I video di Bill Viola tra gli affreschi del ' 300
Eppur si muove. Complice il bicentenario, la Pinacoteca di Brera continua a inviare messaggi di vitalità. Ora si lancia nel dialogo per lei inedito tra cultura antica e contemporanea, ospitando nei propri spazi un' opera di Bill Viola, classe 1951, sofisticato pioniere italo-americano della videoarte. L' installazione, del 1994, si intitola «Deserts» e dura circa mezz' ora. È stata commissionata all' artista dal gruppo musicale tedesco «Ensemble Moderne» per accompagnare l' omonima partitura d' avanguardia del maestro Edgard Varèse. Ruolo svolto in modo egregio, in calibrata sintonia tra suoni e immagini. Prime riprese, ambienti subacquei. A cui si alternano fulmini all' orizzonte, lande desolate, divampare d' incendi e scarne scene d' interni. Fino alla sorprendente inquadratura finale, in cui un tavolo apparecchiato (quasi una natura morta tra Fiandre e Caravaggio) proietta stoviglie in aria e in acqua con esiti di grande nitidezza formale. Tutto in un rallenty, usuale per Viola, che consente di percepire la realtà con acutezza insolita. «Una novità nelle abitudini braidensi - dichiara la soprintendente Sandrina Bandera -. La prima, ma non l' unica: abbiamo già in mente altre contaminazioni con l' arte attuale. Non per staccare più biglietti. Ma perché un museo pubblico è un servizio che si rivolge a tutti, anche ai giovani». L' evento è nato dalla joint venture tra Brera e la mostra «Fuoco», a Palazzo Reale fino al 6 giugno a cura di Fondazione DNArt, di cui rappresenta un evento collaterale. «Deserts», proiettato nella cappella di Mocchirolo tra affreschi del Trecento, è offerto da DNArt e compreso nel percorso senza costi aggiuntivi per il visitatore. Per i patiti di Viola, un altro suo video si trova a pochi passi da Brera, nella chiesa di San Marco. Chiara Vanzetto RIPRODUZIONE RISERVATA Pinacoteca di Brera, via Brera 28, da oggi al 6 giugno, ingresso museo euro 5, tel 02.92.80.03.61
www.billviola.com
