IBRIDO genetica delle forme d'arte

Sembra più che mai necessario ed urgente chiederselo ora. Come sta cambiando l’arte in questi ultimi anni? Mentre decisi scossoni dell’economia mondiale mettono in crisi equilibri e gerarchie politiche per decenni inattaccabili e consolidate, mentre il mondo diventa geograficamente sempre più piccolo e sempre più stratificato e complesso, mentre cambia la Natura e aumentano potenzialità, social networks, scambi e relazioni, come si sta modificando il sistema dell’arte?
Le grandi opere, da sempre in grado di anticipare visioni e scenari culturali e sociali, si nutrono sempre più di vita e di mondi paralleli al sistema dell’arte. Etnografia, antropologia, sociologia ed ecologia si intrecciano e si confondono i ruoli all’interno del panorama culturale contemporaneo che è fisiologicamente sempre più sfaccettato, ibrido e mescolato.
Anche lo spazio dell’arte si allarga e le sue figure professionali mutano, esattamente come mutano gli attori della politica e dell’economia. Si tratta di un processo che coinvolge non solo gli artisti, sempre in prima linea nell’intercettare e promuovere i cambiamenti, ma anche i critici e i curatori che aprono luoghi ibridi per esporre, dando origine a territori espositivi e di produzione al di fuori dell’ambito istituzionale.
E' un continuo riformularsi di ruoli: muta il mondo dell’editoria con l’invasione dei free press e dei magazines sul web; cambiano i collezionisti che a volte diventano galleristi, altre volte aprono fondazioni e diventano committenti in grado di schiudere nuovi orizzonti in dialogo con artisti e finanziatori; nascono istituzioni temporanee dai singoli, i galleristi si fanno produttori e promotori di progetti, le istituzioni agiscono in network, gli artisti si fanno critici, curatori e galleristi. È come se l’arte anticipasse la politica, la cultura, l’ambiente, il mondo, la vita, realizzando “unioni di fatto” che prescindono da protocolli e modelli, emancipati dalla burocrazia.
IBRIDO raccoglie queste riflessioni e ragionamenti, prova a mescolare artisti e pensieri che hanno cambiato e continueranno a modificare il modo di raccontare il mondo. E' una mostra che contiene al suo interno altre mostre, accompagnata da riflessioni ed interrogativi per cercare di capire in che modo arte e vita continueranno ad intrecciarsi, per esplorare e cercare di intercettare, attraverso le opere, il futuro.
Non si può non partire dai padri storici di tali mutamenti. Beuys e Pistoletto per le tematiche dell’ecologia ambientale, oppure Paolini per le dinamiche concettuali; e ancora dalla trasformazione degli spazi abitativi tra architettura e design rintracciabile nell’eredità modernista dei gruppi cinetici di artisti transitivi come Getulio Alviani, senza trascurare Mendini sul versante della postmodernità e le esperienze radicali di Gianni Pettena. La mostra attraversa le ricerche di artisti delle generazioni successive fino ad arrivare ai nostri giorni, con D.Silver, S.Xhafa, J.Wolfson, O.Breuning, M.Nelson, L.Hempel, T.Rollins, G.Matteucci, G.Kuri, D.Hirst, R.Hamilton, Y.Morimura, A.Garutti, A.Pessoli, R.J.Galindo, V.Carrubba, O.Eliasson, N.Solakov, M.Rubbi, P.Tuttofuco, K.Smith, M.Nigro, F.Arena, L.Vitone, C.Holler, P.Parreno, R.Tiravanija, Gilbert&George, C.Avery, Vedovamazzei, E.Pong, F.Barocco, M.Merz, J.Fabre, P.Uklanski, S.Tolone, P.Roccasalva, A.Orozco, F.Gennari, C.Levi, L.Presicce, J.Armleder, O.Kulik, S. Claydon, R.Beretta, M.Cattelan, L.Hempel, R.Cuoghi..
