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Ferrara Buskers Festival

Ferrara Buskers Festival | Presentazione | Rassegna internazionale del Musicista di Strada: "

Il Ferrara Buskers Festival, con i suoi 800.000 spettatori, è la più grande manifestazione al mondo dedicata all’arte di strada. Nasce nel 1988 con l’intento di valorizzare la figura del musicista di strada e per far conoscere una città ricca di storia e fascino, obiettivi pienamente raggiunti.

Grazie al proprio successo e al conseguente effetto di imitazione, il Festival ha contribuito, inoltre, a far nascere un vero e proprio settore, che può contare oggi su oltre 200 iniziative distribuite su tutto il territorio nazionale.

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Shoefiti

"Shoefiti is the term used to describe shoes hanging from powerlines.

The term was coined in 2005 by Ed Kohler, and let to the formation of Shoefiti.com.

Shoefiti shares some similarities with graffiti, such as the artistic statements of the work, possible connections to nefarious activity, and correlation with troubled neighborhoods.

Shoefiti.com chronicles shoefiti from around the world while trying to find meaning in this common act."

Shoefiti - About Shoefiti

Antonio Iavarone e Anna Lasorella - Google News

antonio iavarone anna lasorella - Google News

Allarme CINA

Ragazzi seviziati per 'guarirli' dal web Uno muore, orrore e ...

La Repubblica - ‎19/ago/2009‎

Malato d'Internet picchiato a morte
TGCOM
- ‎18/ago/2009‎

In clinica ragazzino ucciso a botte
Blitz quotidiano - ‎19/ago/2009‎

Dipendenti da Internet, in Cina picchiati a morte
Tom's Hardware Guide - ‎20/ago/2009‎
Il Messaggero - ‎08/ago/2009

Cina, morto per troppa Internet
Punto Informatico - ‎06/ago/2009‎




Dialogo nel buio

Dialogo nel buio

"Dialogo nel Buio" è una mostra percorso dove non si vede nulla. E’ un’esperienza da vivere nell’oscurità, un’avventura per vedere e capire le cose con altri occhi.
Dialogo è l’incontro con un cieco che guida i nostri passi e risveglia il bisogno profondo di comunicare.
All’uscita nulla sarà più come prima. Per saperne di più: Da anni ormai "Dialogo nel buio" sta girando il mondo, lasciando un’impressione profonda e duratura in persone di ogni età. Che cosa induce la gente a Milano, Parigi, Londra, Vienna, Tokio, Rio de Janeiro, Città del Messico, Amburgo o Francoforte a scoprire l’invisibile e a lasciarsi guidare da un cieco attraverso una mostra senza immagini?
Diamo un’occhiata nel buio. Il buio non è la condizione reale dei non vedenti, e sarebbe una semplificazione eccessiva credere che "Dialogo nel buio" possa simulare la cecità. Il buio è una metafora dell’emarginazione e della discriminazione di cui i disabili sono tutt’oggi vittima. Essere disabili significa soprattutto essere definiti a partire dai propri limiti e non avere le stesse possibilità che hanno le persone senza disabilità.
Il buio rappresenta anche le paure che sono dentro di noi. E tuttavia il buio, come i 17 anni di "Dialogo nel buio" ci hanno insegnato, può anche essere uno straordinario strumento per comunicare e incontrarsi. Un luogo senza belle apparenze, dove il pregiudizio e la rapida occhiata sono impossibili: qui contano la voce, i contenuti, così come l’intuito e la disponibilità ad aiutare. Solo chi parla, esiste. Chi rimane silenzioso, scompare nell’oscurità impenetrabile.
Questa è la ragione per cui in "Dialogo nel buio" l’attenzione è sul dialogo e non sull’esperienza del buio; dialogo con se stessi e con gli altri che ci hanno accompagnati nel viaggio attraverso l’oscurità, e dialogo con persone disabili. Basta spegnere la luce e i ciechi non sono più ciechi, e noi vedenti diventiamo ciechi e indifesi.
Perché dunque le persone intraprendono una simile esperienza? Innanzitutto, senza dubbio, per mettersi alla prova in un modo nuovo. E anche perché siamo stanchi del fuoco incrociato di immagini al quale siamo sottoposti ogni giorno. E ci si chiede anche quali sensi e percezioni siano assopiti dentro di noi. In questo i giapponesi non sono diversi dai messicani, né gli italiani dai tedeschi. Andreas Heinecke, autore di "Dialogo nel buio"Dialogo nel buio

"Kunst und Revolte"

Mit dem Schwerpunkt "Kunst und Revolte" setzt sich die Akademie der Künste in den Jahresprogrammen 2008/2009 mit den Verflechtungen zwischen künstlerischer Produktion und gesellschaftspolitischen Umbrüchen in Deutschland auseinander. Schon in dem Rückblick auf die 1960er Jahre waren im vergangenen Jahr die inhaltlichen Bezüge zu '89 und dem Ende des Kalten Krieges deutlich geworden.
Die Fotoausstellung und Filminstallation "Übergangsgesellschaft", Einzelveranstaltungen zu Wolfgang Hilbig, mit Hans-Hendrik Grimmling, Barbara und Winfried Junge, Akademie-Gespräche und eine Lange Nacht am 9.10. thematisieren jetzt die gesellschaftspolitische Atmosphäre der 1980er Jahre in der DDR.
In Zusammenarbeit mit dem Archiv der Akademie wird die Rolle der Berliner Theaterszene als Vorbereiter der Wende ebenso recherchiert wie der Vereinigungsprozess der beiden Akademien Ost und West.
Nicht die spektakulären Bilder des Mauerfalls stehen im Zentrum des Projektes, es ist vielmehr das Klima einer ebenso vitalen wie melancholischen Kunstszene, die durch ihre Medien Fotografie, Film, Literatur, Musik und Theater auf ihre aktuelle Wirkungskraft hin befragt wird.

Akademie der Kunste, Berlin

Arte del buio al Meeting di Rimini

In occasione della Trentesima edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini arriva una nuova iniziativa culturale di Dialogo nel Buio: dal 23 al 29 agosto 2009 fra gli stand ci sarà la mostra-percorso "Arte del Buio": 180 metri quadrati di oscurità per scoprire le potenzialità del tatto, incontrare l'arte e vivere la magia del buio.

“Le mani sono il cervello esterno dell’uomo” sosteneva il filosofo Immanuel Kant ed proprio basandosi su tale idea che l’Arte del Buio mira a sollecitare questa particolare forma di intelligenza, proponendo ai visitatori un percorso sensoriale strutturato per gradi. In cinque differenti ambienti - tutti rigorosamente al buio – il pubblico è invitato a scoprire il mondo esterno attraverso la percezione tattile. Si parte dal riconoscimento di materiali di uso quotidiano per proseguire con l’esplorazione di forme e figure sempre più complesse.

Passo dopo passo il buio diventa amico e ci si sorprenderà nel sentire le proprie mani scorrere sugli oggetti sempre più veloci e sicure. Il culmine di questo viaggio sensoriale è la “Stanza dell’arte”, dove sotto le dita si svela la bellezza di capolavori artistici dell’antichità. Sono i calchi di gesso provenienti dal Museo del Louvre di Parigi, fedeli riproduzioni di celebri sculture del passato destinate specificatamente alla fruizione tattile.

Un’esperienza di venti minuti circa, sufficienti a far scoprire le inesplorate potenzialità della percezione tattile e a conoscere più da vicino il mondo di chi non vede.

“Arte del Buio” è un progetto culturale realizzato dal’Istituto dei Ciechi di Milano e da Dialogo nel Buio in collaborazione con il Museo del Louvre di Parigi e la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi.

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Arte del buio al Meeting di Rimini