolo, un sigillo dei tempi, che pur nella pluralità odierna dei media conserva una indubbia e singolare capacità di documentazione, unitamente a una non minore validità estetica.
In visione fino al 26 luglio 2009.
Esposizione Universale